RAFFAELLI A “NEL CERCHIO DELL’ARTE” 

Il calcio raccontato dai poeti, se ne parla oggi al Centro Trevi 

BOLZANO. «Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del “goal”. Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è...

di Giovanni Accardo

BOLZANO. «Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del “goal”. Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica.» Così scrive Pier Paolo Pasolini nel 1971. Pochi sport come il calcio possono vantare il privilegio di essere stati cantati da alcuni dei maggiori poeti italiani del Novecento, infatti diversi di loro - Saba, Sereni, Giudici, Raboni, Sanguineti, Cucchi, Magrelli - hanno dedicato poesie a questo sport e alcuni di loro frequentavano lo stadio la domenica o, come Pasolini, amavano giocare a calcio. A partire dalle poesie “Goal” di Umberto Saba, “Domenica sportiva” e “Altro compleanno” di Vittorio Sereni, Viani, “Sociologia del calcio” di Giovanni Giudici, Massimo Raffaeli, filologo, critico letterario e traduttore, anche lui appassionato di calcio, traccerà un percorso in questo sport molto popolare attraverso le parole di alcuni poeti italiani del ‘900. Il 15 ottobre 1933 Umberto Saba assistette a una partita di calcio fra la Triestina e l’Ambrosiana-Inter. Nonostante l’Ambrosiana-Inter schierasse uno dei più grandi centravanti dell’epoca, Giuseppe Meazza, la partita finì 0-0. L’esperienza si rivelò per Saba più emozionante di quanto pensasse e l’anno successivo pubblicò cinque poesie per il gioco del calcio. Esse descrivono, come dice il poeta stesso, «il piacere visivo di uno spettacolo per se stesso bellissimo», attraverso il quale egli canta la gioia di poter assomigliare alla maggior parte degli uomini. L’aspetto forse più innovativo di queste poesie è nel tono alto, a volte ricercato, dei versi, che riescono, nella loro classicità, a distanziare l’oggetto di cui si parla, il calcio, e a dargli una dimensione epica. «Non credo che esista un altro spettacolo sportivo come questo», scrive Vittorio Sereni, tifoso dell’Inter e frequentatore dello stadio di San Siro, «capace di offrire un riscontro alla varietà dell’esistenza, di specchiarla o piuttosto rappresentarla nei suoi andirivieni, nei suoi imprevisti, nei suoi rovesciamenti e contraccolpi; e persino nelle sue stasi e ripetizioni; al limite, nella sua monotonia.» Mentre Giovanni Giudici scrisse una lunga poesia divisa in cinque parti sulla figura di Gipo Viani (1909-1969), calciatore dell’Ambrosiana-Inter e poi allenatore e direttore tecnico-sportivo del Milan. Il calcio viene presentato come un luogo privilegiato lontano dalla vita autentica, e tuttavia Giudici denuncia ne anche il carattere alienante e mercificato. L’ incontro si svolgerà oggi 6 settembre alle ore 18.30, al Centro Trevi di Bolzano, all’interno della rassegna “Nel cerchio dell’arte”.