Torna Merano Jazz, grandi nomi e spazio all’Accademia 

Ieri la presentazione. La rassegna tornerà dal 10 al 12 di luglio In arrivo Bobby Previte, Ray Anderson, Ivan Lins e Linda May Han Oh 

di Giuseppe Segala

Merano. Merano Jazz giunge quest’anno al traguardo ragguardevole di ventitré edizioni: dal 1996, anno dell’esordio, nel suo albo d’oro si è andata formando una panoramica molto significativa del jazz moderno, con musicisti che hanno scritto pagine importanti di storia, come Roswell Rudd, Jim Hall, Ron Carter, Eddie Gomez, e campioni della scena contemporanea, tra cui Dave Holland, Carla Bley, Dave Douglas, Jack DeJohnette. Nel cartellone di quest’anno, che si dipana dal 10 al 12 luglio, spicca il nome del batterista Bobby Previte, che già fu titolare di una master class nel 2012, in qualità di artista in residenza dell’Accademia mitteleuropea diretta da Franco D’Andrea. Nel concerto in programma al Teatro Kimm il 12 luglio, il musicista newyorchese riunirà per l’occasione uno dei suoi più fortunati gruppi storici, il quintetto Bump Band, che allinea un vero e proprio organico di tutte stelle: Ray Anderson al trombone, Marty Ehrlich agli strumenti ad ancia, Wayne Horvitz al pianoforte e tastiere, Steve Swallow al basso elettrico.

Anderson, che il pubblico di Merano Jazz ha potuto apprezzare qualche anno fa nel trio BassDrumBone, con il batterista Gerry Hemingway e il contrabbassista Mark Helias, sarà quest’anno anche titolare della masterclass dell’accademia diretta da Franco D’Andrea. Il pianista, alla presentazione del festival insieme al direttore artistico Vincenzo Costa e al coordinatore dell’accademia Ewald Kontschieder, ha sottolineato ieri il ruolo di questo solista eclettico ed esuberante: «Ray Anderson è un formidabile musicista, un virtuoso del proprio strumento, in grado di trasmettere anche agli allievi la sua energia e la varietà di approcci stilistici, in cui si mescolano elementi della tradizione New Orleans, del bebop, del blues e del free jazz. Con particolare attenzione ai colori dello strumento, alla ricchezza timbrica, agli umori espressivi».

Nelle tre serate di programmazione concertistica, il cartellone dei concerti di Merano Jazz spazierà come sempre ad ampio raggio, passando quest’anno dal Brasile del pianista e vocalist Ivan Lins, in scena mercoledì 10 luglio, al jazz contemporaneo proposto l’11 luglio dal quartetto della contrabbassista Linda May Han Oh, il cui valore abbiamo già potuto apprezzare lo scorso anno a Merano, in occasione del concerto del quartetto di Pat Metheny. Lins, considerato uno dei grandi innovatori della musica brasiliana moderna, interprete di rara eleganza ed espressività, vanta ormai una carriera artistica lunga cinquant’anni, con la vittoria di vari Grammy Awards, tra cui uno per l’interpretazione di “She Walks This Earth” da parte di Sting. A Merano sarà attorniato da musicisti che apprezziamo tra i più significativi della nostra scena, come il pianista Antonio Faraò, il batterista Alfredo Golino e il contrabbassista Aldo Mella. Linda Oh, di origine malese, ha collaborato sulla scena internazionale con Joe Lovano, Dave Douglas, Kenny Barron. Nel suo quartetto a Merano troviamo il sassofonista Greg Ward, attivo prima sulla scena di Chicago e poi a New York, tra l’altro al fianco di un gruppo di culto come Tortoise, e il batterista Rudy Royston, già con Bill Frisell, Jason Moran, Greg Osby.

Per quanto riguarda l’attività didattica dell’Accademia, D’Andrea ha ribadito l’attenzione particolare rivolta negli ultimi anni alle fasce di alunni più giovani, seguiti quest’anno da insegnanti che hanno maturato un’ampia esperienza in questo settore, come il sassofonista e clarinettista Valentin Gasser, il chitarrista Matteo Scalchi, il pianista Arnold Mitterer. Tra i nuovi docenti, spiccano la vocalist di origine triestina Anna Lauvergnac, a lungo nella formazione della Vienna Art Orchestra, il trombettista Matthias Schriefl, il sassofonista Pietro Tonolo e il percussionista del Burkina Faso Mamadou Diabatè. La Master Class di Franco D’Andrea sarà imperniata sul tema “Fare musica con un intervallo”: “Un approccio che, partendo dal semplice utilizzo di un intervallo tra due note, può dare luogo a una serie molto ampia di soluzioni espressive e narrative, di scambi tra i musicisti, di stimoli creativi”. L’iscrizione ai corsi dell’Accademia è ancora aperta, sul sito di Merano Jazz.