Transart, Hochmair trasforma Schiller in un tripudio d’energia 

Bolzano, il Festival e le VBB stasera pronti a stupire tutti Il musicista: «Testi esplosivi. Questa è vera letteratura rock» 

di Daniela Mimmi

BOLZANO. La formula è di quelle magiche: si prende la poesia di Friedrich Schiller, se ne estraggono vibrazioni, atmosfere, ritmi e suoni, si toglie un po’ di patina depositata dal tempo, la si elabora distorcendola, elevandola e aggiungendole corpo, voce e strumenti fino a farla culminare in un coraggioso esperimento artistico-vocale e un tripudio di energia. Ed ecco Schiller-Balladen-Rave, lo spettacolo con cui Transart e Vereinigte Bühnen Bozen affascineranno il loro pubblico, oggi 7 settembre, alle ore 20.30 all’Alpewa di Bolzano. A creare un concerto rock da Die Bürgschaft (L’ ostaggio), Das Lied von der Glocke (Canzone della campana), Der Taucher (Il tuffatore), eccetera, sarà Philipp Hochmair, questa volta insieme alla sua band Die Elektrohand Gottes. Viennese, classe 1973, Philipp Hochmair, che ha appena riscosso enorme successo per avere sostituito Tobias Moretti (ammalatosi improvvisamente) come Jedermann, durante il Festival di Salisburgo di quest'anno, è fatto conoscere al Burgtheater di Vienna e al Thalia Theater di Amburgo grazie a spettacoli classici e contemporanei. Ha partecipato a numerose produzioni cinematografiche e televisive di Orf e Ard. Da anni porta in giro per tutto il mondo le sue performance teatrali da solista. L’abbiamo intervistato.

Come ha concepito questo concerto e che ne ha fatto delle poesie di Schiller?

«Innanzitutto questa volta sono con la mia band. In pratica, e con molto coraggio, ho fatto un ritratto diverso di Friedrich Schiller da quello classico che si studia a scuola. Racconto storie della sua vita, aneddoti, usando strumenti diversi, come la musica rock e techno. Ho svecchiato i suoi testi e li ho resi esplosivi. Voi potreste farlo con la Commedia dell’Arte, ad esempio, creare la colonna sonora con musica elettronica. In questo modo Schiller non è più quello che ci ha annoiato a scuola. Diventa letteratura piena di vibrazioni».

Perchè proprio Schiller?

«Lo amo molto. La prima volta che l’ho letto avevo 16 anni e sono rimasto scioccato dal suo linguaggio che è sì classico, ma anche pieno di energia, forza, passione. In pratica, molto simile alla musica rock. Ci sono alcuni testi anche in italiano, così tutti potranno capire. È uno spettacolo che piace ai giovani, appunto per l’energia vitale che c’è in Schiller e nella nostra musica. I giovani scopriranno uno Schiller molto diverso da quello che hanno imparato a scuola, quando erano costretti a studiarlo a scuola. Quelli più grandi scopriranno uno Schiller nuovo e saranno molto impressionati per il modo in cui noi usiamo i suoi testi. È uno spettacolo molto divertente».

Come ha scelto le poesie da tradurre in musica rock?

«Sono quelle che amo di più, quelle che fin da giovane conosco a memoria. Poi ci sono le mie improvvisazioni».

Lei ama la letteratura?

«Sì molto e mi è sempre piaciuto moltissimo leggere. Io ho iniziato facendo teatro, quello serio, ho studiato per fare l’attore a Vienna con Klaus Maria Brandauer, poi a Parigi. Ho recitato nei teatri di Berlino, Hannover, Zurigo e via dicendo. Adesso, invece dei grandi teatri, preferisco le performance, che trovo molto più interessanti ed eccitanti».

Come sta la poesia romantica alla musica rock?

«Schiller faceva parte dello Sturm un Drang, quello da cui poi è nato il grande romanticismo tedesco. Schiller ha un’energia, una vitalità incredibile. Lui è veramente rock».

Le piace l’idea di una struttura industriale come location per la sua performance?

«Ho visto l’Alpewa, è perfetta. In programma c’è anche “La canzone della campana”, che descrive degli operai tedeschi che devono fondere il ferro per costruire una campana. Quindi direi che è proprio il posto ideale per Schiller-Balladen-Rave».

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