Marchionne sbarca a Bolzano sul futuro Iveco

L’ad del gruppo Fiat ieri e oggi con i vertici dell’azienda che produce mezzi pesanti e speciali, civili e militari

di Orfeo Donatini

BOLZANO. L’amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne ieri è attrerrato a Bolzano per partecipare ad una due giorni di riunioni con i vertici dell’Iveca, azienda che produce mezzi pesanti e speciali sia destinati al mercato civile che a quello militare.

Da parte dell’azienda nulla è trapelato ed, anzi, è stato alzato un muro di riserbo pressochè impenetrabile. Tuttavia la presenza del potente amministratore delegato del Gruppo Fiat, accompagnato dall’ad di Iveco Alfredo Altavilla, è stata confermata in sede ufficiale e naturalmente nella fitta scaletta di riunioni che erano in programma ieri, e lo saranno anche per la giornata di oggi, ci sarà anche una valutazione sulle prospettive strategiche dello stabilimento di via Volta.

Stando alle ultime indicazioni di bilancio relative alla gestione dell’azienda bolzanina si tratta del resto di uno dei migliori insediamenti produttivi del comparto Iveco sia per produttività che per innovazione e qualità del prodotto tanto che proprio per questo si è reso possibile negli ultimi mesi un ricco contratto commerciale per la fornitura di mezzi blindati anche all’esercito russo del presidente Putin.

Le riunioni che l’ad Marchionne tiene periodicamente in tutti i suoi migliori stabilimenti non vertono evidentemente solo sul futuro di Bolzano, ma spaziano sulle strategie produttive nazionali e globali posto che Iveco ha presenze produttive, oltre che commerciali, in tutti i Continenti.

Certo il fatto stesso che per uno dei vertici del Gruppo sia stato scelto lo stabilimento di via Volta viene interpretato da tutti come un riconoscimento dei suoi risultati e della validità della sua presenza anche sui mercati internazionali.

In questo senso anche da parte delle organizzazioni sindacali - che per altro non sono nemmeno state contattate per un qualche faccia a faccia - arrivano delle valutazioni positive. «Non c’è dubbio - sottolinea così Claudio Voltolini, segretario della Fim-Cisl - che la presenza di Marchionne non può che essere letta come un segnale incoraggiante per uno stabilimento come quello di Bolzano che nella galassia Iveco è evidentemente piccolo, ma di grande qualità sotto ogni profilo».

Nemmeno con le istituzioni locali tuttavia è previsto alcun confronto, anche se la Provincia, pur di non perdere la presenza Fiat sul proprio territorio, non ha mai archiviato il progetto di poter acquisire la proprietà dell’areale dello stabilimento di via Volta per dare ossigeno, in caso di necessità, al ciclo produttivo e quindi ai livelli occupazionali.

La presenza di Marchionne a Bolzano in ogni caso è assolutamente blindata tanto che le misure di sicurezza, già normalmente molto elevate nello stabilimento, sono state ulteriormente potenziate .

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