Tutto pronto per gli Emmy

(ANSA) - LOS ANGELES, 16 SET - A poche ore dalla cerimonia degli Emmy, in programma nella notte tra lunedì 17 e martedì 18, Hollywood è in fermento come di solito accade solo nella settimana degli Oscar. Il fatto è che ormai non c'è più gerarchia fra cinema e televisione e così i premi che a settembre incoronano il meglio del piccolo schermo sono diventati importanti almeno quanto quelli assegnati per il cinema. Chi vincerà questa edizione degli Emmy? I titoli della categoria miglior dramma sono tutti potenziali numeri uno: The Americans (FX), alla sua quinta e ultima stagione, avvincente e storicamente accurato racconto dell'America della Guerra Fredda, The Crown di Netflix, altrettanto accurato racconto della vita a corte della Regina Elisabetta II d'Inghilterra, il popolarissimo fantasy Il trono di...

Gallerie

Tutto pronto per gli Emmy

(ANSA) - LOS ANGELES, 16 SET - A poche ore dalla cerimonia degli Emmy, in programma nella notte tra lunedì 17 e martedì 18, Hollywood è in fermento come di solito accade solo nella settimana degli Oscar. Il fatto è che ormai non c'è più gerarchia fra cinema e televisione e così i premi che a settembre incoronano il meglio del piccolo schermo sono diventati importanti almeno quanto quelli assegnati per il cinema. Chi vincerà questa edizione degli Emmy? I titoli della categoria miglior dramma sono tutti potenziali numeri uno: The Americans (FX), alla sua quinta e ultima stagione, avvincente e storicamente accurato racconto dell'America della Guerra Fredda, The Crown di Netflix, altrettanto accurato racconto della vita a corte della Regina Elisabetta II d'Inghilterra, il popolarissimo fantasy Il trono di spade (HBO in Italia su Sky), la favola distopica di The Handmaid's Tale (Hulu/Tim Vision), il sentimentale This is Us in Italia trasmesso da Fox e Stranger Things (Netflix). (ANSA).

Cinema: Muti, donne dovrebbero unirsi e governare

ROMA, 15 SET - "Io sono stata a vivere e lavorare in America, e non mi è mai capitato di andare nella suite di un produttore. Sarà che ho avuto un padre napoletano, sono stata attenta, sono cresciuta sapendo che è meglio non avventurarsi nel bosco sapendo che c'è il lupo. La consapevolezza è importante". Parola di Ornella Muti, ospite ieri a Bari del CineCocktail Apulia Edition, dove ha parlato della sua carriera ma anche della società di oggi. "Stiamo vivendo un momento di m...a - dice nella conversazione con il direttore artistico della rassegna, Claudia Catalli -. Sempre più ragazze vengono assalite e violentate. La colpa è del lupo, cioè dell'uomo. Dobbiamo proteggerci e avere una società che ci protegga, ma anche insegnare ai nostri figli maschi a rispettare le donne, fargli capire che non vanno 'usate'. E' inutile mettere un hashtag, c'è la realtà di tutti i giorni". Qualche mese fa l'attrice ha vinto il Ciak d'oro con la serie Sirene: "Stare su un set al femminile mi ha confermato la convinzione che una società governata di donne sarebbe di gran lunga migliore. Hanno governato finora solo gli uomini, e il risultato qual è? È ora che le donne si uniscano, aiutiamo questi ragazzi". Sirene "è stato uno dei pochi progetti che ha dato grande spazio alle attrici. Sono contenta sia andato bene. E' stata un'avventura straordinaria, la rifarei mille volte. L'atmosfera era bellissima, di complicità. Io poi non ho mai vissuto rivalità con le donne, è solo un limite. Il nostro è un lavoro in team, il divismo lo trovo inappropriato". Ripercorrendo la sua carriera, con clip dei suoi film, ricorda Ugo Tognazzi come "un fratello maggiore, sensibile, attento, divertente, e generoso. Lo dico con il cuore perché mi sembra sia uno degli attori che negli ultimi tempi venga maggiormente dimenticato. E mi dispiace molto, con lui mi sono sempre sentita al sicuro". Adriano Celentano (con cui conferma, rispondendo a una domanda dal pubblico, di avere avuto una storia) "quando ci ho lavorato, era molto divertente". Carlo Verdone "è un grande regista, rende tutto un divertimento, anche perché scherza facendo il serio. Rilavorerei subito con lui". Dino Risi "l'ho sempre temuto". Mario Monicelli "lo ammiravo moltissimo, sapeva quello che voleva, e viveva secondo i suoi ideali". Francesco Nuti "mi ha regalato dei ruoli molto belli e diversi". A chi le chiede chi consideri sua erede, risponde: "ci sono tante giovani attrici favolose, come Denise Tantucci, Valentina Bellè, Miriam Leone, Valentina Lodovini... ma il concetto di erede non mi piace, ognuna di noi deve avere il suo carattere". Gli uomini "li ho idolatrati e idealizzati, ho voluto credere nel principe azzurro e questo mi ha annebbiato la vista. Mi hanno fatto del male? Forse, ma li ho armati io. Oggi mi domando se riuscirei ad avere un compagno". Non parteciperebbe a un reality: "Credo sia un format spinto, ti mettono in condizioni di disagio, di star male. Trovo senza senso andare su un'Isola tanto per mostrare il fondoschiena, a far finta di avere fame quando magari dall'altra parte dell'isola, c'è chi soffre davvero. Apprezzerei invece un reality in cui gli attori venissero spediti in India ad essere davvero utili per gli altri. L'unico che apprezzo è Pechino Express, dove almeno bisogna mostrare le proprie capacità". E' appena tornata da Mosca dove ha debuttato in teatro "con uno show eclettico (intitolato The Crystal palace, ndr), che unisce balletto con ballerini del Bolshoi, dramma, opera e allegorie... meraviglioso". (ANSA).

Arte: Caravaggio-Rembrandt, a Brera scambio capolavori

(di Federico Pucci) (ANSA) - MILANO, 14 SET - 'La Cena in Emmaus' del Caravaggio saluta Brera e si dà il cambio con 'La Cena dei pellegrini in Emmaus' di Rembrandt, proveniente dal Musée Jacquemart-André di Parigi, che sarà alla Pinacoteca fino al 24 febbraio 2019. L'opera del Caravaggio, uno dei quadri simbolo di Brera, è stata smontata e imballata questa mattina, alla presenza della stampa e sotto gli occhi del direttore James Bradburne e del restauratore Andrea Carini. Carini accompagnerà il dipinto, per assistere al trasporto e all'allestimento nella mostra 'Caravage à Rome. Amis et ennemis'. Al suo ritorno, a fine gennaio, il Caravaggio e il Rembrandt saranno esposti insieme per tre settimane: "Quando sono arrivato, ho detto che mi sarei rifiutato di gonfiare il numero dei visitatori con mostre temporanee blockbuster, perché sono senza spirito, il museo diventa solo un contenitore: il dialogo tra opere è la nostra risposta a questo tipo di iniziative", spiega Bradburne. Secondo il direttore lo scambio rispetta i parametri essenziali per il prestito, a cominciare dalla tutela: "Se l'opera è a rischio, il no è categorico: spostare Raffaello o Piero della Francesca sarebbe tradire l'obbligo di tutela". Le condizioni del Caravaggio, restaurato nel 1978 e andato in prestito l'ultima volta tre anni fa, sono state definite ottime. Garantita da una polizza da 120 milioni di euro a carico del museo francese, la tela ha le protezioni del caso: una cornice da viaggio che assorbe le sollecitazioni meccaniche; un telo di Tyvek a basso attrito e semitraspirante; un imballaggio con tre strati di schiume sintetiche a diverse densità; un contenitore a condizioni climatiche controllate. L'opera viaggerà quindi a bordo di un camion con climatizzazione e ammortizzatori speciali.

Tv: La vita promessa, Ranieri madre migrante a New York

Il copione di La vita promessa, la serie in 4 puntate in onda su Rai1 dal 16 settembre, è arrivato a Luisa Ranieri mentre era incinta della sua seconda figlia. "E' uno di quei ruoli che ogni attrice vorrebbe interpretare. Tante sfumature femminili in un un unico ritratto, grandi sentimenti, grandi temi come la famiglia, l'emigrazione, la fame, la vergogna. E' il personaggio che forse ho amato di più della mia carriera, bellissimo perché a tutto tondo, mai scontato". Così l'attrice napoletana, protagonista della fiction (in onda il 16 e 17 settembre le prime due puntate su Rai1 poi il 24 settembre e il 1 ottobre le successive) che racconta la storia di una famiglia di siciliani nella New York del proibizionismo. Luisa Ranieri è Carmela, che per sottrarsi alle prepotenze di un sorta di stalker dell'epoca ossessionato da lei e senza scrupoli, Vincenzo Spanò, che ha il volto di Francesco Arca, si sposa per procura, dopo l'omicidio del primo marito, padre dei suoi cinque figli, e va in America per dare un futuro alla propria famiglia. E sul piroscafo la sua vita si intreccia con quella di un gentiluomo, Mr Ferri (Thomas Trabacchi) - prima di imbarcarsi fa sosta a Napoli dove incontra Assunta Moggi (Lina Sastri), una donna burbera dall'animo buono che affitta camere a migranti in attesa di risolvere problemi coi documenti per poter partire anche loro - e una giovane prostituta (Miriam Dalmazio). I copioni sono opera postuma di una delle più note e apprezzate sceneggiatrici della tv italiana, Laura Toscano (Commesse, Il maresciallo Rocca) con Franco Marotta. La revisione della sceneggiatura è di Simona Izzo. "Carmela è una 'madre arcaica' - osserva Thomas Trabacchi - una figura di cui dovremmo riappropriarci culturalmente perché, se ci guardiamo indietro e sappiamo chi siamo stati, potremo capire dove stiamo andando". Nel cast della miniserie (una coproduzione Rai Fiction e Picomedia, prodotta da Roberto Sessa), anche Primo Reggiani e Cristiano Caccamo. La serie, ha aggiunto Ranieri, "racconta una storia di immigrazione e disperazione, che parla dei migranti di allora non dimenticando la tragedia di quelli di oggi". Poi, tornando sul suo personaggio, aggiunge: "Questa madre ha zone grigie. Ha un rapporto conflittuale con il primogenito Rocco, ad esempio. E' una donna che, nella gestione della famiglia, vuole vivere la vita degli altri. Questo non è un cliché. Non è la solita mamma da fiction". "Racconta del nostro passato finendo per parlare del presente". La storia è quella di una famiglia di siciliani nella New York del proibizionismo e della grande crisi del '29, che parte dal dolore di un Sud misero e violento ed approda ai tepori domestici e alle seduzioni della famosa Little Italy, il sobborgo dell'emigrazione italiana a Manhattan. Saga familiare, racconto di "gente comune", realismo, epica, gangster movie si fondono in una ricetta di taglio classicamente melodrammatico, "con al centro una madre dal temperamento vulcanico - insiste Ranieri - che non è un personaggio buono a tutti i costi". L'avventura di Carmela s'intesse a doppio filo con quella di un'altra donna, Rosa (Dalmazio), una prostituta di origine siciliana che si sposa per procura col figlio: "E' proprio la mamma a combinare l'inganno, per assicurare a Rocco una moglie, finendo per infliggere però a Rosa lo stesso destino, se non forse più amaro, che era toccato a lei". "L'aspetto che più mi ha colpito - aggiunge il regista Ricky Tognazzi - per accettare questa sfida è stato senza dubbio il luminoso riflesso dell'attualità, in questa storia. Dodicimila migranti al giorno arrivavano a Ny. In un'epoca in cui oggi il nostro paese ad essere diventato, per molti popoli provenienti dall'Africa, la porta principale per quella terra promessa che oggi si chiama Europa, è arrivato per noi il momento forse di ringraziare". Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, nota: "E' una storia legata alle nostre radici che ci racconta come eravamo, quasi un secolo fa, chi erano gli italiani che migravano e andavano a cercare la ricchezza in un altro Paese. Racconta il coraggio di andare avanti, di non cedere, di credere nella possibilità di cambiare, la forza della famiglia, la ribellione al sopruso, la tradizione matriarcale, la condizione dei migranti. Racconta tanto, in controluce, del nostro presente. Ma anche una storia che diventa Storia. Il contesto del Sud, la povertà di tanti e il sopruso dei più forti, la migrazione italiana in America, gli anni Venti, il crollo di Wall Street, la Mano Nera e la mafia italiana". 'La vita promessa', che attraverso la distribuzione di Rai Com è già stata venduta in Giappone, Usa e America Latina, si svolge nell'arco di nove/dieci anni e va dal 1921 al 1930, passando attraverso la crisi finanziaria americana del '29.

Tv: La vita promessa, Tognazzi, un tempo migravamo in massa

ROMA - "E' una storia domestica, vicende ordinarie sorrette dalla storia con la S maiuscola. E che riflette anche la storia di oggi. All'epoca arrivavano a New York 12 mila immigrati al giorno. Noi italiani eravamo la feccia ma venivamo accolti. Dobbiamo dare qualche cosa agli altri, ora, è il momento di pagarlo questo debito. Luisa Ranieri con questo ruolo a mio avviso ha superato se stessa". Il regista Ricky Tognazzi descrive così 'La vita promessa', 4 prime serate su Rai1 (in onda il 16 e il 17 settembre le prime puntate, poi i lunedì successivi). E' la storia di Carmela (Ranieri), una madre dal forte temperamento alla fine degli anni Venti lascia la Sicilia per l'America dove spera di dare ai suoi cinque figli un futuro migliore. Quattro puntate in cui Tognazzi ricorderà agli italiani che siamo stati migranti anche noi, attraverso la vicenda di Carmela, che parte alla volta di New York, fa tappa a Napoli accolti da Assunta (Lina Sastri) "burbera dall'animo buono", che affitta le stanze ai disperati in partenza per la terra promessa. Nel cast della miniserie (una coproduzione Rai Fiction e Picomedia, prodotta da Roberto Sessa), anche Francesco Arca, Thomas Trabacchi, Miriam Dalmazio, Primo Reggiani, Cristiano Caccamo.

Tv: Conti, Tale e quale riparte, rivoluzione giuria

ROMA - Una nuova stagione di "Tale e quale show" è pronta a sbarcare su Rai1 da venerdì 14 settembre in prima serata. Condotta come sempre da Carlo Conti, l'ottava edizione vedrà 12 concorrenti, sfidarsi per 11 puntate imitando i personaggi più famosi della musica italiana e internazionale. Tutti giudicati da Loretta Goggi, Vincenzo Salemme e Giorgio Panariello. "L'onore del primo varietà negli studi intitolati a Fabrizio Frizzi che è stato anche concorrente in questa trasmissione (indimenticabile la sua performance artistica nei panni di Piero Pelù). Accanto alla tristezza c'è il piacere e l'orgoglio", ha detto il presentatore toscano presentando il programma, varietà di punta di Rai1 prodotto in collaborazione con Endemol Shine. La grande novità quest'anno, spiega Conti nel corso della presentazione, è proprio nella giuria. Accanto al pilastro Loretta, ci sono due mostri... sacri. Ci tengo a ringraziare Proietti, Lippi, Montesano e De Sica che si sono alternati negli anni". E in effetti le battute da banco dei giurati non mancano ("mi chiedo come avete potuto chiamare Salemme - fa notare Panariello - ci sono concorrenti che sono venuti a lamentarsi, non faccio nomi per la privacy, ma insomma eddai"). Goggi si Dissocia, ma Salemme fa notare che lui a firmato un contratto...e cosi' via di seguito. Grande assente di questa edizione Gabriele Cirilli "Ha preferito fare un passo indietro e nessuno lo sostituirà". Intanto è già sicuro che tra gli imitati della prima serata, in onda venerdì 14 settembre, ci saranno Ermal Meta (vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo), il rapper Ghali e l'icona anni 80 Debbie Harry, cantante dei Blondie. A chi chiede se Panariello, famoso per essere uno dei migliori imitatori di Renato Zero, potrebbe quindi trasformarsi nel cantante romano e dare così i suoi verdetti, viene risposto con un "non è escluso". Allo stesso tempo, Claudio Baglioni potrebbe essere presente e addirittura venire anche imitato da due concorrenti contemporaneamente. Teodoli ha sottolineato la levità che la Rai propone con un varietà come Tale e quale show: "Raiuno sta cercando di alleggerire la programmazione per regalare un po' di leggerezza", ha detto il direttore Nella squadra delle donne ci sono Antonella Elia (vista nella scorsa edizione di Pechino Express dove si è classificata al secondo posto insieme a Jill Cooper), Matilde Brandi, Alessandra Drusian (Voce dei Jalisse), Vladimir Luxuria, Guendalina Tavassi (nota per aver partecipato al Grande Fratello 11) e la cantante Roberta Bonanno (cantante della settima edizione di Amici). Nella squadra degli uomini il cantante Massimo Di Cataldo, il ballerino di Ballando con le stelle Raimondo Todaro, la "Iena" Andrea Agresti, il comico Giovanni Vernia, l'attore Mario Ermito e l'imitatore Antonio Mazzoncello volto noto di Tale e quale perché già dal 2016 ha partecipato con alcuni camei. Al termine di ogni esibizione, nel corso delle varie puntate, tutti gli ospiti si sottoporranno ai voti della giuria, che avrà il compito di valutarne le prestazioni con un voto che si sommerà a quello che ciascun sfidante, esprimendo la propria preferenza, sceglierà di assegnare a un concorrente rivale. Anche quest'anno non ci saranno eliminazioni: grazie alla somma delle due votazioni alla fine di ogni trasmissione, sarà decretato il vincitore di puntata e sarà stilata una classifica parziale che porterà all'elezione del vincitore finale. A mostrare gli abbinamenti tra gli Artisti e i personaggi che dovranno essere imitati nella puntata successiva, l'oramai nota "slot machine". Nel corso delle settimane, i dodici protagonisti saranno preparati dai tutor del varietà: i "vocal coach" Maria Grazia Fontana, Dada Loi e Matteo Becucci, e la "actor coach" Emanuela Aureli. Tutti gli arrangiamenti saranno curati dal maestro Pinuccio Pirazzoli. Conti non tornerà a L'eredità, presa in carico invece da Flavio Insinna "ci sarà il consueto passaggio di testimone con la consegna delle chiavi. La seguirò da consulente". Poi lo ritroveremo al timone de La Corrida, ma rimane anche direttore artistico dello Zecchino d'Oro, manifestazione di cui si regala una prima serata in diretta su Rai1 il 7 dicembre.

Ottavia Piccolo con fazzoletto Anpi,io 'bloccata' da polizia

(ANSA) - VENEZIA, 11 SET - Bloccata da un agente di polizia che ha avuto da ridire sul fatto che indossasse un fazzoletto dell'Anpi al collo, dopo che aveva partecipato a un volantinaggio nei pressi del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia. L'episodio, da lei definito "ridicolo", è avvenuto sabato scorso nella giornata conclusiva della Mostra, è stato riferito oggi da La Nuova Venezia e confermato all'ANSA da Ottavia Piccolo, che ne è stata protagonista. "Avevo aderito - ha detto l'attrice - a una manifestazione contro le morti sul lavoro vicino al Palazzo del Cinema. Non era una protesta di partito, era stata autorizzata dalle autorità comunali, stavamo facendo un semplice volantinaggio. A un certo punto mi sono spostata per andare verso il Palazzo ma un agente mi ha fermata e ha detto che 'con questo fazzoletto' non sarei potuta passare nella 'zona rossa'. E' arrivato un funzionario, poi un altro, e infine mi hanno lasciato passare. Gli ho risposto che sarei passata comunque". "Dispiace - ha commentato Ottavia Piccolo - che questo sia successo al Lido, dove abito da anni e conosco un po' tutti. Pare evidente che qualcuno non conosce l'Anpi, e un po' questo mi dispiace", ha concluso. (ANSA).

Olivia Newton-John, "combatto contro cancro per terza volta"

ROMA - Battaglia infinita per Olivia Newton-John. L'attrice australiana, indimenticabile protagonista di Grease accanto a John Travolta, ha rivelato ieri sera in un'intervista di essere stata nuovamente colpita da un tumore. Il terzo in tre decenni. Parlando alla "Sunday Night" di Seven, affiliata alla CNN, la cantante, che tra poche settimane festeggerà i 70 anni, ha raccontato che si sta curando con medicine "moderne" e rimedi naturali dopo che nel 2017 le è stato diagnosticato un nuovo cancro alla base della colonna vertebrale. Il calvario ha avuto inizio nel 1992 con un tumore al seno, nel 2013 ha poi avuto una recidiva, estesa anche alla spalla. "Mio marito è sempre lì, ed è sempre lì per sostenermi, e credo che sconfiggerò il cancro: questo è il mio obiettivo", ha aggiunto. (ANSA).

Musica: emozioni e cori per Mike Shinoda e Jared Leto

MILANO, 9 SET - Con una serata di emozioni urlate a squarciagola di fronte a quasi 20 mila persone (dato degli organizzatori) si è chiusa ieri la prima edizione di Milano Rocks, presso Area Expo Experience. Protagonisti attesi sono i Thirty Seconds To Mars di Jared e Shannon Leto, che a pochi mesi dalle due date di marzo hanno portato le canzoni dell'ultimo album 'America' in uno show più simile al pop che al rock. A precederli è un altro artista esperto nel mescolare generi come Mike Shinoda, arrivato con una scaletta che affianca i progetti solisti alle canzoni dei suoi Linkin Park, e con al centro l'ultimo progetto, 'Post Traumatic', nato dopo la morte dell'amico e socio Chester Bennington e pubblicato a giugno. Dal prologo 'Remember The Name', recitato a cappella da Shinoda, fino all'intermezzo batteristico di 'Sorry For Now', rap e metal si spalleggiano in un'ora di set energico ma anche toccante, che parla di fragilità esistenziali. L'americano non esita a menzionare il sodale scomparso nel 2017: perciò è di particolare effetto il medley in cui, da solo al piano ma con i cori del pubblico, intona strofe di 'In The End', 'Heavy' e 'Numb', poco prima del finale elettrizzante con le sue 'Make It Up As I Go' e 'Running From My Shadow' inframezzate da un ultimo omaggio ai Linkin Park con 'Good Goodbye' e 'Bleed It Out'. Quando è il turno dei fratelli Leto, l'atmosfera si fa meno graffiante ma più spettacolare: sui colpi di tamburo di 'Monolith' arriva il cantante nonché celebre attore, vestito con un chiodo glitterato, pantaloni rosa zebrati e occhiali da sole. Acclamato come la star che è, Jared e Shannon Leto prendono il centro della scena, con il polistrumentista Stephen Aiello in disparte a controllare tastiere, un basso e le chitarre preregistrate: Shannon si alzerà dalla batteria solo per 'Remedy', interpretata da lui. Davanti a un maxischermo che proietta colori primari e flash luminosi, Jared canta e piroetta con il microfono in mano, partendo con due brani amati come 'Up in the Air' e 'Kings and Queens', accompagnati da alti cori. Al termine di 'This is War' decine di palloni vengono lanciati sul pubblico, che li fa rimbalzare mentre arrivano le note malinconiche di piano di 'Dangerous Night', al quale si sostituisce presto un beat elettronico, il segno del nuovo corso artistico della band. Le interazioni con il pubblico da parte del frontman sono continue: prima fa salire sul palco due fratelli vestiti da unicorni e tre ragazze in parrucca per 'Love Like a Dream'; quindi ne fa salire molti altri su 'Rescue Me', ingaggiando anche un balletto sulle mosse della cosiddetta 'floss dance' con un giovanissimo fan arrivato da Torino; quindi per la classica 'The Kill (Bury Me)' scende tra le prime file a urlare il ritornello con i fan; infine sul gran finale 'Closer to the Edge' sono decine le persone portate sul palco, altrimenti spoglio, a festeggiare con i fratelli Leto una serata di intrattenimento che trascende il rock.

Venezia: Ilaria Cucchi, eventi sul film spariti da Facebook

(ANSA) - MILANO, 8 SET - "'Sulla mia pelle' aveva invaso il web. Una valanga di eventi organizzati in tutta Italia per la proiezione. La cosa mi ha fatto un enorme piacere e mi ha scaldato il cuore vedere ancora una volta quanto interesse e quanto calore ci sia intorno a Stefano e a questo bellissimo film su di lui. Devo pertanto confessare tutto il mio dispiacere e la mia amarezza per il fatto che tutto questo sia stato cancellato in un batter d'occhio da Facebook. Scomparso". Lo denuncia Ilaria Cucchi sullo stesso Facebook, parlando del film di Alessio Cremonini che alla Mostra di Venezia ha aperto la sezione Orizzonti e spiegando: "Noi non abbiamo voce in capitolo, possiamo forse comprenderne le ragioni ma mi dispiace e non poco". Secondo Milano in Movimento, Fb ha cancellato gli eventi che annunciano la proiezione gratuita del film 'Sulla mia pelle - gli ultimi giorni di Stefano Cucchi' a causa del copyright. Il film, presentato in anteprima a Venezia, uscirà, infatti, al cinema e su Netflix il 12 settembre. "Netflix, Facebook e i multisala vogliono impedire la proiezione del film - scrivono gli attivisti di Milano in Movimento - pretendendo di avere l'esclusiva facendo appello al 'diritto d'autore' e affermando che il film non può essere visto fuori dal nucleo domestico e di conseguenza in collettività, in un luogo pubblico e gratuitamente". A Milano l'appuntamento per chi pensa che "questo sia un film da vedere in compagnia e in un luogo pubblico per condividere ogni singola emozione" è il 13 settembre alle 21 in piazza Oberdan, organizzato dal collettivo LuMe. (ANSA).