Olivia Newton-John, "combatto contro cancro per terza volta"

ROMA - Battaglia infinita per Olivia Newton-John. L'attrice australiana, indimenticabile protagonista di Grease accanto a John Travolta, ha rivelato ieri sera in un'intervista di essere stata nuovamente colpita da un tumore. Il terzo in tre decenni. Parlando alla "Sunday Night" di Seven, affiliata alla CNN, la cantante, che tra poche settimane festeggerà i 70 anni, ha raccontato che si sta curando con medicine "moderne" e rimedi naturali dopo che nel 2017 le è stato diagnosticato un nuovo cancro alla base della colonna vertebrale. Il calvario ha avuto inizio nel 1992 con un tumore al seno, nel 2013 ha poi avuto una recidiva, estesa anche alla spalla. "Mio marito è sempre lì, ed è sempre lì per sostenermi, e credo che sconfiggerò il cancro: questo è il mio obiettivo", ha aggiunto. (ANSA).

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Olivia Newton-John, "combatto contro cancro per terza volta"

ROMA - Battaglia infinita per Olivia Newton-John. L'attrice australiana, indimenticabile protagonista di Grease accanto a John Travolta, ha rivelato ieri sera in un'intervista di essere stata nuovamente colpita da un tumore. Il terzo in tre decenni. Parlando alla "Sunday Night" di Seven, affiliata alla CNN, la cantante, che tra poche settimane festeggerà i 70 anni, ha raccontato che si sta curando con medicine "moderne" e rimedi naturali dopo che nel 2017 le è stato diagnosticato un nuovo cancro alla base della colonna vertebrale. Il calvario ha avuto inizio nel 1992 con un tumore al seno, nel 2013 ha poi avuto una recidiva, estesa anche alla spalla. "Mio marito è sempre lì, ed è sempre lì per sostenermi, e credo che sconfiggerò il cancro: questo è il mio obiettivo", ha aggiunto. (ANSA).

Musica: emozioni e cori per Mike Shinoda e Jared Leto

MILANO, 9 SET - Con una serata di emozioni urlate a squarciagola di fronte a quasi 20 mila persone (dato degli organizzatori) si è chiusa ieri la prima edizione di Milano Rocks, presso Area Expo Experience. Protagonisti attesi sono i Thirty Seconds To Mars di Jared e Shannon Leto, che a pochi mesi dalle due date di marzo hanno portato le canzoni dell'ultimo album 'America' in uno show più simile al pop che al rock. A precederli è un altro artista esperto nel mescolare generi come Mike Shinoda, arrivato con una scaletta che affianca i progetti solisti alle canzoni dei suoi Linkin Park, e con al centro l'ultimo progetto, 'Post Traumatic', nato dopo la morte dell'amico e socio Chester Bennington e pubblicato a giugno. Dal prologo 'Remember The Name', recitato a cappella da Shinoda, fino all'intermezzo batteristico di 'Sorry For Now', rap e metal si spalleggiano in un'ora di set energico ma anche toccante, che parla di fragilità esistenziali. L'americano non esita a menzionare il sodale scomparso nel 2017: perciò è di particolare effetto il medley in cui, da solo al piano ma con i cori del pubblico, intona strofe di 'In The End', 'Heavy' e 'Numb', poco prima del finale elettrizzante con le sue 'Make It Up As I Go' e 'Running From My Shadow' inframezzate da un ultimo omaggio ai Linkin Park con 'Good Goodbye' e 'Bleed It Out'. Quando è il turno dei fratelli Leto, l'atmosfera si fa meno graffiante ma più spettacolare: sui colpi di tamburo di 'Monolith' arriva il cantante nonché celebre attore, vestito con un chiodo glitterato, pantaloni rosa zebrati e occhiali da sole. Acclamato come la star che è, Jared e Shannon Leto prendono il centro della scena, con il polistrumentista Stephen Aiello in disparte a controllare tastiere, un basso e le chitarre preregistrate: Shannon si alzerà dalla batteria solo per 'Remedy', interpretata da lui. Davanti a un maxischermo che proietta colori primari e flash luminosi, Jared canta e piroetta con il microfono in mano, partendo con due brani amati come 'Up in the Air' e 'Kings and Queens', accompagnati da alti cori. Al termine di 'This is War' decine di palloni vengono lanciati sul pubblico, che li fa rimbalzare mentre arrivano le note malinconiche di piano di 'Dangerous Night', al quale si sostituisce presto un beat elettronico, il segno del nuovo corso artistico della band. Le interazioni con il pubblico da parte del frontman sono continue: prima fa salire sul palco due fratelli vestiti da unicorni e tre ragazze in parrucca per 'Love Like a Dream'; quindi ne fa salire molti altri su 'Rescue Me', ingaggiando anche un balletto sulle mosse della cosiddetta 'floss dance' con un giovanissimo fan arrivato da Torino; quindi per la classica 'The Kill (Bury Me)' scende tra le prime file a urlare il ritornello con i fan; infine sul gran finale 'Closer to the Edge' sono decine le persone portate sul palco, altrimenti spoglio, a festeggiare con i fratelli Leto una serata di intrattenimento che trascende il rock.

Venezia: Ilaria Cucchi, eventi sul film spariti da Facebook

(ANSA) - MILANO, 8 SET - "'Sulla mia pelle' aveva invaso il web. Una valanga di eventi organizzati in tutta Italia per la proiezione. La cosa mi ha fatto un enorme piacere e mi ha scaldato il cuore vedere ancora una volta quanto interesse e quanto calore ci sia intorno a Stefano e a questo bellissimo film su di lui. Devo pertanto confessare tutto il mio dispiacere e la mia amarezza per il fatto che tutto questo sia stato cancellato in un batter d'occhio da Facebook. Scomparso". Lo denuncia Ilaria Cucchi sullo stesso Facebook, parlando del film di Alessio Cremonini che alla Mostra di Venezia ha aperto la sezione Orizzonti e spiegando: "Noi non abbiamo voce in capitolo, possiamo forse comprenderne le ragioni ma mi dispiace e non poco". Secondo Milano in Movimento, Fb ha cancellato gli eventi che annunciano la proiezione gratuita del film 'Sulla mia pelle - gli ultimi giorni di Stefano Cucchi' a causa del copyright. Il film, presentato in anteprima a Venezia, uscirà, infatti, al cinema e su Netflix il 12 settembre. "Netflix, Facebook e i multisala vogliono impedire la proiezione del film - scrivono gli attivisti di Milano in Movimento - pretendendo di avere l'esclusiva facendo appello al 'diritto d'autore' e affermando che il film non può essere visto fuori dal nucleo domestico e di conseguenza in collettività, in un luogo pubblico e gratuitamente". A Milano l'appuntamento per chi pensa che "questo sia un film da vedere in compagnia e in un luogo pubblico per condividere ogni singola emozione" è il 13 settembre alle 21 in piazza Oberdan, organizzato dal collettivo LuMe. (ANSA).

Venezia: Killing, quando la katana è solo un ornamento

Tecnica e coraggio non sempre vanno d'accordo specie nelle arti marziali. Così è per il protagonista di 'Killing' del giapponese Shinya Tsukamoto, ultimo film in concorso in questa 75/ma edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia che si chiude domani. E che ci sia un problema in Mokunoshin Tsuzuki (Sosuke Ikematsu), giovane ronin (samurai senza padrone), lo si capisce subito: bravissimo nel combattere compulsivamente con il suo amico contadino con il suo bokken di ciliegio (spada d'allenamento), ma con la katana, quella vera, quella che dà la morte, è un'altra cosa. Ci troviamo alla periferia di Edo (la vecchia Tokyo) e nello stesso villaggio del giovane Tsuzuki c'è una contadina (Yu Aoi) alla quale è sentimentalmente legato. Ma quando nello sperduto paesino arriva un gruppo nutrito di balordi pieni di armi, il ragazzo ha problemi nel difendere la sua ragazza e il suo onore di guerriero. Nel frattempo nel villaggio arriva un vero esperto samurai che vuole assoldarlo, ma solo dopo aver misurato il coraggio di uno Tsuzuki in crisi. "Sono partito da un'immagine: quella di un giovane samurai che fissa con ardore la sua preziosa katana - dice il regista oggi al Lido - Un samurai che si chiede, riuscirò davvero ad uccidere un altra persona con questa spada?. Probabilmente qualcosa che è davvero successo nel passato". Dato che oggi non esistono più Samurai, continua Tsukamoto, "Mi sono confrontato con un veterano della seconda guerra mondiale e gli ho chiesto se a lui era successa una cosa simile. Lui mi ha risposto che, diventando soldato, era inevitabile mettere in conto l'idea di uccidere, ma per le persone di oggi, lontane dalla guerra, probabilmente deve essere davvero strano capire cosa può scattare in certi casi" In Zan, questo il titolo originale in giapponese, montaggio frenetico dei combattimenti e introspezione dei personaggi sulla scena nelle loro personali fragilità, come è nello stile del regista che venne premiato nel 2002, proprio al festival di Venezia, per il suo film 'A Snake of June' con il Premio della Giuria. Una curiosità su quanto sia stretto nella cultura dei guerrieri giapponesi il rapporto con la morte. Una delle più importanti riflessioni dell'Hagakure, libro del XVIII secolo, vera bibbia della cultura dei samurai, è: "Ho scoperto che la Via del Samurai è la morte".

Venezia: Kent, per la regista contestazioni e insulti

Una cosa è certa, l'attesa ieri sera della proiezione stampa di 'Nightingale' della regista australiana Jennifer Kent, unica donna in concorso, aveva un sapore diverso. Chi sarà mai questa donna che è riuscita ad entrare nel cuore di Alberto Barbera e della sua squadra nell'epoca delle 'quote rosa' sì 'quote rosa' no? In corsa per l'Australia in questa 75ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, la regista ha portato al Lido un film splatter, pieno di violenza sessuale, con una protagonista stuprata più volte, ma anche capace alla fine di una vendetta al femminile feroce, ma nei tempi forse troppo prevedibile. Di fatto, a fine proiezione, arrivano quei buuu, già annunciati dalle tante risate durante il film, ma anche, da uno del pubblico, accuse volgari e sessiste: ''vergogna putt...fai schifo''. ''Credo che di fronte a queste proteste violente - replica oggi al Lido la Kent - bisogna reagire con compassione e amore unica formula, secondo me, verso l'ignoranza. E oggi amore e compassione sembrano difetti''. Il fatto di essere l'unica donna in concorso le spiace: ''vorrei avere altre mie colleghe con me ora. Finchè non ci sarà una parità di genere e un vero equilibrio le cose non andranno bene. Ma va detto - aggiunge - che ci sono anche altre discriminazioni nel cinema: ad esempio verso i cineasti aborigeni, i neri e chi non ha un ben definito genere sessuale. Insomma la strada da percorrere è lunga''. 'Nightingale' ci porta in Tasmania nel 1825. Qui la giovane galeotta irlandese Clare (Aisling Franciosi), sposata e con tanto di figlio neonato, scontata la pena è in attesa dell'agognato permesso che le spetta e non arriva mai. Il motivo di questo ritardo è semplice, il più perfido degli ufficiali inglesi (interpretato dall'astro nascente Sam Claflin) la violenta appena può e, come se non bastasse, la fa violentare anche dai suoi uomini. Da qui, dopo tutta una serie di umiliazioni e tragedie che spingono la donna in un lungo pericoloso viaggio verso la vendetta per avere giustizia su chi le ha brutalmente assassinato marito e figlia. Durante il viaggio trova l'aiuto di un aborigeno, Billy (Baykali Ganambarr, a sua volta segnato da un trauma legato a una violenza.

Premi: Houellebecq apre la 3 giorni del Boccaccio

(ANSA) - CERTALDO (FIRENZE), 5 SET - Sarà Michel Houellebecq a dare il via alla tre giorni del Premio Boccaccio 2018 a Certaldo (Firenze): lo scrittore francese, a cui è stato assegnato quest'anno il riconoscimento per la narrativa internazionale, incontrerà il pubblico il 7 settembre, alle 21.30, al Cinema Teatro Boccaccio. L'8 settembre, alle 10.30, nel parterre di Palazzo Pretorio a Certaldo Alto, incontro poi tra i vincitori della sesta edizione del concorso letterario Boccaccio Giovani con Federico Rampini, premio Boccaccio 2018 per il giornalismo. Sempre sabato, ma alle 16.30 nei locali di casa Boccaccio, sarà presentato il libro 'Lungara 29. Il 'caso Montesi' nelle lettere a Piero', a cura di Gloria Piccioni, figlia di Leone, presente insieme a Stefano Folli, che ne ha curato l'introduzione, e Marta Morazzoni. Alle 20 cerimonia di premiazione dei vincitori della XXVII edizione del premio al Cinema Teatro Boccaccio. (ANSA).

Venezia: Liliana Segre, l'indifferenza anche oggi uccide

A Venezia nel settembre 1940 si presentava "Suss l'ebreo", un film nazista di propaganda antisemita, oggi al Lido arriva "1938 - Diversi" di Giorgio Treves, realizzato con materiali d'archivio degli anni '30 e fino al '43 e soprattutto con testimonianze preziose e commoventi di persone che dalle leggi razziali ebbero la vita stravolta. Uscirà in sala l'11/10 con Mariposa e il 23/10 in tv su Sky Arte che ha collaborato alla produzione della Tangram di Roberto Levi. "Ricordare è sempre importante", dice all'ANSA Liliana Segre, senatrice a vita, 88 anni, sopravvissuta ad Auschwitz, che nel film di Treves torna a Milano, nel Binario 21 sotto la stazione centrale dove partì bambinetta destinata al campo di concentramento. "Il razzismo e l'antisemitismo non sono mai sopiti. Oggi il razzismo è tornato fuori così come l'indifferenza generale, uguale oggi come allora quando i senza nome eravamo noi ebrei. Oggi percepisco la stessa indifferenza per quelle centinaia di migranti che muoiono nel Mediterraneo".

Venezia: Pepe Mujica, su migranti serve piano Marshall

(ANSA) - VENEZIA, 3 SET - "L'Europa ha delle colpe da riparare in Africa, una lunga storia di errori che parte dal colonialismo, per questo l'emergenza dei rifugiati può risolversi solo in un modo: con un piano Marshall che faccia vivere il continente, altrimenti il mar Mediterraneo non sarà abbastanza grande per diventare un cimitero e le donne africane saranno più forti comunque": Pepe Mujica, il contadino socialista, l'ex combattente tupamaro in prigione per 12 anni, diventato presidente dell'Uruguay dal 2010 al 2015, amatissimo, è a Venezia. Accompagna il bel documentario che Emir Kusturica gli ha dedicato "El Pepe, una vida suprema", fuori concorso. Ma non si sente una star, "semmai sono stato baciato da una stella", né vuole essere una star di un festival di cinema. Atteso dai fotografi, che lo chiamavano "Pepe Pepe" e lo invitavano ad entrare nello spazio del Casinò per i photocall, l'83enne Mujica ha fatto dietrofront nonostante Kusturica abbia tentato di fargli cambiare idea. Pepe Mujica, coerente, è stato irremovibile. ANSA

Tv: Matilde D'Errico, ho dato voce alle 'Sopravvissute'

(ANSA) - ROMA, 2 SET - Sette storie di donne che ce l'hanno fatta. Hanno subito abusi psicologici, avuto rapporti con uomini manipolatori, narcisisti, spesso senza rendersene conto, finendo in un vortice di dipendenza affettiva, ma si sono salvate. Ecco le 'Sopravvissute' di Matilde D'Errico, ideatrice e autrice di 'Amore criminale', che dal 9 settembre sarà anche conduttrice, in seconda serata su Rai3, del suo nuovo programma. Un faccia a faccia di 20 minuti con sette donne di tutta Italia, di diversa età, estrazione sociale e professione, che andrà in onda dopo 'Amore criminale', condotto per la seconda stagione da Veronica Pivetti. "Sarà una sorta di staffetta" dice all'ANSA Matilde D'Errico. "Sopravvissute è' uno spin off di Amore criminale. Ci pensavo da un paio d'anni. Sono importanti le testimonianze di donne che ce l'hanno fatta, danno speranza. Qui la questione è psicologica. In fondo è un racconto in controluce anche di certi uomini". La prima puntata è dedicata a un caso di molestie sul lavoro. (ANSA).

Venezia: Per 'Suspiria', applausi e qualche dissenso

(ANSA) VENEZIA 1 SET - Applausi e qualche dissenso all'attesa prima stampa di 'Suspiria' di Luca Guadagnino, primo film italiano in corsa in questa 75/ma edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Il film con Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Chloë Grace Moretz è il remake dell'omonimo classico horror diretto da Dario Argento nel 1977. Il premio Oscar Guadagnino rilegge questo horror con occhio estetico e con un più accentuato taglio politico rispettando però la struttura originale del film cult di Argento.(ANSA).