Us Open: tra record e storia, finale è S.Williams-Osaka

Una è ad un passo dall'ennesimo primato, l'altra ha già fatto la storia. Saranno Serena Williams e Naomi Osaka a contendersi sabato il trofeo degli Us Open, ultimo Slam del 2018 in corso sul cemento di Flushing Meadows, a New York. Nella notte italiana - sotto il tetto dell'Arthur Ashe Stadium, chiuso per la pioggia battente - la statunitense ha liquidato per 6-3 6-0 la lettone Anastasija Sevastova, mentre la giapponese si è imposta per 6-2 6-4 sull'altra americana Madison Keys, finalista dodici mesi fa. Per Serena, che compirà 37 anni il prossimo 26 settembre, sarà la 31esima finale in un Major e per la seconda volta nel giro di tre mesi avrà la chance di agguantare il record Slam di Margareth Court (24 trofei). Per Naomi Osaka, 21 anni il prossimo 16 ottobre, sarà la prima: mai nessuna giapponese nell'Era Open era arrivata così avanti in un Major. La Osaka si è aggiudicata piuttosto nettamente l'unico precedente con la Williams, a marzo al primo turno del Premier Mandatory di Miami, ma si trattava solo del secondo torneo dell'americana dal rientro post-maternità. Appena 66 minuti. Tanto è bastato a Serena Williams per approdare in finale a New York per la nona volta (la 31esima in un Major). Nel loro primo confronto nel tour la Sevastova si è illusa solo per un attimo, con quel 2-0 iniziale frutto di un break in avvio: poi però la Williams è entrata in partita, ha registrato colpi e servizio (non ha concesso più una palla-break) ed ha infilato un parziale di dodici game ad uno (63 60 lo score) che ha distrutto ogni velleità della lettone. Più combattuta la seconda semifinale che ha visto la Osaka imporsi per 6-2 6-4, in un'ora e 25 minuti, sull'altra americana Madison Keys, finalista un anno fa, centrando il primo successo in quattro sfide con la 23enne di Rock Island e diventando la prima tennista del Giappone nell'Era Open a raggiungere l'ultimo atto di uno Slam. La "svolta" nel quarto gioco del primo set, con la statunitense avanti per 2-1: la 20enne giapponese ha infatti salvato ben quattro palle-break (le prime tre consecutive) mettendo a segno un parziale di sette game di fila che le ha permesso di archiviare il primo set e di partire con un break di vantaggio anche nella seconda frazione (2-0 dopo aver annullato alla sua avversaria ben sei opportunità per il contro-break), difeso senza troppi patemi, ad eccezione di una palla-break cancellata nell'ottavo gioco, fino alla fine. "Mi sento come al solito: voglio sempre cercare di migliorare quindi non sono mai davvero sicura di essere al top - ha detto la Osaka - Quello di cui sono sicura è che devo aver giocato davvero bene per essere riuscita a battere Madison che aveva un record davvero buono con me''. Sabato l'aspetta la sfida con Serena: "E' quasi surreale. Mai nemmeno da bambina avrei sognato di poter giocare una finale Slam contro di lei. Già il fatto che possa accadere mi rende felice. Devo concentrarmi sul fatto che ora lei è molto più forte di quando l'ho battuta a Miami ma devo anche pensare solo a giocare. Ho sempre saputo che lei è una grandissima campionessa".