LA TRAGEDIA

Morti nel torrente: "Quella piena è stato un vero e proprio tsunami"

Il Soccorso alpino impegnato nel recupero delle vittime. "Due gruppi investiti dall'acqua si sono trovati purtroppo nel posto sbagliato al momento sbagliato" (foto Ansa)

LE FOTO: il salvataggio di una bimba di 8 anni

IL VIDEO: gli amici assiepati davanti alla palestra con le salme

CIVITA (COSENZA). «La piena di ieri nelle gole del Raganello è stata un vero e proprio tsunami». Lo dice Giacomo Zanfei, vicepresidente del Soccorso alpino Calabria. «Fare attività di soccorso nel Raganello - spiega Zanfei - è molto difficile. È un'attività complessa. Le guide del Raganello sono persone bravissime, specializzate, di alto livello, non sono improvvisate, pertanto nessuno va criminalizzato. Sono eventi che capitano una volta nella vita. Le operazioni continueranno per la bonifica. Fino a quando non avremo la certezza che nelle gole non ci sarà più nessuno, continueremo a cercare».

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Un mostro d'acqua, improvviso e devastante che ha portato con sé morte e disperazione. Così superstiti e soccorritori raccontano quanto è accaduto ieri pomeriggio nelle gole del torrente Raganello a Civita, nel Pollino, in provincia di Cosenza. Undici al momento i morti accertati (foto Ansa / fermo immagine Rai) L'ARTICOLO: "E' stato un vero e proprio tsunami" - IL VIDEO: gli amici assiepati davanti alla palestra con le salme

Nel posto sbagliato al momento sbagliato. «Due gruppi investiti dalla piena del Raganello si sono trovati purtroppo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lì ci sono corte, e cioé vie attrezzate, e marmitte, vasche di accumulo dell'acqua, e questo ha creato i maggiori problemi». Lo ha detto Emanuele Pisarra, guida ufficiale del Parco nazionale del Pollino, tra i primi soccorritori giunti sul luogo del disastro. «Quella - ha aggiunto - è la parte più difficile e impegnativa del percorso, ma anche la più bella. C'è da dire però che con la pioggia e con l'ingrossamento improvviso del torrente, tutto questo rischia di trasformarsi in qualcosa di letale. Non voglio nemmeno pensare se una situazione del genere si fosse verificata a Ferragosto, quando sul Raganello c'erano circa 650 persone o un sabato. Temo che, in quel caso, ci sarebbe stata un'ecatombe. Adesso qualcuno dovrà pure rispondere di quanto é accaduto». 

Ferite importanti sui corpi. «Con la mia squadra, vicino la foce del Raganello, abbiamo recuperato 4 cadaveri. Lì abbiamo capito l'imponenza e la potenza della piena perché i corpi erano veramente segnati in maniera importante». A raccontarlo è Giacomo Zanfei, vicepresidente del Soccorso alpino Calabria. «Appena ricevuto l'allarme - dice - ci siamo attivati. Erano circa le 15. Appena arrivati nelle Gole del Raganello abbiamo capito la gravità della tragedia. Ci siamo attivati per mettere in atto tutte le azioni necessarie per poter recuperare e salvare le persone in difficoltà. Le operazioni non si sono mai fermate, abbiamo lavorato anche questa notte».