>>>ANSA/ Cure fuori regione, italiani 'spostano' 4,6 mld l'anno

(ANSA) - ROMA, 31 LUG - Veri e propri 'migranti sanitari', gli italiani continuano a spostarsi fuori regione per curarsi, mettendo in moto un "fiume di denaro che viaggia soprattutto dal Sud verso il Nord" e pari complessivamente a quasi 4,6 miliardi di euro l'anno. Che si tratti di ovviare alle liste d'attesa, di trovare un centro specializzato o di poca fiducia nelle strutture della propria regione, a scegliere il ricovero lontano da casa sono circa un milione di persone l'anno, a cui si aggiungono coloro che si spostano per cure termali, somministrazione di farmaci e visite specialistiche. E, "a incassare l'88% del saldo attivo sono le 3 regioni capofila dell'Autonomia differenziata, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto". A fare il punto è un report della Fondazione Gimbe. Per le compensazioni finanziarie dovute a ricoveri, day hospital, specialistica, cure termali e farmaceutica, le Regioni hanno rendicontato 4,57 miliardi nel solo 2017, in leggero calo rispetto ai 4,63 del 2016. Tra quelle con maggiore 'indice di fuga', il Lazio (13,2%) e la Campania (10,3%) che insieme contribuiscono a circa 1/4 della mobilità sanitaria passiva. In valori assoluti, le Regioni con saldo positivo superiore a 100 milioni sono tutte del Nord, mentre quelle con saldo negativo maggiore di 100 milioni tutte del Centro-Sud. In particolare: la Lombardia ha un saldo positivo di 784 milioni, l'Emilia Romagna 307 milioni e il Veneto 143. Il saldo negativo più rilevante è quello della Calabria (-281 milioni) e della Campania (-318 milioni). "La bozza del nuovo Patto per la Salute prevede misure per ridurre questo fenomeno dalle enormi implicazioni sanitarie, sociali, etiche ed economiche, ma difficilmente la fuga in avanti delle tre Regioni che hanno fatto richiesta di maggiore autonomia potrà ridurne l'impatto", afferma Nino Cartabellotta, presidente Gimbe. A richiamare maggiormente i 'migranti sanitari', sono alcuni centri di cura molto specializzati. Tra questi l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che da solo, nel 2017, ha attratto 217 milioni di euro relativi a prestazioni fornite a piccoli pazienti provenienti quasi da tutta Italia. "Noi abbiamo analizzato solo dati economici. Uno studio dei flussi integrali trasmessi dalle Regioni al Ministero - conclude Cartabellotta - permetterebbe di analizzare le tipologie di prestazioni e la Regione di residenza dei cittadini che scelgono di curarsi lontano da casa, per individuare i casi in cui si tratti di una mobilità 'fisiologica' e quelli in cui sia 'patologica'".(ANSA).