>ANSA-SCHEDA/ Da Charlie a Isaiah, i precedenti del caso Alfie

(ANSA) - ROMA, 23 APR - Al piccolo Charlie furono necessari dodici minuti per morire, dopo che i medici staccarono il respiratore. A un altro bambino, Isaiah , toccò una sorte più dura: quasi otto ore di agonia, una volta privato della ventilazione assistita. Sono le due storie più recenti che tornano alla mente nel giorno in cui all'Alder Hey Hospital di Liverpool si decide il destino di Alfie Evans.    Nato ad agosto 2016, a CHARLIE GARD fu quasi subito diagnosticata dal Great Ormond Street Hospital di Londra una rara malattia neurodegenerativa che rendeva necessario nutrirlo e ventilarlo con l'aiuto delle macchine. Secondo i medici, meglio interrompere la respirazione assistita, dato che il bambino a loro parere non sarebbe mai guarito. E così è stato, dopo un'aspra battaglia legale ingaggiata dai genitori, arrivati fino a Strasburgo alla Corte europea dei diritti umani. Sul caso intervennero anche papa Francesco e Donald Trump. Papà Christofer e mamma Connie riuscirono anche a raccogliere i fondi per trasferire Charlie in America e tentare una cura sperimentale, senza tuttavia convincere medici e giudici inglesi. I macchinari furono staccati il 28 luglio 2017.    Al piccolo ISAIAH HAASTRUP, nato a febbraio del 2017, è stato applicato lo stesso protocollo. Affetto da un danno cerebrale per una prolungata mancanza di ossigeno alla nascita, il bimbo era collegato a una macchina che lo aiutava a respirare. Come per Charlie, i genitori Lanre e Takesha hanno tentato tutte le vie legali contro il parere dei medici del King's College Hospital di Londra. Ricorsi alla Corte suprema e alla Corte di Strasburgo, tutto inutile. Il respiratore è stato spento il 7 marzo scorso.    Charlie, Isaiah, Alfie: storie finite sui media perché i genitori hanno deciso di dare battaglia contro un sistema medico e giudiziario che ritiene "nel migliore interesse" di questi pazienti non mantenere ventilazione e alimentazione assistita, in casi in cui non si danno speranze di guarigione o miglioramento. Ma sono probabilmente migliaia i casi simili che restano fuori dai riflettori. E' di due anni fa una polemica scoppiata nel Regno Unito quando un rapporto rivelato dal Daily Telegraph mise in luce che in un quinto dei casi le famiglie dei pazienti non erano neppure consultate sull'opportunità o meno di staccare la spina ai macchinari che tengono in vita i propri cari.(ANSA).