Sanità: ictus è terza causa decessi. Ma si potrebbe curare

(ANSA) - RICCIONE (RIMINI), 2 MAG - L'ictus è la terza causa di decessi nei paesi occidentali. Ma potrebbe essere curata se inserita in un contesto di tempestivo monitoraggio e cura: una sorta di rete dell'ictus. Un approccio che in alcune aree di Italia è già una realtà. Ma, purtroppo, sono ancora ampie le sproporzioni sui territori.    "Il problema dell'ictus nella fase acuta - ha spiegato Luca Valvassori, neuroradiologo e vice presidente Sno (Scienze Neurologiche Ospedaliere), a margine del Congresso nazionale della società in corso a Riccione - è che il tempo per agire è molto breve, prima che si instaurino dei danni definitivi e irreversibili. Negli ultimi anni sono state sviluppate metodiche molto efficaci nelle prime ore, quindi gran parte del dibattito odierno verte appunto su come riuscire a far arrivare i malati in centri attrezzati in maniera tempestiva". In questo, ha spiegato Valvassori, entrano in gioco molti fattori: da quello organizzativo in senso stretto, al piano culturale fino, alla politica sanitaria. I costi collettivi dell'ictus sono infatti valutati, spiega il vicepresidente Sno, in 3,7 miliardi di euro, ovvero il 4% della spesa sanitaria nazionale: un terzo è rappresentato dalle spese di trattamento nella fase acuta, gli altri due terzi sono costi generati dalla disabilità. E a questi si aggiungono i costi a carico delle famiglie, anche questi molto alti.(ANSA).