Ecco il Giro delle Dolomiti Ecologico, social e sicuro

Ciclismo. Il rinnovato comitato organizzatore ha introdotto diverse novità Basta bottiglie di plastica, info online e una particolare attenzione alla sicurezza

di Daniele Magagnin

BOLZANO. Il Giro delle Dolomiti, entrato nel’età adulta, si rifà il look per risultare ancora più accattivante a livello internazionale. La popolare manifestazione internazionale nasce, quasi in sordina, nel 1976; alle spalle quaranta edizioni e “due epoche”, la prima targata Sc Adriana (per due anni) e Sc Altoatesina con al vertice il compianto patron Vittorio Defranceschi per vent’anni e la seconda, durata altri quattro lustri, legata alla figura del generale Carlo Bosin e del suo vero e proprio esercito di volontari e appassionati. L’Asd Giro delle Dolomiti una ventina d’anni fa ha rispolverato, conservato e rilanciato un’iniziativa che sembrava inesorabilmente destinata a finire in archivio. Il Giro degli appassionati del pedale di ogni età è tornato invece a splendere e ora si appresta ad aprire un nuovo ciclo. Il manager bolzanino Simon Kofler, grande appassionato di ciclismo e più volte protagonista dell’evento, è stato eletto al vertice della società organizzatrice a “dare il cambio” al Carlo Bosin e, ormai da qualche mese, ha avviato la “terza epoca”, con una compagine confermata rinnovata, comunque forte dei preziosi collaboratori del passato e nuove idee e progetti, illustrati nel dettaglio nel corso di una affollata conferenza stampa svoltasi presso l’Azienda di Soggiorno di Bolzano. Il Giro Cicloturistico delle Dolomiti è sicuramente la tra le manifestazioni sportive di più lunga tradizione e maggior successo del nostro territorio. La scorsa estate, dopo aver tagliato il prestigioso traguardo della 40ª edizione, è stato rinnovato il comitato organizzatore che ora intende consolidare il prestigio e il fascino di un evento che ogni anno porta centinaia di appassionati ciclisti provenienti da tutto il mondo a pedalare, per una settimane, sulle strade più belle e suggestive dell'intero arco alpino, al cospetto delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Tante novità dell'edizione 2017 in programma a fine luglio prossimo (30 luglio-5 agosto) ed in generale la nuova filosofia che il Giro intende abbracciare, con un più attivo coinvolgimento sia del capoluogo Bolzano quartier generale dell'evento, che delle varie località montane toccate dal passaggio dei "girini".

Il presidente Koflerha illustrato innanzitutto i risultati emersi da un sondaggio proposto ai partecipanti delle scorse edizioni, che hanno prodotto interessanti spunti di riflessione, tali da apportare fin da subito alcune innovazioni importanti o correggere alcuni aspetti della comunque complessa macchina organizzativa. Oltre il 30% (un buon numero) delle 2500 persone di tutto il mondo coinvolte nel sondaggi hanno risposto in maniera esaustiva, consentendo di delineare un quadro importante per rispondere sempre più e sempre meglio alle esigenze dei partecipanti, ma anche per individuare una nuova identità nel tessuto sociale. Al Giro del 2016 hanno partecipato 738 ciclisti, di cui 118 donne, in rappresentanza di sedici paesi e tra questi Colombia, Iraq e Usa. Negli ultimi cinque anni il numero degli iscritti è stato variabile: da 650 e 880, comprendendo appassionati delle due ruote di tutte le fasce d’età, con l’86% di partecipanti a tutte le tappe (una settimana), l’11% presente al giro breve e appena il 3% ad una sola tappa. Sono gli over 50 i più rappresentati (34%), la maggior parte del numero complessivo ritorna a Bolzano di anno in anno per la bellezza dei paesaggi,l’accoglienza, il cibo, la qualità dell’organizzazione per un indotto turistico importante: lo scorso anno 650 concorrenti hanno dormito a Bolzano e dintorni, quasi tutti con le famiglie, di due, tre o quattro persone.. Oltre l’80% tornerà nel 2017, raggiungendo Bolzano da ogni dove: il 70% da località distanti oltre 200 km, il 20% da oltre mille km e il 34% da oltre diecimila km. «Un evento dall’indotto importante – ha sottolineato Simon Kofler – non solo turistico, ma economico in senso lato: dalle attrezzature-mezzi a tanto altro, con un ruolo importante da esercitare in un contesto operativo come le splendide Dolomiti. Ci siamo dato alcuni principi-guida, sintetizzati insostenibilità ecologica, quindi ambiente e natura, visibilità, emozioni e anche performance. Nel 2017 il Giro lungo, il giro corto, la crono di gruppo nella giornata conclusiva, il potenziamento dell’assistenza tecnica, promozione di eventi, ottimizzazione dei tempi di sosta ai rifornimenti in quota dopo i tratti cronometrati, con la possibilità di scegliere due tipi di ristorazione e di poter scendere a vale in due gruppi distinti. Anche in queste scelte abbiamo tenuto conto delle esigenze evidenziate dai protagonisti, che complessivamente valutano positivamente quello che è stato fatto». Il gruppo di nove persone insediato alla guida del comitato organizzatore, nel segno della continuità e con preziosi innesti, ha subito fatto tesoro di alcune indicazioni. L’identità complessiva sarà rafforzata inserendo nel pacchetto gara gli indumenti tecnici da corsa con il nuovo logo-brand, creato da Roberto Bertolani. «Innanzitutto abbiamo ragionato sul nome – ha aggiunto Kofler -, considerando che nel linguaggio di tutti, stranieri e italiani, l’evento è chiamato “Giro”, quindi la scritta Giro in bella evidenza e poi “delle Dolomiti”, in una sola lingua per rendere più distinguibile l’immagine». Il “nuovo” Giro delle Dolomiti sarà più social e con una comunicazione evoluta. Da subito gli appassionati potranno scaricare due video promozionali, di cui uno (utilizzando il codice QR) comprendente il suggestivo “volo” dell’aquila” sugli itinerari delle varie tappe. L’aspetto ecologico parte innanzitutto dall’abolizione della plastica: via le bottigliette. A tutti i partecipanti una borraccia da riempire con l’acqua delle montagne dolomitiche. Aboliti anche i piatti di plastica. E poi particolare attenzione all’assistenza e alla sicurezza. Dopo le prime cinque tappe, la premiazione relativa ai tratti cronometrati avrà luogo in Piazza Walther o in Piazza Municipio nell’ambito di una “festa internazionale».

Tutto questo prima del nuovo “gran finale”, vale a dire la cronometro a squadre-gruppi: «È una delle novità più importanti – precisa soddisfatto Simon Kofler – nell’abito organizzativo. Alla cronometro finale di sabato 5 agosto di 70 chilometri da Bolzano a Ora e rientro a Bolzano attraverso la Strada del Vino, con tratto cronometrato da Cortina all’Adige a Caldaro di 27 km, con le salite di Cortaccia e Caldaro parteciperanno fino ad un massimo di 60 gruppi-squadra di 5 corridori ciascuno. Durante la settimana del Giro, presso il quartiere generale di Fiera Bolzano, ci sarà la possibilità di iscriversi ad un gruppo, che avrà il nome di un passo dolomitico o località. Una possibilità nuova di unirsi e socializzare, di creare squadre di cinque persone con chi si conosce o non si conosce. La tappa potrà essere percorsa anche individualmente, con cronometraggio del tratto previsto e classifica finale come avviene nelle prime cinque tappe. L’obiettivo della crono a squadre è concludere il Giro delle Dolomiti con una grande novità, una tappa emozionante e aggregante con una classifica dedicata».

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