Knoll esce allo scoperto «La Ebel è a forte rischio»

Appello del patròn: «Chi ha a cuore le sorti della società mi venga in aiuto» «Sono finiti i tempi in cui potevo attingere dalle risorse delle mie aziende»

di Marco Marangoni

BOLZANO. «Malgrado la vittoria c’è un bel buco da coprire, in più bisogna finanziare la prossima stagione. Il problema è economico, non certo legato alla partenza di questo o quel giocatore. Non voglio fare promesse, non è nel mio stile. Realisticamente mi sento di dire che al momento la percentuale di partecipazione del Bolzano al prossimo campionato Ebel non va oltre il 50%».

Parole dure, pesantissime, quelle di Dieter Knoll che rompe il silenzio e l’alone di misteri, dubbi ed incertezze che in questi giorni hanno attanagliato la societa dell’HCB.

E illustra in quali acque si trova attualmente il Bolzano: non certo chiare e limpide, come avevamo anticipato su queste colonne nei giorni scorsi.

L’amministratore delegato dei Foxes cercherà ovunque le risorse per poter partecipare dignitosamente da squadra detentrice al prestigioso torneo transfrontaliero. Dieter Knoll lo avevamo cercato a più riprese ma come ci ha spiegato, il suo era un silenzio per cercare di risolvere il bandolo della matassa e non dover ricorrere addirittura ad un vero e proprio appello.

Cosa che invece ora deve fare, vero dottor Knoll?

«Considerando che è un problema globale e non posso più fare nulla di personale, se qualcuno ha nel cuore le sorti della società e della prima squadra e vuole offrire il suo contributo, dico che le porte sono aperte. Basta telefonarmi allo 0471-915604 (sede dell’Hc Bolzano, ndr) oppure inviate una e-mail alla mia attenzione a mail@hcb.net. Risponderò a chiunque».

In tutti questi anni non avevamo mai sentito parlare il ‘Dottor K’ con tono scarico ed amareggiato, ma sempre ricco di speranze e positività.

Knoll è un uomo che va oltre all’essere un dirigente o l’azionista di maggioranza dell’Hc Bolzano, è un personaggio vulcanico, a tratti brusco ma con un cuore grande così.

Se non ci fosse Dieter Knoll da qualche anno forse non ci sarebbe più nemmeno l’Hc Bolzano e se non ci fosse l’Hc Bolzano, il suo magico giocattolino, forse Dieter Knoll non avrebbe attinto dal suo patrimonio personale parecchie lire prima ed euro poi.

Lui è un uomo di sport, un uomo che conosce tutto dell’hockey, un uomo di presenza, un uomo che a volte si ostina a voler decidere tutto lui, un uomo che però prova un amore irrefrenabile per il suo Hockey Club Bolzano.

Presidente Knoll, i tifosi sono preoccupati, i giocatori se ne vanno, cosa sta accadendo attorno all’Hockey Club Bolzano?

«Ve lo spiego. Ci sono problemi seri con buchi della stagione scorsa ancora da chiudere. Poi servono nuove finanze per affrontare la prossima stagione. La Ebel ha costi molti alti. I giocatori sono dei professionisti che devono essere pagati, e puntualmente. Nella scorsa stagione siamo riusciti a farlo, anche se qualche giocatore locale dobbiamo ancora saldarlo. Ci sono colloqui con sponsor ma non dimentichiamoci che la situazione è pesante e grave a livello nazionale. Posso solo dire che la prossima settimana ci vedremo con i soci per capire se ci sono ancora i presupposti per andare avanti o dobbiamo alzare bandiera bianca».

Il suo oltre che ad essere un appello è un vero e proprio allarme...

«Nè appello nè allarme, solo un’amara constatazione della realtà attuale. Partiamo col dire che le mie aziende personali non possono più supportare certe spese e quindi non posso più fare nulla, non posso più attingere al mio patrimonio aziendale. Poi anche le attività dei miei soci non vanno più così bene come negli anni scorsi. Conseguenza naturale ed ovvia, la riduzione del budget».

L’ente pubblico, Provincia e Comune, cosa dicono?

«I contributi pubblici non ci sono più come una volta. La Provincia deve sempre più finanziare Roma e quindi calano le risorse. Insomma, è un periodo difficile su tutti i fronti».

Cosa dice ai tifosi che volevano sottoscrivere con largo anticipo gli abbonamenti?

«Li ringrazio per la loro disponibilità ma serve il sostegno da parte degli imprenditori e della popolazione. Insomma, di tutti. La scorsa stagione la curva (riferendosi alla Nene Michi, ndr) ci ha mostrato una bellissima coreografia e si è sempre ben comportata, rivelandosi determinante per il nostro successo finale. Ma, ripeto, serve un notevole aiuto economico. C’è anche un discorso aperto con la Ebel, riguarda le entrate che vanno divise per le dodici squadre. Così facendo qualche importante somma potrebbe entrare anche nelle nostre casse».

E la partecipazione alla Champions Hockey League?

«Speriamo di farla. Abbiamo lottato per centrare questo difficilissimo sogno e ci siamo riusciti. Sarei io il primo a rammaricarmi se non potessimo prendere parte come Hockey Club Bolzano a una manifestazione così importante. Il desiderio di confrontarci su una ribalta internazionale così prestigiosa certo che c’è, ma senza fondi non si va da nessuna parte».

Le partenze la preoccupano?

«No, era prevedibile e per questo non voglio sentire che abbiamo perso giocatori. Era chiaro che la vittoria nella Ebel avrebbe attirato sui nostri giocatori le attenzioni di moli club che possono mettere sul piatto ingaggi ben più consistenti dei notri. Ma come dico, non è questo il punto che mi preoccupa. Anche perchè oltre ad aver pronte diverse liste di atleti addirittura per ogni singolo ruolo, ala destra, terzino sinistro, centro, portiere, ho ricevuto parecchie richieste ma non possiamo organizzare nulla. La mia filosofia è quella di pescare in Canada e Stati Uniti e voglio ricordare che Bolzano per i giovani è una sorta di trampolino di lancio – afferma Knoll nella dirigenza dell’Hcb dal 1982 e dal 1997 al 2010 presidente della società -. Non mi preoccupa la composizione del roster, i problemi economici invece sì. Spero di andare avanti altrimenti devo mettere in condizione anche i giocatori locali, che aspettano giustamente una mia chiamata, di trovare un’altra squadra».

Se il Bolzano non dovesse partecipare alla Ebel, ci sono possibilità che ritorni in Elite A?

«Con me certamente no. Se lo vorranno fare altri, bene. Io se non posso fare la Ebel mi ritiro, l’idea di ritornare nel campionato italiano dopo la splendida esperienza della scorsa stagione proprio non la voglio nemmeno prendere in considerazione. Se il Bolzano sarà costretto a fare l’Elite A, lo farà senza il sottoscritto».

Una cosa è certo: scadenze ed impegni sono vicini, la decisione sul futuro dell’Hockey Club Bolzano è questione di giorni.