La Federghiaccio rischia di sciogliersi con il caso Zandron

BOLZANO. Capitolo convocazioni in nazionale, capitolo da sempre molto scottante. La commissione tecnica del settore figura della Federghiaccio, organo al quale spetta la decisione ultima di diramare...

di Marco Marangoni

BOLZANO. Capitolo convocazioni in nazionale, capitolo da sempre molto scottante. La commissione tecnica del settore figura della Federghiaccio, organo al quale spetta la decisione ultima di diramare le squadre italiane per i Mondiali ed Europei (Olimpiadi è il Coni), è stata esautorata per motivi non ben chiari. La commissione aveva deciso di inviare agli Europei di Zagabria l’emergente bolzanino Maurizio Zandron, futuro del movimento nazionale che avrebbe iniziato a muovere le prime pattinate sulla scena internazionale nel mondo dei grandi, e di portare ai Mondiali in Ontario il ‘senatore’ trentino Paolo Bacchini. Il tutto non per fare uno sgambetto a quest’ultimo ma per consentire un progressivo ricambio generazionale, quello che ormai sta mancando sia allo sport del ghiaccio sia a quello italiano. Niente da fare. Dal presidentissimo della federazione Giancarlo Bolognini è arrivato l’ordine di cambiare quel nome. Da Zandron doveva essere trasformato rapidamente in Bacchini. Risultato: le immediate le dimissioni della responsabile del settore nonché vicepresidente federale Francesca Invernizzi e del consigliere Riccardo Amort. Il motivo ufficiale è quello che il presidente non doveva intervenire sulle decisione della commissione che ad inizio stagione aveva posto i vari requisiti di partecipazione del resto avvallati dal consiglio federale. Il numero uno della Fisg, in carica dal 1997 e che nella primavera 2014 pare si ricandiderà alla presidenza e quindi deve cercare di ottenere più consensi possibili, è stato al centro di ingiuste pressioni da parte dei ‘grandi elettori’ di Bacchini, pattinatore delle Fiamme Oro. “Ho dato le dimissioni perché il settore tecnico deve essere libero nel prendere le decisioni. Abbiamo libertà di azione o siamo solo impiegati non pagati ? – si domanda la Invernizzi -. Oggi pomeriggio (ieri, ndr) mi ha telefonato il presidente dandomi appuntamento per il giorno 9. Qualcosa dovrà assolutamente cambiare. Il nostro settore non è mai andato così bene in tutte le categorie e adesso vogliamo fare le nostre libere scelte per il bene del pattinaggio”. La federazione russa, soggetta a maggiori pressioni esterne (‘raccomandazioni’) rispetto a quella italiana, ha convocato il quinto uomo classificato ai nazionali (Maxim Kovtun) e la sesta donna (Nikol Gosviani che dovrà solo confermare il punteggio). Riserva a casa la vicecampionessa mondiale Leonova. Della stessa lunghezza d’onda anche Amort. “Sono indignato da quanto accaduto. Noi ci dobbiamo preoccupare del ricambio generazionale. Bacchini era già deciso che andava ai Mondiali”. “Vorrà dire che dovrò allenarmi talmente tanto da far diventare enorme il distacco e così non potrà accadere nulla in sede di convocazioni – afferma amareggiato da Milano, Maurizio Zandron -. Mi allenerò ancora di più. Peccato perché era stato fatto un discorso di mandare i giovani. Non è stato mantenuto quanto promesso e chi me lo aveva preannunciato so che ha lottato fino alla fine”.

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