Per Morini un altro passo in avanti: «Punto prezioso» 

Sconsolato De Paola: «Alla fine è una pareggio più che giusto, perché se non segni è impossibile vincere le partite»

di Luca Montali

BRUNICO. Patrizio Morini ha definito il derby tra San Giorgio e Trento una sfida alla «Davide contro Golia», che, nell’occasione, è terminata senza un vincitore. Il risultato di 0-0 sta un po’ stretto alla squadra trentina, la quale necessitava dei tre punti per provare a scalare la classifica. Per gli Jergina, invece, va tutto sommato bene così ed il tecnico, a fine partita, si complimenta con tutti i suoi ragazzi per la capacità di difendere il risultato. «Loro sono venuti qua con la squadra al completo - analizza Morini nel post-partita -, noi siamo al “completo” solamente perché a questo punto non reputo più infortunati quelli che mancano ormai da troppo tempo, ma guardando bene avevamo sei giocatori fuori e con queste forze in campo abbiamo fatto comunque una buona partita. Abbiamo affrontato bene i nostri avversari, restando corti, bassi nella nostra metà campo per favorire le nostre ripartenze. Purtroppo non siamo riusciti a concretizzare qualche occasione importante nel secondo tempo, quando il ritmo degli avversari è calato. Il risultato però è fondamentalmente giusto e quindi noi siamo contenti di questo punto contro il Trento perché loro sono una squadra importante. Oggi credo che anche noi abbiamo dimostrato quello che valiamo e spero che la squadra prosegua su questa strada». Per quanto riguarda invece l’espulsione, il mister rossonero trova corretta la scelta dell’arbitro poiché era già la seconda volta che veniva richiamato. Tuttavia, non c’è stato nulla di particolare e, se non fosse stato il secondo richiamo, probabilmente il tecnico dei pusteresi sarebbe rimasto al fianco dei suoi collaboratori.

Anche per Luciano De Paola, allenatore ospite, l’epilogo è quello più giusto, anche se, con una maggiore attenzione sotto porta, gli aquilotti avrebbero potuto conquistare il bottino pieno. «Questo pareggio – dichiara il tecnico del Trento - ci sta un po’ stretto, però se non metti la palla dentro è tutto più difficile. Se fai la partita ma non segni è giusto che alla fine la pareggi». Il tecnico parla anche del momento negativo della squadra nonostante la sostanziale crescita nel gioco dal momento del suo arrivo in panchina: «Abbiamo creato tante occasioni da quando sono arrivato, anche con l’Este o con l’Union Feltre, però non abbiamo quella cattiveria che dovremmo avere. Anche oggi abbiamo avuto delle palle gol clamorose. Anche nel finale il loro portiere ha fatto una parata straordinaria sul tiro da fuori di Baronio, quindi non è un momento che gira bene. Oggi non potevamo vincere, ma stravincere. Non siamo stati capaci di farlo. Ai ragazzi comunque ho fatto i complimenti perché hanno dato il massimo. La squadra mi è piaciuta perché ha tenuto la partita e penso anche che abbia fatto la partita. Tuttavia, il problema è uno solo: per vincere bisogna tirare in porta».

Di fatto due analisi pressoché identiche da parte dei due allenatori sulla partita disputatasi in Val Pusteria, ma due modi differenti di valutazione sull’utilità del pareggio maturato. La salvezza è ancora a portata di mano per entrambe, adesso però ci vuole una svolta.