Austria, stop ai cellulari a scuola. Ma con qualche eccezione
All’inizio di maggio in Austria entrerà in vigore a livello nazionale il divieto di utilizzo di telefoni cellulari a scuola per gli studenti fino all'ottava classe (equiparabile alla nostra terza media). Il divieto sarà valido per tutta la giornata scolastica e anche per gli eventi scolastici fuorisede. Ma ci sono eccezioni, il nuovo regolamento governativo assicura, infatti, alle singole scuole la flessibilità di adattare la norma alle proprie necessità. Secondo le nuove regole, i dispositivi mobili saranno vietati durante l'intera giornata scolastica, non solo durante le lezioni ma anche durante le pause tra le lezioni e le attività extrascolastiche. Il Ministero dell'Istruzione austriaco, guidato dal liberale Christoph Wiederkehr, spera che questa decisione incoraggi gli studenti a interagire maggiormente tra loro, migliori la concentrazione in classe e contribuisca a creare ambienti più “sani” nelle scuole.
«Gli effetti negativi dei dispositivi mobili nelle scuole sono maggiori di quelli della pandemia di covid -ha detto il ministro- il cellulare è un killer della concentrazione».
Dello stesso parere è il medico ambientale Hans Peter Hutter, secondo cui la misura può avere solo vantaggi: l'uso eccessivo del cellulare anche a scuola ha importanti effetti negativi sui ragazzi che vanno da una maggiore irritabilità e ansia a disturbi del sonno.
Le scuole potranno decidere autonomamente dove conservare i dispositivi mobili degli studenti durante le lezioni e potranno stabilire le possibili conseguenze in caso di violazioni della norma, Wiederkehr ha citato come esempi le note sul registro di classe e la convocazione dei genitori nei casi più gravi. La rappresentante dei presidi scolastici, Karin Spahn, che ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione della nuova misura, ha dichiarato che l'80% delle scuole austriache ha già regolamenti che equivalgono a un divieto, ma che la nuova norma stabilita dal Ministero dell’Educazione è un “spinta enorme” per rendere la scuola una zona veramente senza telefoni cellulari, smartphone free.
Secondo la preside, i problemi con i cellulari sono segnalati principalmente dalle scuole secondarie/medie frequentate da adolescenti. Le scuole senza telefono cellulari dovrebbero limitare i danni causati dall’uso intensivo degli stessi ma anche contribuire a un miglioramento dei comportamenti sociali dei ragazzi. Nelle pause tra le lezioni i contatti “veri” tra studenti sostituiranno quelli virtuali attraverso il proprio dispositivo mobile, ha detto il ministro.
Guardarsi in faccia, anziché guardare lo schermo dello smartphone, insomma. Anche per i genitori la nuova regola significa inevitabilmente un cambiamento, soprattutto per quelli “che vogliono poter raggiungere sempre telefonicamente i propri figli, anche durante l'orario scolastico”, come ha affermato Wiederkehr. Sebbene la messa al bando dei cellulari possa sembrare estremamente rigorosa, la nuova regola che entrerà in vigore il primo maggio consente una certa flessibilità.
Le comunità scolastiche, composte da insegnanti, rappresentanti dei genitori e degli studenti, potranno concordare eccezioni su misura per le esigenze specifiche di ogni scuola.
Gli insegnanti potranno, per esempio, consentire ai ragazzi l'uso dei dispositivi mobili per scopi didattici, come le attività di apprendimento digitale e le ricerche online, anche per la verifica di eventuali fake news. Le scuole avranno anche la possibilità di consentire eccezioni adeguate all'età degli studenti durante eventi scolastici prolungati come le settimane sportive o le gite scolastiche. In tali situazioni potranno essere programmate fasce orarie specifiche per consentire agli studenti di comunicare telefonicamente con i genitori. Ovviamente sono previste eccezioni esplicite per casi giustificati dal punto di vista medico: gli studenti che necessitano di dispositivi mobili per motivi di salute saranno automaticamente autorizzati a utilizzarli. E per chi non rispetta le regole? L'ordinanza firmata dal neo-ministro dell’Istruzione parla chiaro: gli insegnanti saranno autorizzati a confiscare i dispositivi mobili agli studenti sorpresi a utilizzarli in orari vietati. Gli stessi verranno restituiti ai legittimi proprietari alla fine della giornata scolastica.
In caso di recidiva o di contenuti “problematici”, le scuole potranno però richiedere che siano solo i genitori o i tutori a ritirare i dispositivi mobili confiscati.
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