Elisabetta II, la regina della storia



Pochi di noi ricordano un “prima”. Un mondo senza Elisabetta. Un pianeta senza “LA” regina. Perché Elisabetta II, Lilibet, come potevano chiamarla solo in famiglia, è stata l’indiscussa protagonista del ventunesimo secolo. Con lei siamo passati dal bianco e nero al colore, dalle cartoline ingiallite ai social. In settant’anni di regno, ha dialogato e a volte discusso con quindici premier, da Winston Churchill (Stalin era ancora al Cremlino e Truman alla Casa Bianca) a Lizz Truss. Ad alcuni di loro ha conferito l’incarico con un sorriso; ad altri con una smorfia. E dietro quell’espressione c’era una promessa: vigilerò sul vostro operato. È passata fra fiabe, leggende e conflitti, fra emozioni e delusioni, la regina Elisabetta. C’era quando uscivamo dalla seconda guerra mondiale (per descrivere il suo carattere basti dire che chiese al padre di potersi unire al servizio ausiliare territoriale, addestrata come autista e meccanico). C’era ai tempi della decolonizzazione e all’ingresso del Regno Unito nella Comunità Europea. C’era mentre cadeva il muro di Berlino. E c’era l’11 settembre del 2001, quando, con le due torri, a New York, cadeva un pezzo di mondo. C’era anche quando il Regno Unito usciva dall’Europa e c’era quando Putin dichiarava guerra all’Ucraina e al mondo. Il destino - che lei sapeva tenere per mano - ha voluto che si spegnesse a Balmoral, il luogo della gioia, il nido della famiglia unita, il presidio della memoria. Una specie di rifugio antico in un mondo che di antico non aveva e non ha più nulla.
Aveva promesso di servire il Paese già quando aveva 21 anni, nel suo primo intervento alla radio, mettendo poi la corona al di sopra di tutto a soli 26 anni, una volta salita sul trono che suo padre - re Giorgio VI - aveva occupato per soli 16 anni. Elisabetta è stata una figura chiave: ha parlato con tutti i potenti del mondo e ha attraversato, sempre restando fieramente sé stessa - con le sue borsette, i suoi cappelli, il suo amore per la campagna, per i cani e i cavalli - ogni epoca, ogni stagione. Amata da tutti, forse ha davvero tremato solo una volta: non quando, con la sua ironia tipicamente britannica, “giocò” con James Bond-Daniel Craig alle Olimpiadi di Londra del 2012, ma quando Diana le rubò la scena e quando, morendo, riempì l’Inghilterra e il mondo di un’emozione che la regina faticò prima a immaginare e poi a capire. Fra Carlo, Diana e lei, quando il sorriso della principessa triste si spense nel tragico incidente stradale sotto il ponte de l’Alma, a Parigi, il mondo scelse infatti Diana, la madre dei suoi nipoti. Elisabetta ha superato tanti scandali e altrettanti dolori: il più lancinante è stato certamente la morte del suo Filippo, il 9 aprile del 2021. In un certo senso, quella che è stata un po’ la regina dei tanti popoli (incluso il nostro) che una regina non l’hanno mai avuta o non l’hanno da tempo, Lilibet ha iniziato a morire quel giorno, piegata dall’immensa tristezza più che dalle grandi delusioni o dal peso del regno quasi infinito.

















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