Il genio di Rainer Zierock nel Teroldego Foradori Morei 1990

Il genio di Rainer Zierock nel Teroldego Foradori Morei 1990

Se, come ricorda il figlio Theo, il sogno di Rainer Zierock era quello di infondere nei vini l’immortalità, con il Morei 1990, il geniale enologo tedesco ha accarezzato l'olimpo. Zierock, di cui l’8 novembre scorso, è stata ricordata, nel corso del 3° convegno NaturaeETpurae del Merano Wine Festival, la figura e l’opera a 10 anni dalla scomparsa, ha creato questo vino insieme a Elisabetta Foradori, con cui all’epoca era sposato. Una fetta del mito della cantina di Mezzolombardo si deve anche a lui, oltre che alla grande vignaiola trentina che ha fatto rinascere il Teroldego. Il "Morei" proviene dalle vigne del Campo Rotaliano  - 2,5 ettari totali coltivate dal 2002 interamente in regime di agricoltura biodinamica, con fermentazione “naturale” in tinaja (anfora proveniente dalla Spagna).  All’epoca queste tecniche erano ancora in nuce.  Ma delle intuizioni di Zierock, di un’annata considerata all’epoca, poco felice, rimane un vino la cui polpa rientra nell’empireo dei grandi rossi: Borgogna, Bordeaux, in cui la natura del vitigno si sublima in una dimensione più alta. Universale. Il paragone che ci viene in mento dopo l’emozione provata nell’assaggio è con un celebre piatto di Massimo Bottura. “Il Germano Reale dell’Appennino Tosco–Emiliano tra un bollito e una Royale”, in cui il maestro dell’Osteria Francescana di Modena innerva la dolcezza selvatica della carne del germano reale con una scala di mostarde acide e piccanti che culmina nell’acuta sapidità del cappero mediterraneo. Il tutto avvolto dall’ nell’enorme complessità di una salsa civet reinventata con caffè, cioccolato e un bouquet di spezie che comprende rosmarino, chiodi di garofano, ginepro e alloro. Un capolavoro. Assoluto. Nel segno di Zierock. www.elisabettaforadori.com