La tragedia di Stava, 35 anni fa

Un tempo disabitato. In una geografia sconosciuta. Un tempo fatto di fango. Di una strana argilla. Di un grigio irreale. Come l’odore nell’aria. Come l’assenza di vita che arrivava dopo il rumore dell’allegria e il sapore delle vacanze e prima dell’urlo di sirene e sirene, del frastuono degli elicotteri. Le vite - 268, scopriremo poi - il bosco, le case, gli alberghi: tutto portato via dalla violenza dell’acqua. Dall’impeto assassino di quella gigantesca ...

Riapre tutto, ma non la scuola...

Prima il calcio. Prima i bar. Prima i negozi. Prima qualunque cosa vi venga in mente. Poi la scuola. Benvenuti in un Paese che congela il futuro. Nell’Italia che ritiene che i giovani che si sfiorano bevendo un aperitivo o quelli che non fanno altro che “toccarsi” giocando a calcio rispettino distanze di sicurezza che la scuola non riesce invece a garantire. Benvenuti dove l’idea più stratosferica che potesse farsi venire in testa la coraggiosa autonomia ...

Ciao Charly Pobitzer, mito del basket e gentiluomo

Sei entrato nel nostro cuore in due modi: da mito e da gentiluomo. Con un’irruenza delicata. Prima che tu vada, sì, prima che tu faccia quest’ultimo passo terreno chiamato funerale, devo proprio dirti un paio di cose caro Charly. In verità, le devo dire a Charly e al signor Pobitzer. Sì, lo so, siete la stessa persona. Ma è vero fino a un certo punto, perché tu hai vissuto due vite. La vita del gioielliere che tutti conoscono. E la vita del campione ...

I 75 anni del nostro (e vostro) giornale

Mi emoziona parlare dei 75 anni dell’Alto Adige. Sento, sulle spalle e nei pensieri, le tante storie che questo giornale ha vissuto e raccontato, le vicende che ha attraversato e descritto. Le prime copie - a partire dal 24 maggio del 1945 - parlano di una città, di un Paese, di un’Europa e di un mondo da ricostruire. E quella ricostruzione, quell’entusiasmo, quella voglia di ripartire, di rialzarsi, di abitare il presente mentre si fa futuro, quella ...

Le sfide del funambolo Arno fra due fuochi

Forse questa non è la partita della vita, per Arno Kompatscher. Ma è certamente la sfida più difficile. Come un funambolo, il presidente della Provincia sta camminando infatti su un filo sottilissimo. Molti tifano per lui. Per l’autonomia matura. Per l’atto di coraggio di chi - sentendosi il primo della classe - ha deciso di ripartire prima degli altri. E, ancora, per la sfida ad un governo italiano che ha messo - più che comprensibilmente - la salute ...

La fretta (di riaprire) funziona solo se si è tutti seri

Tempi duri per gli allenatori di calcio. Non si gioca più. I tanti italiani che, fino a ieri, si professavano mister migliori di quelli delle loro squadre del cuore e della nazionale, ora fanno tutti i virologi. Talvolta, nei frammenti che il nuovo “lavoro” lascia loro liberi, fanno i ministri della sanità o i capi del governo (non solo di quello italiano). Nei casi più sofisticati, si prestano anche ad interpretare leggi e decreti: da costituzionalisti. ...

Il 25 aprile visto dal Lager di Bolzano

Fine anni Ottanta. Fine aprile. A Bolzano. Pioveva. Anche sui miei appunti. Anche sull’inchiostro che uscendo dalla penna che mi aveva regalato mia moglie per il mio primo incarico al giornale somigliava a piccole pozzanghere che cambiavano la forma delle parole e del mio blocco. Acqua a volontà. Simile alle lacrime che non ricordiamo o che non abbiamo nemmeno saputo immaginare. Le lacrime di gioia del 25 aprile. Le lacrime di dolore per chi è morto ...

Il distanziamento sociale è ben altro

C'è già, il distanziamento sociale. Non si misura in metri. Si misura in denaro. Il Covid-19 ha creato nuove povertà, nuovi disagi sociali, nuove emarginazioni. Un tempo, avremmo parlato di sfida fra capitalismo e socialismo. Oggi la contrapposizione è fra società del denaro e Stato sociale. Più di 40 mila professionisti e titolari di partita Iva (quasi 90 mila in tutta la regione) hanno già chiesto il “bonus” all’Inps. A questi bisogna aggiungere ...

L'Italia di oggi (e del giorno di Pasqua), in una vignetta

In una vignetta del caustico Vauro c’è il riassunto fulminante e dissacrante dell’Italia di oggi. C’è l’Italia cattolica, spaesata, che celebra la Pasqua dell’assenza e della solitudine, come se la resurrezione fosse un fatto intimo e interiore. Si può essere prossimi anche restando lontani, dice l’arcivescovo di Milano Mario Delpini. «Dobbiamo essere casa-centrici e non più chiesa-centrici», dice invece il vescovo Giancarlo Bregantini, vedendo nelle ...

Chi soffre, chi decide, chi fatica e chi... va a spasso

Non è facile. Per nessuno. Non lo è, prima di tutto, per chi non ce la fa: per chi si trova a combattere una battaglia impossibile in un momento in cui la vita sembra fatta di carta velina. Non lo è per chi resta: orfano d’affetti, di gesti, di parole. Rileggetevi «Le parole che non ti ho detto» di Nicholas Sparks. Non aspettiamo troppo per lanciare nel mare di un’improvvisa solitudine una bottiglia piena dei messaggi che abbiamo nel cuore, impigliati ...