L'autunno, fra timori e speranze

L'autunno sarà caldo. Questo è certo. L’elenco dei problemi, purtroppo, è sconfinato. Al primo posto, segnato in rosso, c’è ora il conflitto in Afghanistan, che inevitabilmente ci sta già travolgendo: perché s’allarga e perché la pur straordinaria operazione di solidarietà è riuscita a dare risposte e accoglienza solo parziali. Al secondo posto - ma per diverse ragioni quasi a pari merito con l’Afghanistan - c’è la battaglia al Covid-19. Le idee ...

Le Olimpiadi azzurre e la maratona di Draghi

La penisola del tesoro corre più forte di tutti. La locomotiva chiamata Italia lotta, suda, soffre e, soprattutto, vince. Come non ha fatto mai. L’immaginazione e i sogni lasciano spazio a una realtà inattesa. E il Paese che insulta chi perde e che idolatra chi vince, ritrova di nuovo il sapore delle vittorie sul palato reso amaro dalla pandemia. Per le Olimpiadi l’Italia non scende però in piazza avvolta in un tricolore. Manco si potesse festeggiare ...

Il sogno di Antonio Megalizzi continua

Fra le tante, venerdì mi è venuta in mente una frase di Antonio Megalizzi ritrovata fra le pagine del bel libro che gli ha dedicato Paolo Borrometi («Il sogno di Antonio»): «Quello che noi chiamiamo destino, in realtà è il nostro modo di rendere magiche le cose belle e meno tragiche le cose brutte. È il nostro escamotage preferito per dare un senso forzato a cose che un senso non lo hanno». C’è un po’ tutto quello che è successo venerdì e negli anni ...

A far paura è (anche) il covid economico

L’altro covid, quello che colpisce l’economia e la società, è nella fotografia (in nero e nero, verrebbe da dire) scattata in questi giorni dall’Istat: tra febbraio 2020 e febbraio 2021 un milione di occupati in meno e - anche dalle nostre parti - un popolo (sono 717 mila gli scoraggiati) che un lavoro non lo cerca nemmeno più. Il rapporto, per la prima volta, non considera occupato chi è da oltre tre mesi in cassa integrazione. Il che può far sballare ...

Bolzano e Trento, così (potenzialmente) vicine, ma così lontane

È da un po’ di tempo che cerchiamo di “regionare”. Di ragionare insomma in termini regionali. Convinti che vi sia la necessità di tenere aperto un osservatorio permanente rispetto al ruolo della regione, vista come territorio ampio e capace di muoversi compatto ancor più e ancor prima che come ente svuotato (stavo scrivendo depredato) dalle due Province, di riforma in riforma. Non si tratta di un’operazione nostalgia, né del tentativo - sempre in ...

Dal mercato (affollato) agli impegni di Draghi

Può sembrare anche una piccola cosa, ciò che è successo l'altro sabato al mercato di Bolzano. Ma invece è la perfetta rappresentazione della realtà. Persone che faticano a rispettare le regole (la distanza, questa sconosciuta). Persone che faticano a farle rispettare (encomiabile lo sforzo del Comune, ma ieri era semplicemente impossibile controllare il “traffico”). Soprattutto persone che non ne possono più di stare in casa e che vedono in un mercato ...

Il sopracciglio di Draghi e i mal di pancia dei partiti

C’è sempre chi teme che l’avvento di un governo tecnico finisca per travolgere i partiti. Persino per renderli inutili agli occhi di qualcuno. C’è invece chi auspica che i partiti approfittino di situazioni anomale, come quella che s’è creata in Italia, per cercare nuove vie, per compattarsi, magari per dar vita a nuove aggregazioni. Perché dei partiti e della politica ci sarà sempre bisogno. Con l’avvento di Draghi s’è però prima frantumato il Movimento ...

Le donne uccise e le parole da ritrovare

Non ci sono parole. Spesso la società, nel suo complesso, se la cava così. Di fronte a un delitto. Di fronte a un lutto. Di fronte a fatti della vita e della morte che invece di parole hanno bisogno. Le parole possono piacere. O possono risultare abrasive, quasi intollerabili. Ma sono necessarie. Il nostro quotidiano compito è quello di trovarle, le parole. Per parlare della giovane mamma Barbara Rauch e di chi l’ha uccisa ad Appiano un anno fa, ...

Laura e Peter: la speranza (questa volta) è morta per prima

Non sempre è l’ultima a morire, la speranza. Questa volta è infatti morta per prima. Dopo poche ore. In un grumo di terrore, supposizioni, incubi e sostanziali certezze. S’è spenta immediatamente negli occhi di Madè, la speranza: la figlia di Laura e di Peter in questi giorni è diventata la figlia di un’intera comunità che ha sofferto con lei, cercando risposte a qualcosa di disumano che l’umanità non può conoscere. Ma è morta anche nello sguardo ...