Ciao papà, grazie di tutto

Mi spiace che papà non possa leggere i giornali di questi giorni. Mi spiace che non possa leggere i meravigliosi messaggi che mi hanno travolto ieri: un mare fatto di lacrime, di riconoscenza, ricordi unici e preziosi. C’è chi mi ha parlato del maestro, della guida, dell’esempio. C’è chi mi ha parlato di grande libertà intellettuale e di pensiero, di rettitudine morale, di sottile ironia e di etica. Altri hanno puntato sull’eleganza, sullo stile, ...

Lo screening di massa in Alto Adige, una ventata di speranza

Il capitale civico è solido. Persino stupefacente per la sua dedizione. Di solito lo si misura attraverso la partecipazione al voto. Questa volta è molto diverso. Non si va infatti al seggio per votare, ma per votarsi a una causa nobile: per offrire una disponibilità individuale che diventa impresa collettiva. Perché lo screening di massa - una scelta vincente della nostra autonomia che il resto del Paese, a cominciare dal vicino Trentino, dovrebbe ...

Ciao Piergiorgio Cattani, editorialista e amico prezioso

Era già morto alcune volte, Piergiorgio Cattani. E ci scherzava. Perché - e la frase non sembri sacrilega - risorgeva sempre. Al punto che al suo ultimo viaggio di andata e ritorno aveva persino dedicato un libro da leggere d’un fiato: “Guarigione”. In quei giorni - per noi drammatici, per lui pieni di insegnamenti, di spunti, di suggestioni - mi chiese di poter leggere il suo “coccodrillo”: nei giornali chiamiamo così l’articolo che si scrive in ...

Siamo un po' tutti americani

C’è un po’ d’America in tutti noi. Ci sono film visti e rivisti. Libri ai quali ci siamo affezionati. Viaggi fatti o anche solo agognati. Verità e leggende. C’è un’idea di democrazia che non viene scalfita nemmeno in questi giorni d’incertezza prossima all’incomprensibile. C’è un’idea di federalismo compiuto, nell’America immaginaria che c’è nei nostri pensieri. C’è un’idea di unità e compattezza che a noi piace molto, al punto che ci aspettiamo ...

L'Autonomia si difende in ben altro modo

Le fughe in avanti, gli strappi, le marce indietro, i tentennamenti e le varie ordinanze (non esattamente la fotografia di un’autonomia con le idee chiare) colpiscono. Ma sorprende soprattutto una cosa: ancora una volta Trento e Bolzano hanno perso un’occasione preziosa per muoversi insieme. Se i due territori si fossero mossi all’unisono, magari strizzando prima l’occhio al presidente Conte e al ministro Boccia, si sarebbe potuta rilanciare l’idea ...

Prigionieri del silenzio e della solitudine

Non arriva la chiamata delle 8. Forse chiamerà alle 8.10 o alle 8.20, anche se di solito è impaziente. Silenzio. Distanza. Assenza. Allora ci si vede, penso. Ma ai tempi del covid - se sei ricoverato - non ci si può vedere. Non può che essere così, ma la violenza dell’assenza è uno schiaffo alle belle abitudini, ad anni di scontri o di tenerezza, alla consuetudine di uno sguardo, di una carezza, di un’impercettibile sintonia. Noi italiani siamo ...

Le volate così diverse dei sindaci di Bolzano e di Merano

L’ha spuntata il vecchio leone. Sarà dunque Caramaschi bis, a Bolzano. E ha concesso il bis anche Paul Rösch a Merano. Il primo ha però vinto volando. Il secondo arrancando. Da domenica notte, il capoluogo ha dunque un... nuovo vecchio sindaco. L’aggettivo non suoni urticante. È una doppia realtà: politica, visto che si va avanti con lo stesso auriga, e anagrafica, considerato che Caramaschi terminerà il suo secondo mandato a un soffio dai suoi primi ...

Il ballottaggio in Alto Adige è un po' come un conclave

È un po’ come un conclave, un ballottaggio. Perché le alleanze fra cardinali cambiano continuamente. Di qui la battuta riferita proprio a un cardinale: è entrato Papa in conclave e ne è uscito vescovo. Questo per dire che la gara è molto aperta, a Bolzano e a Merano. Non ci sono passeggiate, in vista, per Caramaschi e Zanin o per Rösch e Dal Medico. Anche perché bisogna tenere conto di alcune variabili. La prima è legata agli elettori: facile immaginare ...

La tragedia di Stava, 35 anni fa

Un tempo disabitato. In una geografia sconosciuta. Un tempo fatto di fango. Di una strana argilla. Di un grigio irreale. Come l’odore nell’aria. Come l’assenza di vita che arrivava dopo il rumore dell’allegria e il sapore delle vacanze e prima dell’urlo di sirene e sirene, del frastuono degli elicotteri. Le vite - 268, scopriremo poi - il bosco, le case, gli alberghi: tutto portato via dalla violenza dell’acqua. Dall’impeto assassino di quella gigantesca ...

Riapre tutto, ma non la scuola...

Prima il calcio. Prima i bar. Prima i negozi. Prima qualunque cosa vi venga in mente. Poi la scuola. Benvenuti in un Paese che congela il futuro. Nell’Italia che ritiene che i giovani che si sfiorano bevendo un aperitivo o quelli che non fanno altro che “toccarsi” giocando a calcio rispettino distanze di sicurezza che la scuola non riesce invece a garantire. Benvenuti dove l’idea più stratosferica che potesse farsi venire in testa la coraggiosa autonomia ...