Quella croce conficcata in piazza Mazzini

Morire a 34 anni. Nelle vie centrali di una normale e ordinata città di provincia. Su un passaggio pedonale. Morire schiacciati da un camion che è passato con il verde in una Bolzano nella quale i camion viaggiano praticamente ovunque, per il semplice fatto che non hanno un’alternativa. Nella terra in cui una super circonvallazione, una bella tangenziale e una sostanziosa colata d’asfalto non si negano a nessuno, Bolzano - vista da palazzo Widmann ...

L'ergastolo a Benno Neumair, la fine di un incubo

La fine di un incubo. Per quel che resta di una famiglia devastata. Per un’Italia che tende ad accorgersi di noi solo quando il mondo si rovescia e nel piccolo villaggio di Heidi accade qualcosa di indicibile. Per una comunità che ha vissuto, sofferto, cercato invano di capire ciò che non si può capire: l’assassinio dei genitori. Quella di sabato 19 novembre non è solo una sentenza. È una specie di liberazione: l’ultima pagina - al di là degli inevitabili ...


Addio Pietro Tosolini, capitano coraggioso

Era il costruttore coraggioso, Pietro Tosolini. L’uomo che ha edificato in un certo senso sé stesso insieme a una città appunto tutta da inventare. Erano gli anni della ricostruzione, della rinascita, del boom. E lui è stato, sino all’ultimo, sino a ieri mattina, un indiscusso protagonista di una Bolzano che ha perdutamente amato, interpretato e anche modificato, quasi come fosse plastilina. Silenzioso. Schivo. Riservato. Sobrio. Quasi invisibile ...

Fra conferme e anomalie determinanti

Si sa come funziona, con le elezioni. In un primo momento vincono tutti. O, meglio, alcuni vincono e altri mascherano al meglio la sconfitta: per renderla onorevole, se non addirittura dignitosa. Passato il primo momento, si scopre che gli sconfitti sono parecchi. C’è chi ha il vantaggio d’aver perso vincendo (la Lega e Forza Italia, ad esempio), per il semplice fatto d’aver corso insieme a chi ha trionfato (Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, in ...


Vincitori e vinti di un Paese (e di un territorio) profondamente cambiato

Come diceva Tolstoj in Anna Karenina, “tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Non parlava, è evidente, della famiglie politiche. Ma descriveva ugualmente alla perfezione ciò che sarebbe successo da quel giorno in poi dopo ogni chiamata al voto. Chi è felice (dopo aver vinto, ovviamente) festeggia allo stesso modo. Persino le sfumature d’entusiasmo e le modalità sono fra loro simili. Anche la finta modestia ...

Le elezioni fra conferme e anomalie determinanti

Si sa come funziona, con le elezioni. In un primo momento vincono tutti. O, meglio, alcuni vincono e altri mascherano al meglio la sconfitta: per renderla onorevole, se non addirittura dignitosa. Passato il primo momento, si scopre che gli sconfitti sono parecchi. C'è chi ha il vantaggio d'aver perso vincendo (la Lega e Forza Italia, ad esempio), per il semplice fatto d'aver corso insieme a chi ha trionfato (Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, ...

Elisabetta II, la regina della storia

Pochi di noi ricordano un “prima”. Un mondo senza Elisabetta. Un pianeta senza “LA” regina. Perché Elisabetta II, Lilibet, come potevano chiamarla solo in famiglia, è stata l’indiscussa protagonista del ventunesimo secolo. Con lei siamo passati dal bianco e nero al colore, dalle cartoline ingiallite ai social. In settant’anni di regno, ha dialogato e a volte discusso con quindici premier, da Winston Churchill (Stalin era ancora al Cremlino e Truman ...


A sinistra ormai tendono a mangiarsi fra loro

Se i vecchi comunisti mangiavano i bambini - per citare una vecchia battuta -, i nuovi esponenti del centrosinistra si mangiano fra loro. Carlo Calenda e Matteo Renzi, che allontanandosi dal Pd dovevano togliere un po’ di voti al centrodestra nel tentativo di dar vita a un terzo polo, passano le giornate ad attaccare proprio il Pd e soprattutto il segretario Letta. Alla faccia delle possibili alleanze future e degli esperimenti (anomali) che si fanno ...


Ciao Omar Monestier, compagno di viaggio unico e speciale

Non me la sentivo di parlare di Omar Monestier, un collega, un amico, un compagno di viaggio, una specie di fratello col quale ho condiviso la strada fin dall'inizio. Oggi ho però ricevuto una lettera del professor Antonio Merlino dedicata a Omar Monestier ("Caro direttore, ho appena saputo della triste notizia della scomparsa di Omar Monestier, ci eravamo sentiti la settimana scorsa, ne conservo il ricordo di un vero Gentiluomo, il più significativo ...


Una Pasqua sotto le bombe

Prima si inginocchia sull’orlo di una delle tantissime fosse comuni. Poi scende in quel labirinto indefinito di terra, di sangue, di lacrime e di dolore. E porta un respiro, un soffio di vita fra i morti che quella sabbia copre pietosamente. Non è una tradizionale Via Crucis. È una preghiera intima e silenziosa che diventa un grido universale. È un gesto di rara potenza, quello dell’inviato del Papa in Ucraina. A Borodjanka, una delle zone più martoriate ...