Un argine all'onda salviniana

La sintesi più azzeccata è in una delle battute tanto care a Mentana: piange il citofono. Per spiegare non solo la vittoria di Bonaccini, ma soprattutto la sconfitta di Salvini (la Borgonzoni in questa recita era una comparsa), serve infatti una battuta: perché molti, in questa campagna elettorale, hanno messo da parte la politica per trasformarla in farsa, in una sorta di filmetto da mandare in onda in tv, quasi a reti unificate. L’ex ministro dell’Interno ...

La guerra nel nostro orticello

Di solito tendiamo a guardare il nostro orticello. Abituati a far ruotare tutto attorno a noi anziché a considerarci un frammento - minuscolo, fra l’altro - di un pianeta complesso e in tutti i sensi sempre più caldo, per non dire bollente. Alzare lo sguardo o guardare le cose da un altro punto di vista comporta fatica. Per non dire dello sforzo necessario per uscire dall’egoismo cercando di entrare - a tutti i livelli - non solo nell’altruismo, ...


Bolzano ha bisogno (in ogni senso) di respirare

Caramaschi inizia a fare le valigie. Per scaramanzia: a maggio vorrebbe infatti ovviamente concedere il bis. Il sindaco di Bolzano questa volta dovrà però affrontare non una, ma ben due sfide. La prima è tutta interna a quel che resta del centrosinistra. Non manca infatti chi vorrebbe voltare pagina; anche se di un candidato alternativo, in quest’area, non sembra esserci traccia. Più d’uno vorrebbe però attaccarsi al tram (della sconfitta del sindaco) ...

Le piazze piene di sogni e di sognatori

Ha molti meriti, il popolo delle Sardine. Il primo è quello più evidente: la sfida all’odio, alla politica dei “vaffa”. Chi ama le semplificazioni, considera le Sardine alternative a Salvini. Ma in realtà si contrappongono a tutta la politica urlata, di cui il leader leghista (che i sondaggi danno ancora al 31,5 per cento) è in fondo solo il simbolo più evidente, il problema o la soluzione, a seconda dei punti di vista. Ma Salvini non è certo il ...


L'incertezza italiana (e bolzanina)

Non c’è ricchezza di rapporti umani. E così l’individuo incorpora le proprie ansie che, in solitudine, diventano rancori. Il professor Giuseppe De Rita, che a lungo ha guidato il Censis, commenta così l’ultima fotografia dell’Italia o, meglio, degli italiani: di un popolo stressato (il 74 per cento si dice tale e il 55 per cento rivela di parlar da solo), un popolo, ancora, che ha una gran voglia di un uomo forte. Ad ammettere di volerlo, sono infatti ...

L'autonomia, un'Europa nell'Europa da trattare con cura

Ci sono punti d’arrivo. E ci sono punti di partenza. Il traguardo dell’autonomia è certo un punto d’arrivo, fatto di tappe importanti. Di momenti significativi. Di salite. Di discese. Soprattutto di dialogo. Di una diplomazia capace di smussare angoli, di superare incomprensioni. Di parole che leniscono ferite. Ma è anche un traguardo sempre in movimento, quello dell’autonomia. Per questo ciò che è successo sabato, prima a Castel Tirolo e poi in ...

Il messaggio che arriva dall'Umbria

S’aspettava la sconfitta, il centrosinistra. Non certo la batosta. Anzi: il massacro. Perché, elettoralmente parlando, la pur piccola Umbria manda un segnale forte e chiaro. Un segnale locale: la delusione per il (mal)governo uscente (gli scandali nella sanità hanno lasciato un solco profondo); la rabbia per un terremoto di cui ci si occupa e preoccupa giorno e notte per un mese e di cui, a tre anni di distanza, nessuno parla più, a cominciare da ...


E il Trentino dei Festival supera l'Alto Adige (sì, chiamiamolo sempre così)

Da una parte - spinta da una destra tedesca che la Svp riesce puntualmente a sostenere con malcelato entusiasmo - un consiglio provinciale che cancella come se niente fosse la parola «Alto Adige», benché la legge sotto accusa riguardi esclusivamente il nome dell'ufficio di rappresentanza dell'Alto Adige a Bruxelles. Dall’altra, mentre la Lega prima tentenna e poi viene tirata per la camicia da Urzì, il disgusto di Sandro Repetto: «Mi sembra d’essere ...

Ciao Ferro, indimenticabile capo della nostra tipografia

Per noi era Ferro. Un po’ per il cognome (Ferretti), ma soprattutto per il pugno di ferro nel guanto di velluto. Una certezza. Un punto fermo. Una colonna. Un riferimento. Sempre tranquillo. Sempre sicuro. Sempre gentile. Anche nei tanti momenti complicati che in un giornale non mancano mai. Franco Ferretti era «Il» proto: il capo della tipografia. Ma era - ed è, perché lo ricorderemo sempre al presente - un pezzo del cuore del nostro giornale, un ...


L'olocausto (invisibile) senza fine

Il 3 ottobre del 2013 è insieme vicino e lontano. È una data che a molti forse dice poco. Ma sono morte 368 persone, quel giorno. A pochi passi dalle nostre coste. Un olocausto senza fine che un pezzo d’Italia ha ricordato tre giorni fa. Le bare immaginarie di quei cercatori di sogni sono in uno sconfinato cimitero d’acqua chiamato Mediterraneo, insieme a migliaia d’altri. Persone, storie, drammi, volti e destini invisibili. Noi, come cerchiamo ...