Tragedia

Medico del pronto soccorso a Trento muore a 35 anni per un malore

Libero Cherubini, originario dell’Aquila, lavorava all'ospedale S.Chiara da novembre dello scorso anno come libero professionista



TRENTO. Un medico di appena 35 anni che lavorava al Pronto soccorso del S.Chiara di Trento è morto martedì sera per un malore dopo essere stato soccorso del 118 nella sua abitazione, a Martignano. Libero Cherubini, originario de l'Aquila, lavorava a Trento da novembre dello scorso anno come libero professionista. In precedenza aveva lavorato nella sua regione come medico di continuità assistenziale. Poi si era specializzato in medicina d'urgenza a Padova e dopo un breve periodo in Veneto era arrivato in Trentino.

Un evento, la morte di questo professionista, che profondamente segnato il personale del Pronto soccorso del S. Chiara. «Un ottimo collega sul piano clinico e una personale molto ricca sul piano personale e relazionale. Una persona timida, riservata, appassionata per la medicina d'urgenza nella sua globalità, nell'intra e nell'extra ospedaliero, molto preparata», lo ricorda la direttrice del Pronto soccorso Michela Marchiori.Era arrivato in Trentino per una scelta di vita. 

«Aveva una progettualità nel nostro territorio, sia sul piano personale che professionale. Eravamo veramente contenti di averlo all'interno della nostra equipe e abbiamo accolto con estremo dolore questo evento». La direttrice ammette che il momento è difficile. «Bisogna proseguire perché il Pronto soccorso è sempre aperto e anche con questa pesantezza nel cuore portiamo avanti quello che sono stati i suoi studi, la sua passione, la sua determinazione». Molti i messaggi di cordoglio arrivati anche da altri reparti. «Anche in poco tempo si era distinto per la sua gentilezza d'animo».













Altre notizie

Attualità

Italia

Sigarette, nuovo rincaro da domani: fino a +30 centesimi a pacchetto

Le misure, previste dalla legge di bilancio, introdurranno incrementi progressivi delle accise fino al 2028, coinvolgendo anche sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Secondo Assoutenti, l’operazione garantirà maggiori entrate per lo Stato, con l’auspicio che una parte venga destinata alla prevenzione e al contrasto dei danni da fumo