Economia

Alto Adige, ricchezza record ma il 56% non riesce a risparmiare

I dati della Banca d’Italia fotografano un patrimonio complessivo elevato e superiore a Trento e alla media nazionale. Ma il Barometro Ipl segnala che più della metà dei lavoratori non potrà risparmiare nei prossimi 12 mesi



BOLZANO. L’Alto Adige risulta più ricco che mai nelle statistiche, ma nella quotidianità la capacità di risparmio continua a ridursi. È il quadro tracciato dall’Istituto Promozione Lavoratori, che mette a confronto i dati patrimoniali con le percezioni e le condizioni economiche delle famiglie.
 

Secondo la Banca d’Italia, al 31 dicembre 2023 la ricchezza netta complessiva degli altoatesini ammonta a 189 miliardi di euro. La parte più consistente, pari a 129,4 miliardi, è rappresentata da attività reali – immobili, terreni e altri beni materiali – che costituiscono circa due terzi del totale.
 

Il patrimonio netto pro capite raggiunge 352.600 euro, composto per 241.600 euro da attività reali e per 138.600 euro da attività finanziarie, a fronte di un indebitamento medio di 27.400 euro a persona. Numeri che superano nettamente sia la media nazionale (191.300 euro) sia quella della Provincia di Trento (292.800 euro).
 

Eppure, dietro ai valori record si nasconde una distribuzione molto disomogenea. L’Ipl richiama la metafora dell’uomo con due galline e dell’uomo senza galline: in media sembrano uguali, ma la realtà racconta tutt’altro. Lo stesso vale per la ricchezza e per le opportunità di accumularla.
 

Il Barometro Ipl evidenzia che solo il 44% dei lavoratori ritiene di poter accantonare risparmi nei prossimi 12 mesi, mentre il 56% prevede di non riuscirci. Un segnale che indica come l’aumento del costo della vita stia erodendo la capacità di mettere da parte qualcosa, nonostante un contesto patrimoniale che appare solido sulla carta.













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Davide Pasquali

Attualità