Maxi inchiesta

Barzon davanti al gip, l'avvocato: "Chiarita la sua posizione, chiesta la revoca dei domiciliari". Tace Signoretti

Sono ripresi a Trento gli interrogatori di garanzia dei protagonisti dell’inchiesta su affari e politica: ha scelto di non parlare l'imprenditore di Arco, uomo di Benko in Trentino. Anche l'ex senatore Fravezzi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Oggi saranno sentiti anche la dirigente del Comune di Bolzano Eisenstecken e l’architetto bolzanino Saccani



TRENTO. Sono ripresi questa mattina (9 dicembre) a Trento gli interrogatori dei principali protagonista dell’inchiesta di affari e politica che ha scosso il Trentino Alto Adige.

Il primo a essere sentito è stato il giornalista altoatesino Lorenzo Barzon, descritto dagli inquirenti come uomo di fiducia del commercialista altoatesino Heinz Peter Hager. Il suo avvocato Beniamino Migliucci spiega di aver chiesto la revoca dei domiciliari: "Il signor Lorenzo Barzon ha chiarito la sua posizione. Riteniamo che l'ipotesi dei reati che vengono contestati siano totalmente insussistenti, dunque non c'è nessuna ragione per mantenere gli arresti domiciliari. Abbiamo presentato le nostre argomentazioni, il pubblico ministero e i giudici le valuteranno. I processi poi si fanno in Tribinale e si vede chi ha ragione", ha detto il legale, precisando poi come "Barzon non è un uomo di fiducia del commercialista Heinz Peter Hager, ma collaborava con regolare fattura".

L'avvocato Migliucci dopo l'interrogatorio di Lorenzo Barzon: «Abbiamo chiesto la revoca dei domicliliari»

Sono ripresi questa mattina a Trento gli interrogatori dei principali protagonista dell’inchiesta di affari e politica che ha scosso il Trentino Alto Adige. Il primo a essere sentito è stato Lorenzo Barzon, descritto dagli inquirenti come uomo di fiducia del commercialista altoatesino Heinz Peter Hager. Il suo avvocato Beniamino Migliucci, spiega di aver chiesto la revoca dei domiciliari.

Interrogatorio di garanzia lampo invece per l'imprenditore trentino Paolo Signoretti, uno dei principali indagati dalla Procura di Trento nell'ambito dell'inchiesta che ha coinvolto anche il magnate austriaco Renè Benko e in cui si ipotizza l'esistenza di una organizzazione in grado di condizionare gli appalti in Trentino Alto Adige. L'udienza è durata all'incirca un quarto d'ora e Signoretti si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L'imprenditore e il proprio legale, Giovanni Rambaldi, hanno evitato le domande dei giornalisti presenti, non rilasciando dichiarazioni. Signoretti, nei giorni scorsi, aveva espresso in una nota "piena fiducia nel lavoro delle autorità procedenti" e aveva dichiarato di "aver sempre operato nella correttezza e nel rispetto delle norme di legge". L'imprenditore 45enne sarebbe - secondo gli inquirenti - uno dei promotori della presunta organizzazione e uomo di Benko in Trentino.

Si è avvalso di non rispondere anche l'ex senatore Vittorio Fravezzi, anche lui attualmente ai domiciliari.

Dopo gli interrogatori della sindaca di Riva del Garda Cristina Santi (alla quale sono stati revocati i domiciliari, sostituiti dall’obbligo di dimora) e dell'architetto bolzanino Fabio Rossa, avvenuti la scorsa settimana, oggi compariranno davanti al giudice Enrico Borrelli anche la funzionaria del Comune di Bolzano Daniela Eisenstecken e l'architetto altoatesino Andrea Saccani.

 













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