Cielo dal balcone, la terza serata con la Consulta ad Appiano

Appiano. Continuano con la terza serata gli appuntamenti con l’esperto della Consulta culturale di Appiano Carlo Azimonti che guida appassionati e interessati nell’osservazione del cielo.«Mi piace...

Appiano. Continuano con la terza serata gli appuntamenti con l’esperto della Consulta culturale di Appiano Carlo Azimonti che guida appassionati e interessati nell’osservazione del cielo.

«Mi piace pensare - spiega Azimonti - che possiate cogliere queste mie indicazioni non solo come un semplice svago, ma anche come uno stimolo per la vostra curiosità per cercare di scoprire un po’ di più del grande firmamento sopra di noi. Con il mese di aprile si ha il passaggio dalle costellazioni invernali a quelle estive. Al calare del crepuscolo infatti possiamo ancora scorgere per qualche ora e ancora per poche settimane le costellazioni invernali Orione, il Toro, l’Auriga e i Gemelli, mentre a oriente cominciano a sorgere quelle che ci accompagneranno durante l’estate: il Cigno, l’Aquila, la Lira, il cosiddetto triangolo estivo”.

“Venere, ospite fisso delle prime ore dopo il tramonto verso ovest, rimane la luce più intensa delle nostre serate di queste settimane - entra nei dettagli Azimonti - In questo mese, Venere si avvicina al sole, riducendo la sua altezza sull’orizzonte e a fine mese perderà 40 minuti di visibilità, che rimane comunque di poco più di 3 ore dopo il tramonto del sole”.

“Sarà quindi Venere a farci da guida come nei precedenti appuntamenti. Partendo da questo luminoso pianeta - spiega l’esperto - proseguiamo verso l’alto e poi leggermente a destra per incontrare una stella molto luminosa, Capella. È della costellazione dell’Auriga, che nella mitologia dell’antichità rappresentava un guidatore del carro da guerra e del cocchio nelle gare ippiche. Riunendo le stelle visibili con delle linee si ottengono delle figure; nella fantasia degli antichi queste rappresentavano eroi, divinità, animali fantastici... Queste figure avevano funzioni importanti per gli antichi: cogliere il trascorrere del tempo durante l’anno, fornire dei punti di riferimento ai naviganti e collocare nel cielo gli dei da loro venerati”.

“In una delle versioni della mitologia greca - continua Azimonti - Capella rappresentava la capra Amaltea: essa fu messa in cielo da Zeus come premio perché lo aveva nutrito quando lui era in fasce in una grotta dell’isola di Creta. Spostiamo il nostro sguardo sulla sinistra in alto per trovare due stelle luminose vicine: Castore e Polluce della costellazione dei Gemelli. La mitologia greca ci ricorda che Castore e Polluce erano due fratelli inseparabili, figli della regina di Sparta Leda e di Zeus, che per sedurla si era trasformato in un cigno”.

Per gli appassionati più mattinieri, Azimonti ha proposto negli ultimi giorni, da martedì a ieri, anche degli appuntamenti con il cielo programmati in orari tra le 5.30 e le 6.