Il progetto

Nel cuore di Salorno una super residenza per cinquanta anziani

Curato dallo studio Pedevilla di Brunico, l'intento è quello di riuscire a valorizzare storia e ambiente


Paolo Campostrini


SALORNO. Come si fa a far dialogare il contemporaneo con gli storici insediamenti urbani? Come sta accadendo a Salorno. Lì, un annesso tecnologicamente avanzato riuscirà a mettersi in relazione con il quadrante antico del paese. Ma, contemporaneamente, pure con i vigneti intorno a gli edifici scolastici preesistenti.

Ci andranno gli anziani in questa nuova immissione architettonica. Che è una residenza per la terza età ma che, proprio per questo, ha messo in cima alla sua idea progettuale l'obiettivo di “metterli in mezzo”, di tenere vicine le varie classi di età e, nello stesso tempo, di far godere agli ospiti il senso del paesaggio.

Ed è così che la nuova casa per l’assistenza si integra con i due elementi già presenti in quel tratto di Salorno, il verde e il resto del paese antico.

Nessuna esclusione, dunque, nel progetto dello studio Pedevilla di Brunico, scelto dalla Fondazione Benjamin Kofler. Alexander e Armin, i due architetti hanno immaginato un edificio che tenesse insieme le varie funzioni di una struttura di questo tipo, dall’accoglienza all’ospitalità, alla possibilità di offrire anche supporto intensivo agli anziani che ne abbiano bisogno.

Ai due progettisti dello studio di Brunico si è unito lo studio Busselli-Scherer di Bolzano per la direzione lavori. Il quale arriva da una complessa esperienza nel settore dell’architettura assistenziale avendo da poco curato l’intera riqualificazione del Griesehof a Bolzano, con interventi sull’immobile preesistente, sulle nuove immissioni e anche sul giardino ora fruibile pure dall'esterno.

A Salorno la residenza per anziani si sviluppa su tre livelli, per un totale di cinquanta posti letto.

Al centro della realizzazione, un uso integrato delle nuove tecnologie del prefabbricato. Si tratta di elementi che vengono assemblati e misurati con precisione fuori cantiere per poi essere installati in corso d’opera, con vasto uso di materiali come il legno e l’anodizzato.

La centralità attribuita dalla prefabbricazione ha consentito innanzitutto l’ottimizzazione dei procedimenti di installazione. Tant’è che i pezzi giungono già predisposti con la conseguenza di una posa rapida e precisa. Questa soluzione ha favorito una conduzione dei lavori meno impattante del consueto, visto che il cantiere è in una posizione centrale e dunque molto sensibile alla potenziale invasività di una lavorazione tradizionale.

Dei tre livelli di cui è costituita la residenza, quello “zero”, previsto parzialmente interrato, ospiterà le sedi tecniche, con gli impianti logistici e i locali cucina e anche la lavanderia.

Nel livello uno, invece, è posizionato l’ingresso principale in affaccio sulla casa storica e poi sarà ospitata la prima comunità-alloggio con le camere singole o doppie e vasti spazi comuni per le attività collettive.

Il secondo livello del complesso residenziale, infine, è predisposto per la seconda comunità-alloggio con anche alcune porzioni autonome e spazi di accoglienza dedicati agli ospiti che hanno necessità di assistenza non ordinaria e intensiva.

Dal punto di vista prospettico, e anche ambientale, uno degli elementi più importanti della progettazione è costituito dalle vetrate che consentiranno in ogni ora della giornata un dialogo continuo con il paesaggio circostante, sia costruito che naturale.

















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