Bocciata la mozione per chiedere le dimissioni del vescovo Muser

Dibattito acceso in aula sulla separazione tra Chiesa e politica: respinta la proposta di Jürgen Wirth Anderlan (Jwa)


Consiglio provinciale


BOLZANO. Dopo un lungo confronto tra i capigruppo e una discussione sull’ammissibilità del testo, oggi, 8 ottobre, il Consiglio provinciale di Bolzano ha bocciato la mozione presentata da Jürgen Wirth Anderlan (Jwa) che chiedeva di sollecitare il vescovo Ivo Muser a dimettersi «per assumersi la responsabilità dei casi di abuso tra il clero locale».
 

La proposta ha diviso l’aula e riacceso il dibattito sul rapporto tra Chiesa e istituzioni. Per Brigitte Foppa (Gruppo verde) si è trattato di «un pessimo momento per il Consiglio», ribadendo la necessità di mantenere netta la separazione tra potere religioso e politico. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha invece sottolineato che «la separazione finisce quando si tratta di tutelare le vittime».
 

Secondo Franz Ploner (Team K), «la Chiesa deve agire con trasparenza e non giocare a ping-pong tra politica e religione», mentre Sandro Repetto (Pd) ha ricordato che «Muser è stato l’unico vescovo in Italia a promuovere e pubblicare un’indagine interna». Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha giudicato la mozione «inaccettabile nel merito, perché riguarda due istituzioni indipendenti».
 

Diversi esponenti Svp, tra cui Rosmarie Pamer, Waltraud Deeg, Harald Stauder e Philipp Achammer, hanno espresso posizioni analoghe, sottolineando l’importanza di prevenire gli abusi, ma ritenendo «assurdo votare sulle dimissioni di un vescovo». Anche Andreas Colli (Wir Bürger) e Christian Bianchi (Forza Italia) hanno criticato l’iniziativa, definendola «sbagliata e priva di senso».
 

Il presidente Arnold Schuler ha difeso la scelta di ammettere la mozione al dibattito, ricordando che «Chiesa e politica sono due istituzioni separate e devono restare tali». Dopo la votazione per parti separate, la mozione è stata respinta a larghissima maggioranza.













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