Il caso

Bolzano, caos in biblioteca: sputi e insulti al personale per l’uso del bagno

Ancora problemi per la presenza di senzatetto nelle sale della «Cesare Battisti». Serve un documento per ricevere la chiave dei servizi, si ribella e aggredisce i bibliotecari


Ermanno Amedei


BOLZANO. Ancora problemi di convivenza nelle sale lettura. Insulti e sputi ai dipendenti della biblioteca civica «Cesare Battisti». Atteggiamenti violenti e maleducati che il personale della struttura pubblica è costretto a subire da alcuni cittadini stranieri che frequentano i locali in via Museo. Il problema è noto da tempo. Nei giorni scorsi la nuova escalation. La Civica è, nel bene e nel male, una biblioteca di frontiera. Il luogo è un punto di incontro di diverse culture, aperto a tutti, senza l’obbligo di iscrizioni per accedervi. Questo aspetto ha fatto sì che tra i tanti che la frequentano per leggere i giornali dalla fornita ed accogliente emeroteca, ci siano anche i disperati che abitano il vicino parco e che approfittano per utilizzare i servizi igienici.


Una situazione ben gestita dalla direzione, che ha organizzato gli spazi in maniera che non vi fossero criticità. Al secondo piano si accede soltanto per consultare libri e per i bambini, ed è un ambiente completamente separato dall’emeroteca. È lì, nell’emeroteca al terzo piano, che sono sorti i problemi. La direzione ha ricavato due salette, una per lo studio e un’altra con il “wifi free” che accoglie spesso chi non sa dove altro andare, soprattutto nei mesi più freddi. Tra loro, ma soltanto alcuni, c’è chi mostra spesso intemperanze. I vigili urbani si vedono raramente, carabinieri e poliziotti arrivano solo nei casi veramente gravi.


Le tensioni sono scoppiate per l’uso del bagno. È capitato in passato che alcuni degli stranieri prendessero la chiave, usata per accedere anche ai servizi riservati alle donne, e non la restituissero per fare rimanere la porta sempre aperta e fruibile. La direzione, quindi, ha stabilito che la chiave venga rilasciata soltanto se si consegna un documento. L’altro pomeriggio la regola non è piaciuta ad un cittadino straniero che ha iniziato ad insultare una delle dipendenti in maniera sempre più violenta fino a sputarle addosso. L’uomo ha inveito anche contro l’altro personale intervenuto per calmarlo e si è rifiutato di uscire fino a quando non è stata chiamata la polizia. A quel punto è bastata la minaccia dell’arrivo delle forze dell’ordine per generare un fuggi-fuggi e un ritorno alla quiete. La presenza, anche saltuaria di uomini in divisa, sottolinea qualche utente della biblioteca, potrebbe servirebbe da deterrente per mantenere lontani violenti e malintenzionati, garantendo sicurezza a frequentatori e personale. 













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