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Addio a Nico Mercuri, anima di piazza Erbe 

Il lutto. Aveva 62 anni, per una vita ha venduto frutta e verdura nella sua bancarella in centro. Era un’icona del Milan club bolzanino. Gli amici: «Un vulcano, sempre disponibile con tutti»


Aliosha Bona


BOLZANO. Una vita passata dietro la storica bancarella di piazza Erbe. Con due passioni inesauribili: il Milan e la Gold Wing, una moto di oltre 400 chili che solo lui sapeva gestire come uno scooter. Bolzano è in lutto per la scomparsa di Nico Mercuri, 62 anni. In 30 giorni la malattia se l’è portato via. Lascia la moglie e due figlie. 

Sono centinaia i messaggi di cordoglio che sui social o direttamente alla famiglia stanno arrivando da amici e conoscenti. Mercuri era considerato un’istituzione, sin dagli anni ’70, quando insieme alla moglie Ilse prese in gestione il banco 4 di piazza Erbe: sveglia all’alba, ogni giorno, per 35 anni. Una scelta nata per caso, dopo il mancato salto da operaio a meccanico. Puntò tutto sulla vendita di frutta e verdura, tanto da «accumulare un sacco di debiti». Lo confessò in un’intervista al nostro quotidiano di dodici anni fa, quando l’attività chiuse i battenti. Troppo alte le spese. 

Negli anni successivi si dedicò al bar Orazio, prima di aprirne un altro a Chiusa. Da qualche mese, invece, stava aiutando il cognato in un’azienda di autoricambi. «Era l’ultimo arrivato, ma il più benvoluto», racconta Antonio Vistocco, suo amico fraterno. 

«Come lo definisco? Un vulcano. È la parola migliore. Era impossibile non farci caso. Non perché fosse vanitoso, anzi. Aiutava tutti, anche quando non poteva», si commuove Vistocco. 

Il cuore rossonero

La bancarella in centro l’aveva ribattezzata "Boutique rossonera". Il chiaro riferimento è al suo Milan, squadra per cui ha percorso decine di migliaia di chilometri, in trasferta e a Milanello, il quartier generale della società, dove era uno di casa. Le foto con i grandi campioni e non solo: portava gli amici a seguire gli allenamenti e organizzava le trasferte per i tifosi locali del “Diavolo”. Ha gestito il Milan club di Bolzano. Poi ne è diventato il delegato regionale. Ma senza distinzioni di tifo: «Era a favore dell’inclusione. Tanto da chiamare anche i tifosi delle altre squadre. Ha fatto dei valori sportivi uno dei suoi maggiori e più significativi tratti.

E poi era uno stacanovista: in piena notte tornava da una lunga trasferta e due ore dopo era già al lavoro», assicura Luca Sgarbi, amico di vecchia data. Tra le tante passioni, anche la sua amata Gold Wing. «Quante prese in giro...», ricorda con malinconia Marco Moretti del bar Carpe Diem, «Gli dicevamo: “se tratti la moto come tratti tua moglie, allora ti amerà per sempre”. In sella era uno spettacolo». 

I funerali di Nico Mercuri si terranno martedì 30 maggio alle ore 14.30 alla chiesa dei Domenicani. 













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