il caso

Alperia, software da 60 milioni. Esposto alla Corte dei conti 

Gestione dei dati. Maxi finanziamento per l’informatizzazione, ma dal 2024 il sistema in uso sarà dismesso La società sta verificando con gli avvocati eventuali responsabilità. Köllensperger: «Serve chiarezza su quel progetto»


Sara Martinello


BOLZANO. Alperia avrebbe speso 60 milioni di euro per un sistema informatico che nel 2024 sarà dismesso. Il motivo: il software sarebbe inadatto alle esigenze dell’azienda. Paul Köllensperger (TeamK) tiene d’occhio la situazione da anni. Non avendo ottenuto risposte precise alle sue interrogazioni, ora ha optato per un esposto alla Corte dei conti. È pronto, verrà depositato nei prossimi giorni.

Così il consigliere provinciale: «Il progetto di informatizzazione con la piattaforma Sap è da buttare. Lo ha portato Accenture, società di consulenza internazionale. Almeno 60 milioni di euro sono andati in fumo, fondi che altrimenti sarebbero finiti nelle casse pubbliche. Qualcuno se ne dovrà assumere le responsabilità, soprattutto se, come temo, nel contratto di fornitura non risultassero penali a carico del fornitore. Se non a me, ora dovrà spiegarlo alla procura contabile».

Il progetto di informatizzazione

Con 60 milioni di euro, ci si possono ristrutturare scuole. Si può finanziare la sanità pubblica, i contratti collettivi, si possono adeguare infrastrutture al cambiamento climatico. Köllensperger ci costruirebbe «qualche centinaio di appartamenti per Bolzano».

Sessanta milioni di euro è quanto avrebbe speso Alperia per un sistema IT che avrebbe dovuto supportare il progetto di digitalizzazione dell’azienda. «Parte della somma sarebbe stata pagata per la manutenzione del software, quando già era chiaro che ormai il progetto era fallito», prosegue il consigliere. Secondo quanto afferma un documento firmato dall’assessore uscente Giuliano Vettorato, il sistema sarà abbandonato nel 2024. La firma del contratto con Accenture risale al 2019.

L’incarico di Accenture

Una prima interrogazione sul tema, il TeamK l’aveva presentata nel dicembre di quell’anno. Il testo riportava la notizia di un budget di 17 milioni di euro che Alperia avrebbe destinato alla digitalizzazione. Responsabile della divisione digitale dell’azienda era al tempo Luca Ceriani, non più in Alperia dallo scorso 6 ottobre, come riferisce al settimanale FF Luis Amort, membro del Consiglio di gestione e direttore generale di Alperia dal luglio del 2022.

Sottolineando passate consulenze di Ceriani per Accenture e Sap, il TeamK voleva sapere quali incarichi fossero stati appaltati dal 2016 al 2019 ad Accenture, se ve ne fossero altri in atto o pianificati e se fosse in programma l’uso del software Sap (lo è: sia il programma Sap-Is-U, sia il software Salesforce). La risposta era firmata da Vettorato: «In tutto, nel 2018 e nel 2019 sono stati pagati 2,32 milioni di euro per prestazioni in ambito IT. Per ora non sono in programma altri incarichi. Alperia lavora con Sap fin dalla fondazione, ed è previsto un aggiornamento del software, insieme al consolidamento e all’armonizzazione dei sistemi Sap già in uso. Anche questo è compreso nell’incarico affidato ad Accenture».

«Soldi buttati alle ortiche»

Lo scorso 5 settembre, ecco una nuova interrogazione. Il titolo è di quelli forti: «Sistema IT di Alperia: 100 milioni di euro buttati alle ortiche?». Il testo non è da meno. «Il successo di Alperia significa fondi nel bilancio provinciale e dividendi», scrive Köllensperger, «Dopo alcuni acquisti discutibili, ora Alperia con il suo sistema IT ha preparato la propria implosione».

La risposta di Vettorato (non rieletto) è arrivata tre giorni dopo le provinciali. Mette tutte assieme le 14 domande di Köllensperger. Ad alcune, sui costi del software, oppone le clausole di riservatezza su «informazioni sensibili». Lo stesso vale per l’importo del recente contratto con il fornitore vincitore del nuovo appalto, Terranova, che sostituirà Accenture.

Ma Köllensperger, che prima di essere eletto in Consiglio nel 2018 era imprenditore nel settore IT, non è convinto nemmeno di Terranova. «È un software nato per la distribuzione, non per la commercializzazione», spiega, «Mi chiedo se sia adatto al Gruppo Alperia. Il rischio è di andare incontro a nuove difficoltà, anche grosse. L’azienda rischia una crisi di liquidità se il sistema di fatturazione si dovesse inceppare. Una volta la piattaforma IT funzionava bene, in collaborazione con aziende locali. Ma poi si è cercato per forza il partner internazionale: così lo voleva il bando dal quale Accenture è uscita vincente».

Gli avvocati al lavoro

Ieri Amort non risultava raggiungibile. Nei giorni scorsi, confermava ad Ff la somma di «circa 60 milioni di euro» e illustrava la strategia aziendale di espansione oltre regione, raggiungendo il milione di clienti. Sap-Is-U e Salesforce sarebbero inadeguati a raggiungere questi obiettivi. Terranova avrebbe anche costi più contenuti, avendo vinto al ribasso una gara da 800mila euro.

E i 60 milioni? Amort: «Gli avvocati stanno verificando se vi sia una responsabilità di Accenture e se i contratti prevedano penali».













Altre notizie

Attualità