l'accordo

Aree militari, oggi il ministro Guerini a Bolzano. Dopo 50 anni svolta sulla casetta dell’aeronautica 

Nuove aree dismesse dallo Stato alla Provincia. In via Novacella il passaggio sarà perfezionato nel giro di qualche mese: il Comune vorrebbe metterci le biblioteche di via Rovigo e via Roen



BOLZANO. Una firma in un placido lunedì di giugno per dare una svolta a cinquant’anni di pie illusioni. Oggi (20 giugno) infatti il ministro della difesa Lorenzo Guerini sarà a palazzo Widmann per mettere il sigillo romano sull’accordo che ne modifica altri, precedenti, aggiungendo nove aree dismesse a quelle che lo Stato cede alla Provincia. Tra queste c’è la casetta dell’aeronautica tra via Novacella e via Taramelli. Sono solo cinquant’anni che il Comune progetta di metterci le mani.

Il tempo di fare le dovute stime e il municipio avanzerà la propria proposta. Vista la scarsa disponibilità del patrimonio comunale, però, difficilmente la Provincia ne sarà lusingata.

Al centro dell’accordo, la caserma Rossi di Merano, parti della caserma Enrico Federico e Villa Igea a Brunico, un piccolo edificio residenziale nell’area della caserma Reatto e la sede del comando compagnia dei carabinieri di Bressanone, un edificio residenziale a Colle Isarco, la vecchia piazza d’armi di Campo di Trens, una casa nell’ex campo sportivo militare di Varna, due unità abitative e alcuni depositi a Laives.

Infine, eccola: la casetta dell’aeronautica di via Novacella. «Su questa siamo a buon punto – spiega Eros Magnago, segretario generale della Provincia – perché ci sono già i valori di stima. Il passaggio effettivo sarà successivo a questa fissazione del valore, dovrebbe essere perfezionato nei prossimi mesi. Quindi la Provincia deciderà che farne».

Che cosa farne, il Comune lo saprebbe già. Il sindaco Renzo Caramaschi ha la risposta pronta: «Una biblioteca di quartiere unificando quella di via Roen e quella nello scantinato delle scuole di via Rovigo, con il giardino aperto alla cittadinanza durante il giorno e chiuso la sera». Nell’attesa, il sindaco non ha che da sperare che si creino le condizioni giuste. «Innanzitutto: la Provincia la cederebbe al Comune a titolo gratuito o a titolo oneroso? Poi bisognerà fare la stima, la variazione di bilancio...».

Il margine per una permuta è limitato, forse inesistente: Caramaschi ricorda che l’unico spazio disponibile è tra via Bari e via Alessandria, «ma lo useremo per fare la scuola elementare e media bilingue». E bisogna pazientare anche per quella. Servono la progettazione esecutiva, l’appalto (22 milioni di euro), l’affidamento dei lavori. Sempre sperando che il costo delle materie prime non lieviti ulteriormente. S.M.

















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