Bolzano, servono 4 mila alloggi. Confindustria: «Case nel verde oltre via Resia e Laives»
Le proposte, presentate al Comune, per rispondere alla carenza di aree per le case e le aziende. Niente case in Zona per evitare il processo di deindustrializzazione. Servono aree per le aziende a costi accessibili
BOLZANO. Un trend in continua crescita. Negli ultimi 20 anni Bolzano ha superato la soglia dei 106 mila abitanti; ci sono oltre 7 mila famiglie in più; sono stati realizzati 4.600 alloggi; gli occupati sono 67 mila, circa 12 mila in più negli ultimi 10 anni. A trainare la crescita hanno contribuito, in maniera importante, anche le imprese. Ma ora l'ulteriore sviluppo del capoluogo rischia di essere frenato dalla mancanza di alloggi e di aree per le aziende. Per scongiurare questo pericolo Confindustria Alto Adige ha presentato "Una nuova agenda per la città": uno studio commissionato all'urbanista Francesco Sbetti.
Il documento - illustrato dallo stesso urbanista assieme a Vinicio Biasi, vice-presidente di Confindustria e rappresentante del Comprensorio Bolzano; Andreas Koler, vice rappresentante del Comprensorio e dal direttore Mirco Marchiodi - contiene una serie di proposte. Nei giorni scorsi era stato presentato al sindaco Claudio Corrarati e al vice Stephan Konder.
Servono fino a 4 mila alloggi. In base alle stime fatte da Sbetti si calcola che, per i prossimi anni, serviranno tra i 3.200 e 4.000 alloggi. Il primo obiettivo - hanno spiegato Biasi e Koler - è recuperare gli edifici pubblici e privati dismessi, oltre ad utilizzare le aree delle caserme, ma bisogna andare ad edificare anche nel verde. Tema delicatissimo questo. Però in ballo c'è lo sviluppo della città che viene definita "Area vasta". E allora si dovranno sacrificare i meleti.
Lo studio individua le nuove aree di espansione oltre via Resia, lungo via Castel Firmiano, verso Laives e nell'area occupata dal MeBo Center a Ponte Adige. Per quanto riguarda l'areale ferroviario, di cui si parla da anni, i rappresentanti di Confindustria propongono di cambiare strategia, abbandonando l'ipotesi di un mega intervento unitario a favore di un'operazione per lotti che consentirebbe di partire con il recupero, almeno parziale dei 40 ettari, senza aspettare lo spostamento della stazione. Per recuperare cubatura senza consumare altro terreno c'è anche l'ipotesi di costruire in altezza. Nei programmi della Bolzano di domani si propone, tra le altre cose, di inserire alloggi più piccoli per famiglie con dimensioni sempre più mignon; riservare appartamenti Ipes agli under 35 con contratti di locazione a canone sostenibile; attivare un'agenzia per l'affitto tramite una convenzione tra Comune e agenzie immobiliari.
Niente case in Zona. Dove assolutamente non si deve andare a costruire è in zona produttiva, perché significherebbe sottrarre aree alle imprese che già fanno fatica a trovarne. Unica eccezione: le foresterie per i collaboratori delle aziende. Biasi e Koler hanno ribadito il no anche al progetto di edificazione di un'area dismessa da anni vicino a ponte Roma, dove c'è già il progetto per realizzare il Nuovo quartiere ponte Roma. «La convivenza tra case e fabbriche - ha detto Biasi - è impossibile. Sarebbe il primo passo verso la deindustrializzazione». Gli industriali chiedono invece di mettere a disposizione nuovi terreni per lo sviluppo delle aziende esistenti e per consentire l'arrivo di nuove. A prezzi accessibili però. Le pochissime aree che ci sono hanno costi insostenibili: si parlata di 7-800 euro al metro quadrato contro gli 80-90 del Veneto.
Mobilità. La mobilità è uno dei talloni d'Achille del capoluogo con cui i bolzanini e le aziende devono fare i conti tutti i giorni. Gli industriali chiedono a Comune e Provincia chiarezza e tempi certi sulla realizzazione dell'Agenda Bolzano che contiene una serie di grandi opere stradali in ritardo di anni. Il primo a partire sarà il cantiere in via Einstein nei prossimi giorni. Per ridurre il traffico privato l'indicazione è di puntare sul trasporto pubblico. La zona produttiva invece potrebbe diventare un laboratorio per sperimentare nuove forme di mobilità - tram, funivie urbane, attraversamenti fluviali - che colleghino meglio Bolzano sud al resto della città. Per ora un sogno.