Candidato sindaco a Bolzano, si spacca il “campo largo” del centrosinistra
Ancora una fumata nera in vista delle elezioni del 4 maggio: il Team K non accetta le regole e insiste su Faustini. Il Pd insiste su Andriollo
BOLZANO. Ennesima riunione dello schieramento di centrosinistra ieri sera (domenica 16 febbraio) ed ancora una fumata nera: non si riesce a trovare l'accordo sul candidato sindaco. Il Pd insiste sul suo assessore Juri Andriollo; il Team K vuole assolutamente il giornalista Alberto Faustini. Salta molto probabilmente il campo largo fortemente voluto dal segretario del Pd Carlo Bettio che, sull'esempio di quanto avviene a livello nazionale, doveva tenere assieme Pd, Verdi-Sinistra, M5S, Lista Caramaschi, Socialisti, Restart, Rifondazione e Team K, per cercare di vincere la sfida con Claudio Corrarati.
Il candidato dello schieramento del centrodestra che ha fatto la prima uscita ufficiale l'8 febbraio alla convention di FdI e verrà presentato ufficialmente oggi dai quattro partner di coalizione (FdI, Lega, FI, Lista Zanin).
Paul Köllensperger, leader del Team K, durante la riunione di ieri, ha comunicato che il partito si riunirà questa sera, per prendere una decisione, ovvero scegliere se rimanere dentro o uscire dalla coalizione. La volontà di sfilarsi in realtà è nell'aria da tempo; il Team K sta tenendo in ballo da giorni l'intero schieramento. Forte l'irritazione da parte del Pd che avrebbe voluto chiudere una partita - sempre più difficile da capire per chi segue dall'esterno - arrivando a scegliere uno dei quattro candidati in corsa: oltre ad Andriollo e Faustini, l'assessora verde Chiara Rabini, Renato Sette di Restart. Ieri sera erano convocati i segretari dei partiti che sostengono la coalizione. All'ordine del giorno la sottoscrizione del programma e della clausola che prevede che per votare per il candidato sindaco ci si impegna a restare all'interno dello schieramento a prescindere da chi verrà scelto. Com'era prevedibile Köllensperger ha spiegato che la posizione del suo partito è quella di tenersi le mani libere ed ha preso tempo: l'ultima parola spetta ora al partito.Un'eventuale uscita dalla coalizione viene vista più che positivamente dal sindaco uscente Renzo Caramaschi, da sempre contrario alla "fusione a freddo" con il Team K, all'opposizione in Comune: «Il responsabile di questa situazione, che diventa ogni giorno più assurda, è il segretario del Pd Bettio che vuole imporre anche qui le larghe intese. Lo avevo detto già due mesi fa che bisognava evitare di allargare al Team K. In ballo c'è il futuro di questa città, adesso auspico un po' di serietà da tutte le parti». In fondo - se come appare ormai inevitabile - il Team K uscirà dalla coalizione, nessuno si strapperà le vesti. A partire dal Pd. Perché a quel punto il candidato sindaco del centrosinistra, salvo sorprese, sarebbe l'assessore Andriollo. Non solo. Anche guardando in prospettiva, ovvero al secondo turno, senza il partito di Köllensperger, la Svp potrebbe più facilmente appoggiare il candidato del centrosinistra.
È molto probabile che alla fine il Team K correrà da solo con un proprio candidato sindaco. Scelta questa che potrebbe creare qualche problema ai Verdi, visto che il bacino elettorale da dove attingono i voti è molto simile. Tutto dunque è rinviato a questa sera e a domani quando è in programma una nuova riunione di tutta coalizione. Sarà fumata bianca? Difficile prevederlo. Se il Team K si sfila, spiana la strada ad Andriollo; se rimane e sottoscrive le regole d'ingaggio, bisognerà stabilire quanto "pesa" ciascun partito nella votazione per la scelta del candidato sindaco. La base di partenza dovrebbero essere i risultati delle elezioni comunali del 2020 con qualche correttivo e un quoziente stabilito per i partiti che non hanno rappresentanti in consiglio comunale.Facile prevedere che anche la "pesatura" sarà motivo di ulteriori tensioni. Sulla carta i numeri al momento giocano a favore di Andriollo che può contare sul 12,6% del Pd, cui si aggiunge il 7,6 della Lista Caramaschi; poi ci sono la Sinistra e Restart che però non sono in consiglio e quindi bisognerà vedere quanto "peseranno". Gli sponsor di Faustini sommano il 9,2% dei Verdi, più il 4,1% il Team K, se non esce prima; si aggiungono i Socialisti, M5S e Rifondazione che sono fuori dal consiglio comunale.