pubblica amministrazione

Case di riposo, nuove tariffe Il Comune contro la Provincia 

L’assessore Andriollo: «Il tetto delle rette fissato a 77 euro al giorno è troppo alto». in consiglio discussione sul bilancio - ammonta a 285 milioni - saltata per problemi all’impianto di videoconferenza  



BOLZANO. «Il rischio è che ci saranno figli che non riusciranno più a pagare la retta in casa di riposo per i genitori e alla fine dovremmo accollarcela noi, come Comune. La Provincia ha concesso di aumentare le tariffe e questo - a partire dall’inizio del 2025 - rappresenterà un problema per più d’uno». Il tema è stato portato all’attenzione della giunta comunale che, su proposta dell’assessore Juri Andriollo, ha sottoscritto una lettera da inviare alla giunta provinciale, per chiedere un incontro in cui discutere con il presidente della Provincia Arno Kompatscher e l’assessora Rosmarie Pamer del tema dell’omogeneizzazione delle rette-tariffe base delle residenze per anziani per gli anni 2025 e 2026.

Le nuove tariffe

La premessa è che la Provincia ha stabilito che a partire da gennaio le case di riposo possono aumentare la tariffa fino ad un massimo giornaliero di 77 euro; nel 2026 si potrà arrivare addirittura a 82 euro. Il Comune ha deciso di introdurre solo l’adeguamento all’indice Istat (1,5%): stanza singola 64,91 euro e stanza doppia 61,66 euro. Si tratta rispettivamente di un aumento di 96 centesimi per la singola e 91 per la stanza a più letti. Ma due strutture private convenzionate hanno già comunicato al Comune, che non può che prenderne atto, che applicheranno - come previsto dalla Provincia - la tariffa massima di 77 euro. «Il risultato è che - spiega Andriollo - a fronte di una graduatoria unica, basata sul bisogno dove quindi l’ospite non sceglie ma tutto dipende dalla disponibilità delle strutture - avremo chi entrerà nelle nostre quattro case gestite da Assb e pagherà una certa retta; chi invece andrà in quelle che da gennaio applicano le nuove tariffe e arriverà a pagare anche 16 euro in più al giorno. È vero che c’è un aumento dei costi del personale, ma non si può accollare tutto ai cittadini».

Ricordiamo che l’importo da pagare viene calcolato in base al reddito e al patrimonio della persona che entra in struttura, del coniuge e dei figli. Per chi non ce la fa, deve provvedere il Comune.

Il bilancio

Intanto ieri sera, in consiglio comunale, è saltata la prima seduta dedicata al bilancio di previsione 2025-2027, per problemi al sistema di videoconferenza utilizzato da diversi consiglieri. Si dovrebbe partire oggi.

Il bilancio complessivo, al netto delle partite di giro, ammonta a 285 milioni di euro (265 il valore iniziale nel 2024); di cui 232 milioni (223 milioni nel 2024) destinati alle spese correnti; 52 milioni e 116 mila gli investimenti (52 milioni e 405 mila lo scorso anno).

«Un bilancio - ha detto il sindaco Renzo Caramaschi - di tutto rispetto; in leggero aumento rispetto a quest’anno. La parte degli investimenti è ancora cospicua (52 milioni di previsione) tenendo presente che, a fronte di un avanzo stimato di circa 38 milioni, a metà del 2025, una volta approvato il conto consuntivo, il nuovo sindaco, potrà integrare gli investimenti per un importo complessivo sui 90 milioni di euro. Bolzano in rapporto alla popolazione residente ha l’indice di investimenti più alto d’Italia».

Le entrate

Per la parte corrente del bilancio, le entrate ammontano a 232,5 milioni, di cui 128,8 milioni derivano da trasferimenti; 52,4 da entrate extra tributarie e 51,3 da tributi. Per quanto riguarda questi ultimi, 49 milioni derivano dal gettito Imi sulla seconda casa (la prima è esente).

Per quanto riguarda le entrate extra tributarie, derivano per la maggior parte dalla gestione dei beni (16,2 milioni di euro), ossia canoni alloggi sociali (1,6), parcheggi (1,5), patrimonio immobiliare (3,9), reti gas (1,0), concessioni cimitero (1,0), Cosap (1,7), canone pubblicità e affissioni (1,5); 6,3 da sanzioni per violazioni del codice stradale; 7,5 milioni da vendita beni (7 dalle farmacie); 8,6 milioni da proventi servizi: rette scuole materne (1,6), refezioni (1,9), piscine (1), servizi cimiteriali (1,8). Dai dividendi il Comune incassa complessivamente 7,9 milioni (Alperia 6,5 e A22 1,4). «Entro la fine dell’anno - ha detto Caramaschi - dovrebbe essere pubblicato il bando per l’assegnazione della concessione dell’autostrada del Brennero. Indipendentemente da chi vincerà la gara, in base a quanto previsto dagli accordi, per i prossimi cinque anni il Comune dovrà rinunciare ai dividendi che serviranno per gli investimenti».

Le spese per il sociale

La maggior parte delle spese correnti riguarda il sociale (97 milioni), quindi servizi istituzionali (45), istruzione (19), sviluppo economico (11) e cultura (12). Per quanto riguarda le spese d’investimento ai 52 milioni previsti, si aggiungono 128 milioni di opere vincolate, ossia opere che non figurano in bilancio, ma già vincolate formalmente. Tra queste, la ristrutturazione della scuola von Aufschnaiter (42,484 milioni di Euro) e della casa di riposo Don Bosco (12,250 milioni), la realizzazione della seconda pista ghiaccio alla Sparkasse Arena (9,9 milioni), opere strategiche per la viabilità in zona industriale (9,7 milioni), lotto svincoli via Innsbruck (strada arginale 9,1 milioni di Euro). A.M.

 













Altre notizie

Attualità