Commercialista sotto indagine 

L’inchiesta. Si tratta di un professionista bolzanino coinvolto come consulente in una bancarotta. Anche i consigli tecnici forniti ad un cliente possono far scattare accuse di concorso nel reato. Il tribunale ha disposto una perizia

Bolzano. È stato iscritto sul registro degli indagati anche il commercialista bolzanino coinvolto nell’inchiesta curata dalla Guardia di Finanza a carico di Valentino Lazzeri, l’imprenditore altoatesino attivo nel settore della florovivaistica, arrestato un anno fa poco prima di Natale mentre stava salendo su un aereo che da Milano Malpensa lo avrebbe trasportato in Brasile ove vivono i parenti più stretti. Per mesi e mesi gli inquirenti hanno tenuto in una sorta di limbo il professionista nonché consulente. Ora gli inquirenti hanno rotto gli indugi e hanno messo sotto inchiesta anche il commercialista che avrebbe consigliato Valentino Lazzeri in alcune operazioni finanziarie prime del crac da 20 milioni euro. Come si ricorderà nel dicembre dello scorso anno l’imprenditore venne fermato mentre si apprestava a tornare in Brasile. La difesa ha sempre sostenuto che l’uomo non si apprestava a fuggire dall’Italia ma che sarebbe rientrato nel nostro Paese dopo le festività natalizie che intendeva trascorrere con i parenti in Brasile.

Il giorno del fermo, però, Valentino Lazzeri finì in carcere a Busto Arsizio in custodia cautelare. La società coinvolta nella vicenda (con sede a Sinigo) era tra le più attive a livello nazionale.

Dopo mesi di accertamenti il commercialista è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di aver collaborato, in qualità di concorrente esterno, per una serie di reati di natura fiscale e fallimentare contestati al responsabile della società. L’attività illegittima sarebbe stata collegata direttamente alla bancarotta per distrazione avendo costituito - secondo l’accusa - una nuova società libera da debiti con le banca e con i fornitori, trasferendo tutti gli asset aziendali e cioè beni materiali come terreni, immobili e piantagioni. Nel corso dell’inchiesta era stata contestata anche la cosiddetta bancarotta preferenziale avendo dato la preferenza al pagamento di alcuni fornitori per evitare di avere problemi di fornitura della merce necessaria per proseguire la produzione. In tutto questo contesto il commercialista dell’azienda altoatesina avrebbe avuto un ruolo importante. Di qui la decisione di inserirlo nell’elenco degli indagati pur non essendo coinvolto con un ruolo di «amministratore di fatto».

In questo caso, infatti, il commercialista (difeso dall’avvocato Federico Fava) è accusato di aver consigliato i responsabili aziendali di effettuare determinate operazioni.

Dalle indagini, imperniate sulla figura dell’imprenditore, sarebbe emerso come l’attività svolta dall’azienda fallita fosse regolarmente proseguita sotto la sua direzione (almeno nella prima fase) attraverso una nuova società (la Lazzeri Soc. Agricola a r.l.), avviata alcuni anni prima del 2017.

Nel corso dell’ultima udienza il tribunale ha affidato una perizia contabile e gestionale sull’azienda fallita affidandola all’ingegner Nicola Chemello che dovrà analizzare tutto il materiale contabile contenuto nei computer sequestrati aziendali sequestrati dagli inquirenti.

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