Contagi nei reparti, allarme dei medici 

Il S. Maurizio. L’Anaao chiede alla direzione un chiarimento dopo il caso di Medicina con 35 pazienti e 23 sanitari positivi da metà ottobre Il segretario Bonsante: «Camere con più letti e bagni nel corridoio, serve una soluzione». Il direttore medico Girardi: «Facciamo l’impossibile»

Bolzano. Al San Maurizio quello di Medicina è un reparto «Covid free». I tamponi effettuati sui pazienti in ingresso e sul personale dovrebbero garantire una barriera al contagio. Ma così non è. Da settimane il reparto è alle prese con numerosi contagi, tra l’angoscia delle famiglie e del personale stesso. Come riferito ieri, da metà ottobre Medicina ha accolto 220 pazienti: 35 di questi si sono positivizzati. Si sono ammalati anche 4 medici e 19 tra infermieri e operatori sociosanitari. Il bollettino di ieri segnala 437 nuovi casi positivi in Alto Adige, più 34 individuati attraverso i test antigenici. Altre sette sono le persone morte.

Sulla situazione dei contagi all’interno di Medicina, attualmente il caso più grave segnalato al San Maurizio, l’Anaao chiederà un chiarimento alla direzione aziendale, fa sapere il segretario Edoardo Bonsante: «Siamo tutti consapevoli degli enormi sforzi organizzativi che comporta la pandemia, ma i casi di contagio a Medicina ci preoccupano, sia per i pazienti che per i colleghi medici, infermieri e Oss». Secondo Bonsante, nella vicenda del reparto di Medicina si intrecciano più criticità: «Le camere sono generalmente a quattro letti, i bagni sono in comune. In più, trattandosi di un reparto “covid free”, non sono state allestite aree “filtro” davanti alle camere in cui il personale possa spogliarsi, togliendosi i dispositivi di sicurezza. Se entra in reparto una persona nella fase dell’incubazione, non intercettata dai tamponi, nel giro di pochi giorni può provocare numerosi contagi». L’Anaao chiederà chiarimenti alla direzione del San Maurizio. «Il sesto piano è chiuso», ricorda Bonsante, «Potrebbe essere utilizzato per garantire stanze singole. Probabilmente ci verrà detto che non è possibile per carenza di personale. Ma qualcosa va fatto». Flavio Girardi (direttore medico) conferma i contagi a Medicina: «Stiamo studiando il caso. Non sono numeri eccessivi e vanno calati in una situazione di assoluta complessità. I sanitari possono contagiarsi all’esterno, il tasso di positività è in linea con il dato provinciale». E i pazienti? «Le procedure adottate sono scrupolose, a partire dal filtro nel pre-triage. Stiamo cercando di capire quanti pazienti siano entrati durante la fase di incubazione del virus. Nei reparti non Covid sono ammesse le visite, anche se ridimensionate. Viene provata la febbre ai visitatori, ma possono esserci asintomatici o persone in fase di incubazione».

Contagi alla Santa Maria

Anche la clinica Santa Maria deve risolvere un problema di contagi. Dopo la scoperta di alcuni collaboratori positivi, la clinica ha deciso di ridurre per due settimane le attività ambulatoriali, limitando l'accesso di pazienti esterni che si recano in clinica per visite ed esami. L'obiettivo spiega il direttore sanitario Peter Mazzurana (intervistato dalla Rai) è tutelare da eventuali contagi i 40 ospiti della casa di riposo interna, i nove pazienti ricoverati e tutto il personale, che - oltre ad avere partecipato allo screening di massa - viene testato ogni tre giorni.

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