Corrarati chiede le dimissioni di Salvadori: «Si è preso qualche giorno per decidere»
Il sindaco ha incontrato il consigliere di FdI autore del post con citazione di Goebbels: «E’ provato ma consapevole della gravità delle sue parole». L'Anpi annuncia un esposto: "Superato il limite della libera opinione politica"
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IL CASO Il post omofobo e le reazioni politiche
IL POST La frase dell'ideologo postata con una bandiera arcobaleno
BOLZANO. "Ho trovato una persona provata. Come sindaco gli ho chiesto le dimissioni da consigliere comunale. Ovviamente sta vivendo un momento di grande emozione. Ho recepito nelle parole del consigliere responsabilità e maturità. Si è preso qualche giorno per prendere le giuste e adeguate posizioni. E' consapevole della gravità del post e delle sue conseguenze. E' anche consapevole di quello che può aver creato all'interno dell'aula consiliare e nella intera città". Lo ha detto il sindaco di Bolzano Claudio Corrarati dopo un incontro questa mattina (23 giugno) con il consigliere comunale di Fdi Diego Salvadori dopo il suo post contro la bandiera arcobaleno con una citazione di Goebbels.
Per quanto riguarda invece il Pride in programma questo fine settimana a Bolzano il sindaco ha auspicato che sia "una giornata di festa e di inclusione", superando le polemiche dei giorni scorsi.
Intanto l'Anpi Alto Adige annuncia che presenterà un esposto alla magistratura sul 'caso Salvadori': "La mancanza di vere scuse e le deboli reazioni, puramente di facciata, da parte di molti esponenti politici e rappresentanti istituzionali, anche se, accompagnate dalle opportune e necessarie dimissioni dalla cariche politiche e istituzionali, fino ad ora ricoperte dall'autore del post con la citazione del braccio destro di Hitler, rischiano di far passare la cosa come un semplice incidente di percorso dovuto ad una intemperanza personale, o a un semplice problema di opportunità nella scelta di una citazione", scrive l'associazione partigiani.
"Si tende così ad oscurare il senso vero delle parole del Consigliere Comunale di Fratelli d'Italia. La citazione di Goebbels, infatti, grave in sé, era apertamente finalizzata a paragonare l'esposizione delle bandiere arcobaleno negli edifici pubblici, il Pride Month e il Pride del 28 giugno, alle imposizioni dei simboli del regime durante il nazismo. Le vittime delle discriminazioni, cioè, le persone della Comunità Lgbtqia+ sarebbero in qualche modo i moderni "carnefici" secondo una inversione orwelliana dei concetti tanto cara alla destra radicale europea e attuata poi, concretamente, in diversi paesi con norme di legge persecutorie e discriminatorie", prosegue la nota. "Del resto il famigerato post era solo il culmine di una serie di prese di posizione estremiste da parte del Consigliere in questione, ma anche di altri esponenti politici e rappresentanti istituzionali. Si è largamente superato, a nostro parere, il limite della libera opinione politica e della legittima critica e si è, invece, entrati apertamente, nella tipologia dei reati di cui si occupano la legge Mancino e altre norme tra cui l'art. 604 bis del Codice Penale", ribadisce Anpi Alto Adige.