Due donne nella casa di Benno dopo la scomparsa dei genitori

Bolzano. Nel periodo della scomparsa dei genitori di Benno (il 4 gennaio scorso) il presunto assassino aveva in corso due relazioni sentimentali contemporanee. Le due donne non erano a conoscenza l’un...

Bolzano. Nel periodo della scomparsa dei genitori di Benno (il 4 gennaio scorso) il presunto assassino aveva in corso due relazioni sentimentali contemporanee. Le due donne non erano a conoscenza l’una dell’altra. Per Benno sapere di piacere era la vita. Il giovane si è sempre dimostrato molto attento al proprio aspetto estetico e fisico dunque sarebbe stato orgoglioso di avere due relazioni in corso, la prima con un’insegnante di 20 anni, la seconda con Martina, una commessa bolzanina di 40 anni che abitava ad Ora, con la quale Benno trascorse la notte del 4 gennaio. Quando la vicenda dei genitori scomparsi venne a galla con i primi pesanti sospetti su Benno le due donne vollero conoscersi. Scoprirono così di essere state contattate entrambe attraverso un sito di relazioni personali. Ora la posizione delle due donne è diversa sotto il profilo processuale. Martina è ancora iscritta sul registro degli indagati con l’ipotesi di accusa di favoreggiamento per non aver consegnato tempestivamente i vestiti che Benno le diede da lavare la sera del dramma. L’insegnante invece non è indagata ma la sua posizione è stata più volte all’attenzione degli inquirenti in quanto si trovava in compagnia di Benno quando quest’ultimo venne fermato dai carabinieri dopo aver acquistato una tanica di 5 litri di acqua ossigenata per pulire l’interno della Volvo con cui - secondo l’accusa - vennero trasportati i cadaveri dei due genitori Peter e Laura al ponte di Vadena. Entrambe le donne hanno poi fatto visita a Benno nell’appartamento di via Castel Roncolo anche dopo la scomparsa dei due genitori. Un particolare, questo, che la commessa avrebbe tenuto riservato per diversi giorni per poi riferirlo ad un conoscente che l’avrebbe segnalato agli inquirenti. Di qui la decisione della commessa di chiedere, tramite il proprio legale, di essere risentita dai pubblici ministeri per un chiarimento definitivo dei fatti.

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