Il caso

Folla in montagna d’estate, Soccorso Alpino in allerta 

Sicurezza in quota, nelle 22 stazioni altoatesine circa 700 specialisti operativi 24 ore su 24. Il presidente Giorgio Gajer: «Addestramento senza soste e ora c’è anche un depliant con i consigli utili»



BOLZANO. C’è tanta voglia di natura, di montagna, di passeggiate e di escursioni. Le prenotazioni nelle strutture turistiche e le previsioni degli esperti dicono che, nelle prossime settimane, le nostre montagne saranno prese d’assalto dai turisti ancora più dell’anno scorso, in un’ estate da record.

Proprio per questo, per garantire la sicurezza di chi - troppo spesso poco preparato e poco attrezzato – si avventura su sentieri e pareti, gli specialisti del Soccorso Alpino dell’Alto Adige stanno facendo gli straordinari - loro che non hanno smesso di addestrarsi nemmeno durante i lunghi mesi della pandemia – per farsi trovare pronti a qualsiasi tipo di intervento, in qualsiasi condizione meteo e in qualsiasi situazione.

«Da una parte – commenta Giorgio Gajer, che del Soccorso Alpino dell’Alto Adige è il presidente –, è un segnale positivo per il turismo, ma è inutile nascondere che c’è preoccupazione per un possibile aumento degli incidenti che potrebbero accadere». Di qui, le attività di addestramento che, nelle ultime settimane, si sono notevolmente intensificate in ogni stazione.

«Allo stesso tempo, però – puntualizza Gajer – non dobbiamo abbassare la guardia e continuare a lavorare sulla prevenzione e sulle informazioni che è fondamentale dare a chi si muove in montagna. Il nostro obbiettivo è aumentare la sensibilità e, in particolare, far crescere nelle persone la consapevolezza dei rischi che si possono corre su terreno impervio. E non solo.

Ogni anno, noi del Soccorso Alpino cerchiamo di diffondere le solite, basilari, ma importanti regole di comportamento. Ora lo facciamo anche attraverso un nuovo e pratico opuscolo bilingue, da noi redatto, che abbiamo chiamato “Sicuri in montagna”. Nella brochure abbiamo inserito consigli che riguardano la preparazione all’escursione, che deve essere attenta e non lasciare nulla al caso, l’abbigliamento indispensabile e anche l’attrezzatura più adeguata alla tipologia di escursione. Non abbiamo rinunciato a dispensare preziosi inviti alla prudenza, ricordando anche che occorre saper rinunciare ai propri obbiettivi fin dai primi segnali di difficoltà o quando degli imprevisti ci potrebbero mettere nelle condizioni di compiere azioni che vanno oltre le nostre capacità».

Poi ci sono altre regole di buonsenso che non servirebbe nemmeno ripetere, ma che spesso, purtroppo, vengono ignorate. Con tutte le conseguenze che questa superficialità implica. «Per fare in modo che andare in montagna sia un piacere – prosegue Gajer – è sempre importante consultare il bollettino meteo ed evitare sempre di andarci in solitaria».

«Tutte le nostre 22 stazioni dislocate sul territorio altoatesino, con i nostri 700 volontari circa – conclude il presidente Gajer – hanno continuato a fare esercitazioni. Non ci siamo mai mai fermati, nemmeno durante i lunghi mesi in cui il covid ha bloccato quasi ogni altra attività. Tutto per garantire un immediato e professionale intervento 24 ore su 24. Far parte della nostra bella e invidiata famiglia, quella del Soccorso Alpino, non è facile, ma non è impossibile. È difficile perché difficili sono le sfide a cui siamo chiamati in ogni stagione dell’anno».

















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