cibo e salute

Il nutrizionista: "Il benessere? Verdura, uova e amici"

Al Teatro Gries si è tenuto un convegno sulla corretta alimentazione. Tra fake news, mode estemporanee e scienza. Lucio Lucchin: «Tanti falsi miti da sfatare per stare bene»



BOLZANO. La medicina dei nostri giorni? "Stare in mezzo alla gente". Ma starci bene, senza litigare o farsi venire il fegato grosso. Ad esempio, una mostra. O un incontro con l'autore, luoghi del corpo e anche dello spirito. Non è una fake, è scienza: "Uscire di casa, tessere relazioni collettive, buttarsi dentro eventi eccitanti o colti agisce sui nostri ormoni - dice Lucio Lucchin - innesca reazioni positive del cortisolo, si muove tra le citokine infiammatorie...". Insomma, cose serie. Una barriera di contrasto al malessere. Costa fatica? Un po' sì. E la ragione è che ce la prendiamo comoda, pensiamo che tutto possa essere raggiungibile da remoto. Anche la felicità. Invece serve aprire la porta di casa, richiuderla, camminare per un po' e gettarsi in mezzo alle cose. Lucchin, già primario nutrizionista al San Maurizio, oggi guida l'Upad che è, a sua volta spazio di continui inneschi di relazioni umane e di informazioni. E ha organizzato per sabato scorso un ulteriore luogo di confronto in cui testare queste possibilità curative. Di farlo "in sé", in quanto il convegno - "Alimentazione e salute", tra nutrizione, gastroenterologia e gastronomia, al teatro comunale di Gries, tra esperti e comunicatori - è di suo palestra di attivazione ormonale in quanto felice confronto di idee e sollecitazioni; ma anche di approfittare delle indicazioni scaturite per farsi un'idea meno approssimativa del senso stesso del cibarsi, dei luoghi comuni intorno alla nutrizione e alle mode, spesso passeggere ma incisive, che entrano ed escono da internet o dalle televisioni. In molti casi fuorvianti, spesso in grado di condizionare il benessere e di innescare malesseri.

Lucio Lucchin, da dove cominciamo?

Magari dalle mode. Oggi tutta la pubblicità spinge sulle proteine.

 

Bene no?

In parte. Il nostro corpo ne ha necessità nella giusta quantità. Oltre, può fare danni. Ma vedo che c'è chi le immette anche nella semplice acqua da bere, nei succhi, nel pane.

Sbagliato?

Eccessivo. Innanzitutto meglio le proteine naturali che queste costruite chimicamente.

Che si trovano dove?

Nei fagioli, nei ceci, in tante nostre verdure e poi nella carne, nelle uova.

A proposito di uova: nei decenni sono state criminalizzate.

Ecco, sbagliato. Fanno bene. Certo se ne mangiamo venti al giorno magari si avranno sovraccarichi ma un po' ogni giorno, bene direi.

Dove si trova la maggior quantità di elementi proteici?

In un cibo che non t'aspetti, per dire delle sorprese che offre madre natura: il crescione. È una verdura, recenti studi hanno confermato che apporta una quantità sterminata di nutrienti, proteine comprese. Insomma tutto quello che ci serve in una insalata. Poi la portulacea. È un fiore commestibile. Nell'antichità era molto consumato. Contiene in gran numero gli omega 3.

Quelli che ricerchiamo affannosamente nel pesce e nelle pillole?

Quelli. Fanno bene. Ma si trovano anche in piante insospettabili.

Le piante sono una scoperta no?

Effettivamente. Basti pensare, a proposito che nulla si inventa sul serio, che gli orti medievali offrivano mediamente almeno 70 tipi di piante. Quasi la metà officinali, cioè curative, le altre nutritive in modo estremamente soddisfacente.

E oggi?

Chi di noi è nella possibilità di nutrirsi con così tante, buone verdure?

Lezione da tutto questo?

Che cerchiamo sempre delle scorciatoie. Nelle mode, nelle diete, nei cibi. Non ci sono scorciatoie. C'è il giusto equilibrio e la giusta e necessaria rotazione dei nutrienti. Niente fa male se nella giusta quantità. Molto lo potrebbe fare nell'eccesso.

Che succede oggi nei ristoranti?

Sono stato a un festival ultimamente. Non dico quale. C'erano gli chef che dicevano: offro emozioni a tavola. Non direi che è il nodo della questione: il cibo va mangiato. Si dovrebbe a tutti i livelli, anche tra gli stellati, che ci si racconti il contenuto nutrizionionale. Se è corretto, sicuri che il piatto sarà anche buono.

Perché ritiene che convegni come il vostro  contengano "buoni ingredienti"?

Innanzitutto perché è un convegno. È un evento collettivo. Non è da remoto, è un fatto in presenza come si dice. Occorre arrivarci, ascoltare, magari discutere. In ogni caso stare in mezzo ad altri essere umani. Cosa impossibile blindati in casa.

Invece succede?

C'è una tendenza sempre più presente a ridurre la relazione, a diminuire la fatica dello spostamento. Invece è proprio lì che il nostro corpo rielabora il proprio patrimonio ormonale donando benessere effettivo.

Non è solo una sensazione?

Macchè. Ci sono studi infiniti a dimostrare come il cortisolo è condizionato dal benessere dell'incontro. D'altronde sono 300mila anni che l'umanità cresce nella relazione, si nutre di relazioni. Senza, spariremmo.

Prove?

Tantissime. e studi comprovati. Nella pratica basta vedere la reazione in noi, pensiamo ad una ragazza, quando le si fa un complimento. Succede che possa arrossire. È il sangue che si accende, è il corpo che reagisce e si attiva. Non si tratta solo di reazioni fisiche ma psicofisiche. Il benessere crea felicità e la felicità benessere. Stare in mezzo alla gente, sentirsi appagati dall'arte, da un evento, dalle parole degli altri, è come ricevere un complimento...













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