Il caso

Il post omofobo del consigliere FdI che cita Goebbels, un caso il “like” di Galateo

Autore il consigliere comunale Diego Salvadori, deferito ai probiviri del partito. Il vicepresidente della Provincia mette “mi piace” ma poi spiega: "Un refuso". Unterberger: «Apologia del nazismo e dell’odio». Il sindaco Corrarati vuole scuse pubbliche. Kompatscher  chiede al suo vice di prendere le distanze

IL POST Il consigliere FdI cita Goebbels, esplode lo scontro a Bolzano


Stefan Wallisch


BOLZANO. "La bandiera non segue il popolo, è il popolo che deve seguire la bandiera. Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich". Ha suscitato sdegno bipartisan a Bolzano, come anche a Roma, questo post di Diego Salvadori, consigliere comunale di FdI, in merito all'esposizione della bandiera arcobaleno al Noi Techpark.

Fa discutere anche il 'mi piace' al post del vice governatore e presidente provinciale di Fdi, Marco Galateo. "E' stato un refuso tecnico", ha poi precisato. Fratelli d'Italia governa con il centrodestra e la Svp la Provincia autonoma e, da pochi giorni, anche il capoluogo altoatesino. Il neo sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati, ha condannato "con assoluta fermezza" il post e ha chiesto a Salvadori di presentare "pubbliche scuse e ad attivare ogni percorso utile per riparare al danno arrecato da un post profondamente lesivo dei principi democratici".

Ha preso le distanze anche l'assessore provinciale e coordinatore provinciale di Forza Italia Christian Bianchi: "Nel linguaggio e nei comportamenti tali affermazioni sono inaccettabili e lesive per l'intera coalizione, e Forza Italia, anche a nome dei propri consiglieri comunali non accetta tale bassezza culturale", ha commentato. Una volta scoppiata la polemica, Salvadori ha poi precisato che il suo post contiene "una citazione storica riconducibile a Goebbels, che ripudio nel modo più assoluto qualsiasi tipo di regime totalitario". "Mi sono reso conto comunque che la citazione sia poco opportuna e si presti a malintesi. Mi scuso con chiunque si sia sentito offeso nella sua sensibilità", ha concluso.

La precisazione e la cancellazione del post non sono bastate a placare le polemiche. Secondo la senatrice Svp, Julia Unterberger, il post è "una vera e propria apologia del nazismo, dell'odio e dell'intolleranza, che non può restare senza conseguenze. Altrettanto grave è il like di Marco Galateo, vicepresidente della giunta provinciale, sempre di Fratelli d'Italia, a quel vergognoso post", ha aggiunto. "Il mio like è un refuso tecnico, sicuramente non voluto e non condiviso", ha precisato il vice presidente della Provincia. Quello di Salvadori - ha aggiunto - è stata "una bruttissima scivolata da parte del nostro consigliere comunale che non va però letta come adesione a principi legati alle dittature del passato e mi scuso io a nome del partito con tutte le persone che dovessero essersi sentite urtate dalla citazione".

Per il senatore Pd Luigi Spagnolli, il post di Salvadori è "spazzatura morale senza eguali". Galateo - ha aggiunto - "dovrebbe vergognarsi, anziché mettere i like". Ha preso le distanze anche il coordinatore regionale di Fdi Alessandro Urzì: "Non ci deve essere e non ci sarà mai ambiguità nel rapporto di Fratelli d'Italia con le memorie più dolorose della storia recente italiana ed europea". Il consigliere Salvatori è stato deferito ai probiviri in seguito al post: ad annunciarlo è stato il presidente provinciale di Fdi Marco Galateo, che in una nota spiega di aver coinvolto "gli organi di garanzia del partito a livello locale e nazionale per far esaminare ai probiviri la situazione venutasi a creare dopo un post, subito rimosso dall'autore, in cui si criticava la bandiera arcobaleno perché 'simbolo di agende politiche che toccano temi educativi, sociali e culturali divisivi', citando una frase di Goebbels sul popolo che deve seguire le bandiere"

Il governatore Arno Kompatscher (Svp) ha fatto sapere di aver chiesto a Galateo "di prendere le distanze immediatamente". La vicenda - si apprende a palazzo Widmann, la sede della Giunta provinciale - comunque non finisce qui. 













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