Piazzetta dedicata al maestro ucciso dai fascisti

La figlia di Innerhofer «Assassini mai puniti»

 BOLZANO. Maridl Innerhofer ha 90 anni e non ha mai conosciuto il padre Franz. Aveva pochi mesi, quando il maestro di Marlengo venne ucciso dai fascisti. «Non è mai stata fatta giustizia per il suo omicidio», ha ricordato commossa ieri mattina all'inaugurazione della piazzetta che Bolzano ha dedicato al padre.  L'inaugurazione della piazzetta davanti al rettorato della Lub è diventata ieri la cerimonia di apertura della festa della Liberazione.  Alcuni rappresentanti degli Schützen di Bolzano, guidati dal comandante Arthur Bacher, hanno accettato l'invito del vicesindaco Klaus Ladinser. Si è creata una mescolanza del tutto inedita tra cappelli piumati, militari, politici (anche Sigmar Stocker dei Freiheitlichen) e, a fare quasi gli onori di casa, il presidente della Lub Konrad Bergmeister. Nella domenica di sangue del 24 aprile 1921 Innerhofer venne ucciso dai fascisti perché cercava di proteggere uno scolaro nel portone di un palazzo in via della Roggia. «I suoi assassini non sono mai stati puniti», ha ricordato la figlia Maridl Innerhofer, poetessa. Avere scelto proprio la piazzetta davanti alla Lub non è casuale, spiega il sindaco Luigi Spagnolli. Gli fa eco il sindaco di Marlengo Walter Mairhofer: «Al maestro Innerhofer abbiamo dedicato la nostra scuola elementare. La violenza è un atto di ignoranza, che è il contrario della conoscenza. E' bello che l'omaggio del capoluogo sia proprio qui». Bergmeister pensa che il maestro Innerhofer potrà essere un buon esempio per tutto l'ateneo, studenti e insegnanti: «I nostri studenti sono la generazione che dovranno portare apertura mentale. I prossimi accademici dovrebbero tutelare la natura e le persone. Franz Innerhofer è morto per difendere uno studente. E' stato aperto, tollerante e coraggioso. Spero che i nostri professori si lascino guidare dal suo esempio».  Gli Schützen alle cerimonie per il 25 aprile, sia pure ad una sola, sono una novità. Il comandante provinciale Paul Bacher (sabato l'elezione del successore) ieri non c'era, ma replica alla polemica di Unitalia, contraria alla presenza dei cappelli piumati insieme agli alpini: «Mi sembra che con questo gesto gli Schützen abbiamo fatto un passo di distensione».