La variante sudafricana ora fa paura «Se si estende, lockdown più rigido» 

La pandemia. Ieri altri sei casi della mutazione nella zona ovest della provincia. Giunta in seduta straordinaria, chiusi altri cinque Comuni Kompatscher: «Pronti a intervenire nei prossimi giorni». L’appello di Zerzer: «Cittadini fondamentali per evitare la diffusione»

di Francesca Gonzato
Bolzano. Era prevedibile, è accaduto. la asl ha intercettato altri sei casi di variante sudafricana del coronavirus, che portano a dodici i pazienti accertati. tre dei nuovi contagi sono collegati ai primi episodi. la giunta provinciale era riunita ieri mattina in una seduta straordinaria programmata per discutere di urbanistica. il covid-19 e i nuovi casi di variante sudafricana a lana, san martino in passiria e malles sono diventati l’argomento centrale. la giunta ha accolto la richiesta della asl di estendere da mercoledì ai tre comuni, più caines e san leonardo in passiria, le regole del lockdown rigido previste da oggi a merano, rifiano, moso in passiria e san pancrazio: ne parliamo nelle pagine di merano. nel tardo pomeriggio di ieri la nuova ordinanza di kompatscher. tutto l’alto adige è ora sotto stretta osservazione: la giunta è pronta a introdurre misure più rigide come nel burgraviato e passiria (spostamenti tra comuni solo con tampone negativo) o prolungare l’attuale lockdown. nel frattempo sono saliti a 78 i casi accertati di variante inglese (più sei), ma tutte le energie di asl e giunta sono concentrate sull’arginare la variante sudafricana. per due motivi. primo, come nel resto d’italia, si stima che la variante inglese (più contagiosa del 50% e oltre) sia ormai assai diffusa in alto adige, almeno nel 17 per cento dei casi. secondo motivo, la sudafricana è più temuta perché i vaccini garantirebbero una protezione minore su tale variante. «stiamo facendo di tutto per rintracciare i contatti dei pazienti. la scommessa è limitare il più possibile la diffusione della variante sudafricana», riferisce il direttore generale della asl Florian zerzer. dei dodici pazienti, un anziano si trova ricoverato in condizioni critiche. i contatti ricostruiti riguardano colleghi di lavoro. la variante è in circolazione da almeno due settimane, quando sono stati effettuati i tamponi sui primi pazienti. quanto temete che in questi giorni si sia propagato il contagio? «stiamo facendo enormi sforzi per il tracciamento, tra cui grandi quantità di tamponi», risponde zerzer. il fattore tempo conta più che mai. zerzer lo dice con forza: «bisogna stare a casa, uscire solo per motivi di necessità e lavoro, evitare ogni rischio di contagio. dobbiamo impedire che le varianti si diffondano ulteriormente». una piccola luce di speranza, sempre da zerzer: «facciamo questo sforzo. tra lockdown, vaccinazioni, temperature in aumento, possiamo tenere sotto controllo i contagi».

Le misure dal 28 febbraio

Con l’eccezione dei nove comuni con il lockdown rigido per la variante sudafricana, dal 1 marzo (scaduta l’ordinanza n.7) dovrebbero riaprire bar, ristoranti negozi e scuole in presenza. La giunta non ha ancora deciso di prolungare le misure, restano impostazioni diverse tra gli assessori, ma un prolungamento o inasprimento viene dato per scontato, a partire dalle scuole. «Fino a un certo punto possiamo reagire ai casi di variante sudafricana chiudendo singoli comuni, ma se i contagi divenissero troppo numerosi dovremo pensare ad altro», anticipa l’assessore Arnold Schuler (protezione civile). Il presidente Arno Kompatscher fa intuire quanto la stretta sia (quasi) inevitabile: «Il 28 febbraio scadrà la precedente ordinanza. La prima considerazione è che il ministro Roberto Speranza ha confermato la nostra classificazione arancione». Nelle regioni arancioni negozi e servizi alla persona restano aperti, mentre bar e ristoranti possono lavorare solo con la consegna a domicilio e l’asporto. Ma lo scenario potrebbe essere ancora più rigido, conferma Kompatscher: «In questi giorni proviamo a tenere sotto controllo la variante sudafricana con la stretta nei comuni della Val Passiria e del Burgraviato. Se la variante sudafricana si manifestasse in altre zone della provincia, dovremo presto adottare norme ugualmente restrittive in tutto il territorio». La giunta si riunirà martedì, dalla seduta potrebbe già uscire una decisione.

Test di massa a scuola

Assessori e intendenti scolastici stanno lavorando per preparare il rientro delle scuole alla didattica in presenza, attualmente previsto il 1 marzo, probabilmente rinviato al 7 marzo. «Vorremmo offrire test di massa agli alunni», riferisce Kompatscher, «ma per i più piccoli puntiamo a garantire il materiale più adatto (i tamponi “chewing gum”, ndr), che ci dobbiamo procurare.

Da domani i figli di lavoratori dei servizi essenziali potranno godere della didattica in presenza. Nella scuola italiana, riferisce il sovrintendente Vincenzo Gullotta, iscritti 850 bimbi delle elementari (su 9.900) e 716 delle materne (su 3.300).

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