Maso della Pieve, camper ammessi solo per 72 ore
Il Comune. Dopo le proteste, la giunta detta nuove regole: non più area di sosta ma parcheggio. Via acqua ed energia, pagamento con le carte. Tutti i mezzi verranno rimossi prima dei lavori
BOLZANO. Da terra di nessuno - meglio: da terra di qualcuno che, privatamente, provava a imporre le sue regole - a spazio che ritorna nella legalità urbana. È il destino che attende l’area camper di via Maso della Pieve: da area di sosta a parcheggio. Non è una distinzione formale. La prima impostazione, in atto da anni, ha prodotto situazioni da stato di fatto. «È capitato che alcuni proprietari di roulotte o di camper minacciassero chi provava legittimamente a cercarsi uno stallo - ricorda l’assessore Stefano Fattor - accampando presunte primogeniture di stazionamento». Con il risultato di occupare spazi per mesi e mesi. Ora, questo è stato deciso in giunta comunale, la trasformazione dello “status” giuridico e normativo produrrà alcuni effetti sia immediati che di progetto. Il degrado dell’area è stato più volte segnalato da residenti e consiglieri di circoscrizione. Verrà posta una sbarra all’ingresso dell’area alla quale si accederà esclusivamente con carta di credito o bancomat («dunque niente contante» specifica Fattor). I tempi di stazionamento saranno limitati - massimo 72 ore - , le tariffe anche varieranno dalle due ore fino al tempo complessivo consentito: fino a 6 ore, 20 euro; 12 ore, 25 euro; fino a 24 ore, 30 euro con permanenza massima di sosta di 72 ore.
Gli effetti immediati sono pienamente operativi. Il Comune ha già dato incarico a Seab di gestire il processo di riconversione dell’area. Prima che inizino i lavori i mezzi ancora presenti sul posto verranno sgomberati. Previo, naturalmente, preavviso cartaceo posto sul cruscotto. Certo, l’intervento della Seab non si limiterà a questo. Uno degli elementi di cantiere sarà infatti l’eliminazione delle infrastrutture interne che erano finalizzate a lunghe soste, prima tra tutti quella che tocca elettricità e scarichi delle acque.
Ma come si è giunti a questa soluzione, all’interno di un problema che, oggettivamente, era al limite della tenuta da anni? La prima ragione riguarda gli elementi di incontrollabilità che caratterizzano tutt’oggi l’area di sosta, in particolare gli screzi che capitavano ad ogni occasione quando un proprietario di camper in arrivo e in cerca di parcheggio si trovava discutere con chi riteneva invece il proprio stallo una sorta di diritto acquisito. «Ci arrivano segnalazioni in ogni momento», confermano dagli uffici del Comune. Poi, all’origine esiste anche una ragione più specifica. «Permane una incertezza normativa di fondo - chiarisce ancora l’assessore Fattor - tra il nostro spazio di manovra, le leggi provinciali, e quelle generali sulle caratteristiche di questo tipo di aree, sull’uso delle infrastrutture interne e sugli ambiti anche di sicurezza che li riguardano».
Meglio, dunque, tagliare la testa al toro. E operare una trasformazione che, da un lato, rende chiare le cornici normative che riguardano l’area, dall’altro evita il permanere di situazioni difficili da gestire anche sul piano delle possibili sanzioni rispetto ad atteggiamenti poco urbani. Un ultimo elemento legato alla sicurezza. «Incaricheremo un agente di controllare lo spazio così trasformato - conclude Fattor - Non sarà lì 24 ore al giorno, ma con visite a campione e nei frangenti più complicati. Vogliamo evitare fin da subito le discussioni». I posti saranno 19 per una spesa di cantiere di 126mila euro. P.CA.