L'INTERVISTA Thomas brancaglion Team K 

«Noi l’alternativa  interetnica alla Volkspartei» 

Il candidato/3 «Tra i bolzanini c’è grande incertezza, ma anche voglia di cambiamento: in Alto Adige le barriere etniche cadranno il giorno in cui si riuscirà a mandare la Stella alpina all’opposizione»

Bolzano. Padre di lingua italiana, madre sudtirolese: Thomas Brancaglion, 41 anni, giurista mistilingue, musicista, impegnato sul fronte della difesa dei migranti, voce di Radio Tandem e anima della Volxsfest, è il candidato sindaco del Team K. Lo schieramento fondato da Paul Köllensperger che, forte del successo ottenuto alle provinciali del 2018, corre per la prima volta alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre.

Com’è questa campagna elettorale?

Molto impegnativa. Assurdo che si sia fatto l’election day a settembre, dopo un lungo lockdown. Non è facile parlare con la gente che in questo momento ha altri pensieri per la testa: a partire dalle preoccupazioni legate al lavoro.

E quindi?

Queste ultime settimane è stato un tour de force per cercare di incontrare cittadini e associazioni: il clima che si percepisce è di grande incertezza, c’è voglia di trovare un ’alternativa credibile.

Ovvero voi?

I cittadini sembrano apprezzare il lavoro fatto dai consiglieri del Team K in Provincia: siamo noi la vera alternativa interetnica alla Svp. Il giorno in cui si riuscirà a mandare la Stella alpina all’opposizione, cadranno anche le barriere etniche.

Quanto vi ha danneggiato la vicenda Köllesperger con il bonus Inps da 600 euro prima chiesto e poi restituito?

Paul ha commesso un errore grave: l’ha ammesso ed ha restituito. Non credo che si possa dire che ha peccato di avidità, perché in sette anni ha restituito oltre 100 mila euro. La gente ha capito e ci dà grande fiducia.

Al secondo turno il Team K chi appoggerà?

Io gioco a hockey: si gioca sempre per vincere.

Non c’è dubbio ma se non fosse lei ad andare al ballottaggio, chi appoggerete tra i due probabili sfidanti alla poltrona di sindaco: Caramaschi o Zanin?

Non ci svendiamo. Non siamo alla ricerca di poltrone. Se troveremo accordi sui temi, potremmo decidere di collaborare. Diversamente andremo all’opposizione.

Parliamo di sicurezza: per voi è un problema o no?

La malagestione delle politiche dell’accoglienza portata avanti anche dalla Svp negli anni, rinunciando ai finanziamenti nazionali ed europei, ha creato quello che si vede oggi in piazza Stazione. Lì ci sono persone che hanno documenti e lavoro, ma non hanno una casa. A peggiorare ulteriormente le cose, dal punto di vista giuridico e del clima, ci ha pensato l’ex ministro Salvini, non meravigliamoci quindi se abbiamo migranti costretti a bivaccare in piazza.

Al primo posto del vostro programma cosa avete messo?

L’areale ferroviario: su quei terreni si gioca il futuro della città. È una partita da giocare alla luce del sole; a beneficiarne devono essere i bolzanini, non le lobby.

E poi?

Scuola plurilingue; non al posto ma in aggiunta alla scuola italiana, tedesca e ladina.