Nuova cantina Bolzano: «Siamo arrivati al tetto»
Il presidente: «A giugno 2018 entriamo con gli uffici, a settembre si vendemmia I mezzi saliranno sul fianco dei terrazzamenti e scaricheranno sulla sommità»
BOLZANO. "È finita. Ieri siamo arrivati al tetto". Michael Bradlwarter annuncia l'impresa. Perchè dopo oltre 100mila metri cubi di terra movimentata, due anni di cantiere, altri dieci di attesa tra ricorsi, pratiche e scommesse finanziarie, accensione di mutui e discussioni con i soci, questa è per la cantina Bolzano (Gries e Santa Maddalena) "l'impresa". Finito venerdì l'involucro esterno, da oggi l'operatività aziendale è in atto: arrivate le prime presse per l'uva, domani saranno inserite le vasche di scarico. Tempi rispettati : "A giugno 2018 entriamo con gli uffici, a settembre si vendemmia. E sarà lì per la prima volta" dice il presidente della cooperativa, l'"Obmann" della più grande fabbrica del vino bolzanina, duecento soci, volumi d'affari e produttivi a livelli dei più importanti consorzi nazionali. Con la conclusione dei lavori esterni, cambia il “landscape”. Il paesaggio della piana di San Maurizio, di fronte all'ospedale è ora in grado di ridisegnarsi definitivamente, offrendo i volumi del suo nuovo rapporto col costruito. In sostanza, si è trattato di una vasta riqualificazione, perchè con l'arrivo del manufatto della cantina, sviluppatosi in senso molto contemporaneo, anche i dintorni stanno iniziando a diventare teatro di ulteriori, anche se molto controllati, insediamenti abitativi. Una nuova "collina di Bolzano", in pratica. Dice infatti Michael Bradlwarter: "Il passaggio che ora ci aspetta è quello di ricoprire l'ultimo solaio con la terra. Poi, lì sopra, sarà tutto messo a verde e vigneti". Adesso, si notano ancora i terrazzamenti che salgono sul dorso della collina partendo dal corpo cubico vetrato centrale dove troveranno posto tra qualche mese gli uffici e il punto vendita. Il senso dell'operazione, in termini produttivi, è stato quello di dotare il consorzio vitivinicolo bolzanino di una struttura in linea con i nuovi procedimenti di vinificazione e paragonabili alle altre grandi cantine, ad esempio toscane, che si sono dotate di configurazioni architettoniche mimetizzate nel paesaggio, ricoperte di verde e filari e che si sviluppano poi non in superficie ma in sotterranea. É quello che accadrà per la Kellerei Gries una volta reso operativo l'impianto di San Maurizio.
Le uve faranno un volo di 40 metri dalla sommità del dorso collinare per precipitare poi nel buio del terreno. Per questo, i mezzi che trasporteranno le uve saliranno sul fianco degli attuali terrazzamenti e scaricheranno sulla sommità. "Stiamo concludendo l'ultimo tratto della rampa di salita" spiega infatti Bradlwarter che conta di stringere i tempi anche rispetto all'attuale produzione. "Dovremo lavorare anche durante le vacanze, l'anno prossimo - dice- perchè sarà la fase di passaggio definitivo tra vecchi e nuovi spazi il momento più delicato". In quel periodo sarà infine liberata anche l'ultima porzione di terreno della cantina ancora presente a fianco di Piazza Gries e proprio lì inizierà la fase conclusiva di cantiere della Signa per costruire la sua iniziativa immobiliare. Che sta alla base dello scambio tra Benko e la Kellerei che ha costituito la porzione di finanziamento iniziale per garantire il completamento dell'operazione San Maurizio. Al posto della cantina saranno costruiti 10 condomini: previsti 130 alloggi. Consegna 2020.
Quanto spenderete alla fine, presidente? "Non posso dirlo, lo dirò prima ai soci. Ma sicuramente molto più dei 17 milioni che abbiamo ottenuto dalla vendita dei nostri terreni in città...". (p.ca.)