Parcheggio lago di Braies I politici escono di scena

La Procura ha chiesto l’archiviazione del procedimento per le giunte coinvolte Il Pm: «Assenza di dolo». Rischiano il giudizio in tre per reati edilizi e paesaggistici


di Mario Bertoldi


BOLZANO. La giunta provinciale di Bolzano e quella comunale di Braies escono dal procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica per abuso in atti d’ufficio in relazione alla realizzazione del nuovo parcheggio da 350 posti realizzato a pochi passi dal lago di Braies. Ieri il sostituto procuratore Axel Bisignano ha depositato richiesta di archiviazione dell’indagine a carico di tutti gli amministratori coinvolti.

A salvare Kompatscher e soci è stata una considerazione di fondo su quello che tecnicamente viene indicato come l’”elemento soggettivo del reato”. Nella formulazione della richiesta di archiviazione il pubblico ministero scrive che appaiono evidenti «le gravi anomalie amministrative dell’intera vicenda e della totale abnormità della concessione rilasciata dal Comune di Braies». Dunque la ricostruzione dell’iter amministrativo che ha portato alla realizzazione del parcheggio sarebbe stata effettivamente caratterizzata da consistenti violazioni di legge. Così come risulta chiaro dall’inchiesta l’enorme interesse economico della società proprietaria del parcheggio posto che lo stesso è a pagamento.

Le due giunte inquisite però si salvano sotto il profilo del dolo. Nella riformulazione del reato di “abuso in atti d’ufficio” (avvenuta ad opera del legislatore nel 1997) è previsto che il reato si configura solo se il pubblico ufficiale agisce con dolo intenzionale per procurare “a sè o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale...”. L’inchiesta ha però permesso di appurare che l’iter anomalo seguito per realizzare il parcheggio (con procedure forzate) fu deciso nell’interesse pubblico (favorire un ordinato afflusso di turisti al lago) e non per permettere il business di un privato. Nella richiesta di archiviazione, il pubblico ministero ricorda la costante giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo la quale se la finalità pubblicistica dell’atto illegittimo prevale su quella di voler avvantaggiare un privato, il dolo intenzionale non è ravvisabile.

Ecco dunque spiegato perchè la Procura, nonostante le palesi irregolarità dell’iter amministrativo, abbia deciso di chiedere il non luogo a procedere per tutti gli amministratori pubblici coinvolti. Come si ricorderà l'amministrazione comunale di Braies diede il via libera alla realizzazione del parcheggio (con contestuale abbattimento di decine di alberi d'alto fusto) senza aver fatto preventivamente valutare il progetto alla Provincia e alla commissione ambiente. Il Comune di Braies diede di fatto il via libera all'albergatore titolare del terreno il 19 maggio, ben prima dell'autorizzazione rilasciata dalla giunta provinciale il 4 agosto sostanzialmente in sanatoria (col parcheggio ormai realizzato e già in funzione). In sostanza l'esecutivo provinciale era accusato di aver cercato di sanare la situazione non reagendo a livello amministrativo al fatto di essere stato messo di fronte al fatto compiuto senza aver potuto valutare adeguatamente e preventivamente il progetto. La Procura ha però depositato avviso di conclusione indagine (che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio) per l’albergatrice Caroline Monica Heiss, per il progettista Ronald Patscheider e per Karl Wieser, titolare dell’impresa costruttrice. Devono rispondere di reati edilizi e paesaggistici avendo realizzato un parcheggio da 30 mila metri quadrati in assenza di una valida concessione edilizia, abbattendo 131 alberi di alto fusto in zona sottoposta a vincolo paesaggistico.

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