solidarietà

Perse la vita nel gelo della città, alla famiglia di Mostafa le donazioni dei bolzanini 

Giovane morto di freddo, un delegato della comunità si è recato in Egitto Raccolti 4.300 euro per aiutare i genitori, che vivono in condizioni di povertà

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Aliosha Bona


BOLZANO. Il soffitto coperto dalla muffa, gli attrezzi impolverati sotto una finestra che sembra poter crollare da un momento all’altro. È l’immagine di una delle centinaia di case a schiera che compongono la provincia di Gharbeya, in Egitto, a nord del Cairo. È lì che viveva Mostafa Abdelaziz Mostafa Abouelela, il diciannovenne morto di freddo a Bolzano nella notte tra l’8 e il 9 dicembre.

A riempire quelle mura povere, simbolo di una vita di stenti e privazioni, c’è la sua famiglia. Che oltre alla fatica di una quotidianità difficile, da oltre un mese subisce il dolore indicibile per la perdita di un figlio. A Bolzano la morte di Mostafa ha lasciato il segno, provocando uno slancio di solidarietà. Una colletta spontanea ha raccolto 4.300 euro. Le donazioni degli altoatesini in memoria del giovane egiziano rappresentano un aiuto nella sofferenza. 

Il denaro ha attraversato il Mediterraneo ed è stato consegnato direttamente nelle mani del padre di Mostafa. Il compito è spettato ad Hany, commerciante egiziano d’origine, ma bolzanino d’adozione. A metà gennaio si è messo in viaggio, da Bolzano a Bergamo, con tappa al Cairo e a Mansura, prima di raggiungere Gharbeya. Un viaggio che Mostafa intraprese nel 2018 in senso inverso, per cercare in Europa una vita migliore. 

Attraversò la rotta balcanica per stabilizzarsi in Francia, dove lavorò per qualche mese da imbianchino. 
Il destino lo ha catapultato a Bolzano il 6 dicembre. È durata solo due giorni la permanenza di Mostafa Abdelaziz Mostafa Abouelela nel capoluogo. 48 ore difficili, perché nei dormitori non c’era posto: prima di lui, in lista d'attesa, si contavano 170 persone. 

Il giorno dopo il rifiuto di un posto letto Mostafa è morto. Fatale è stata la sua seconda notte all’addiaccio, a 10 gradi sotto lo zero. Shabaan Alaa, il suo compagno di speranza, lo ha visto morire davanti ai suoi occhi nel giaciglio improvvisato in via di Vittorio. 

Le donazioni. La consegna del denaro, frutto di decine di donazioni sul conto corrente aperto dal Centro culturale Iqraa di Merano, è avvenuta a casa di Mostafa nella serata di sabato. Ad aspettare Hany, c’erano il padre, la madre, il fratellino e la sorella, che si è affacciata timidamente. 

Mostafa era partito per lei, per permetterle di sposarsi il prima possibile. E per regalare, a chi lo aveva cresciuto, un futuro sereno, con un minimo di prospettiva. «Ci hanno ringraziato per ciò che la nostra comunità ha pensato di fare subito dopo la tragedia», sottolinea Hany Abdelkarem, responsabile dell’Unione degli egiziani a Bolzano, «La somma che è stata consegnata direttamente alla famiglia è di 1.350 euro. Ma negli ultimi giorni, dopo la partenza, si sono susseguite numerose donazioni per un totale di altri 2.950 euro. Quest’ultimi sono stati versati sul conto corrente del padre attraverso un bonifico. Ci è sembrato un gesto normale, un piccolo sforzo per provare a fare ciò che al ragazzo non è stato possibile. E non per colpa sua». 

Dopo la morte di Mostafa, è cresciuta l’indignazione, attraverso proteste e manifestazioni in piazza. Quella del 17 dicembre, per esempio, organizzata da "Bozen Solidale". La sua fine non poteva lasciare indifferenti gli amministratori. A Bolzano sono stati aumentati i posti letto nei dormitori, oltre un centinaio in più sono stati allestiti nel territorio provinciale da quella notte che ha portato via per sempre Mostafa Abdelaziz Mostafa Abouelela. 

















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