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Rilevava false patologie per incassare privatamente: medico patteggia

Chiuso il procedimento a carico di un professionista dell’ospedale di Bolzano oggi in pensione. Fu l’Azienda sanitaria a denunciare irregolarità: circoncisioni rituali su bambini musulmani indicate come necessarie 


Mario Bertoldi


BOLZANO. Si è concluso con un patteggiamento (che per il momento non h avuto conseguenze sotto il profilo disciplinare) il procedimento che ha visto imputato con l’accusa di truffa aggravata, peculato e falsità ideologica un medico all’epoca dei fatti in servizio presso l’ospedale di Bolzano ed ora in pensione.

Pena contenuta

L’accordo con la Procura (con giudizio favorevole anche del giudice) ha permesso di contenere la pena entro i limiti previsti dal nostro ordinamento per ottenere il beneficio della sospensione condizionale. All’epoca dei fatti il medico finì agli arresti domiciliari per alcune settimane. L’inchiesta che lo coinvolse riguardava circoncisioni rituali fatte pagare al servizio sanitario pubblico come se fossero riconducibili ad una patologia. All’epoca il medico i questione era dipendente dell’azienda sanitaria altoatesina. In sostanza avrebbe falsamente attestato che alcune operazioni di circoncisione effettuate su bambini di famiglie islamiche fossero necessarie per l’insorgenza di una patologia in zona genitale in realtà inesistente. Di conseguenza le operazioni sarebbero state effettuate a spese del servizio sanitario pubblico (con danno diretto dell’Asl) e successivo incasso privato ed “in nero” da parte del medico di somme dai 300 ai 400 euro pagate direttamente dai famigliari dei bambini circoncisi. Questa, all’epoca, fu l’ipotesi reato su cui l’inchiesta affidata ai carabinieri dei Nas si sviluppò.

La denuncia

Fu proprio l’Azienda sanitaria, in qualità di parte lesa, a segnalare la situazione e far partire l’indagine. all’epoca scattarono anche alcuni provvedimenti cautelari (per pericolo di reiterazione del reato e pericolo di inquinamento delle prove.

Provvedimenti cautelari

Furono decisi dal giudice su richiesta dell’allora sostituto procuratore Andrea Sacchetti dopo il presunto tentativo messo in atto dall’imputato di indurre uno dei genitori islamici a non collaborare con gli inquirenti. Furono le ammissioni di altri genitori a permettere di definire il quadro probatorio ha portato al patteggiamento di una condanna soft.

Cartelle falsificate

Per i casi principali di cui venne trovato un riscontro oggettivo erano state acquisite dai carabinieri anche alcune cartelle cliniche falsificate. Il vantaggio economico conseguito dal medico in occasione delle operazioni chirurgiche irregolari fu comunque molto limitato. sui conti del professionista, infatti, gli inquirenti sequestrarono 3900 euro i cotanti che, secondo l’accusa, erano stati indebitamente incassati dal medico.

Riflessi nazionali

L’eco dell’arresto del medico ospedaliero altoatesino all’epoca arrivò sino a Roma. In una lettera, l’allora Ministro della Salute chiese ai responsabili della sanità altoatesina di essere informato sui provvedimenti adottati. Lo stesso ministro (che avrebbe inviato a Bolzano alcuni ispettori) chiede inoltre di essere informato su altre iniziative eventualmente prese .

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