IL CASO

Salvato un Bambi investito da un'auto

Il cucciolo di capriolo era gravemente ferito ed è stato trovato in località La Costa. I volontari: «In Alto Adige non esiste un servizio e un centro di recupero per tutti gli animali» 

BOLZANO. Sfortunato. Ma, allo stesso tempo, fortunato. Può sembrare un contro senso, ma la vicenda di cui è stato protagonista giovedì un cucciolo di capriolo può avere una doppia lettura. L’altro ieri sera, infatti, personale di Homeless Pets Bolzano e la Delegazione provinciale OIPA - Organizzazione Internazionale Protezione Animali, sono intervenuti per soccorrere un piccolo capriolo, rinvenuto gravemente ferito, investito da un’auto, in località «La Costa».

L'animale è stato immediatamente trasportato a Bolzano e consegnato ai volontari della Homeless Pets che hanno provveduto al suo ricovero al Rifugio per Animali della Sill, dove è stato affidato alle cure esperte di Giovanni Lorenzi, medico veterinario e direttore sanitario del centro.

«Siamo stati chiamati verso le 20.30 da Graziano Zenatti e Anna Fait che avevano trovato questo piccolo capriolo ferito lungo la strada della Costa – racconta Giulia Dalpiaz, presidente della Homeless Pets - e, vista la situazione locale della gestione venatoria, ci siamo rivolti al Delegato Oipa Claudio Calissoni per studiare di comune accordo una soluzione che non prevedesse la morte dell’animale».

La legge provinciale sulla caccia prescrive, infatti, che il ritrovamento di qualsiasi animale selvatico debba essere subito notificato al Rettore della Riserva competente, che ha facoltà di decidere sul destino di questi animali, sia che si tratti di mammiferi o di uccelli appartenenti a specie cacciabili.

«Un destino in mano alla sorte, che il più delle volte è pessima! Anche per le specie di uccelli non cacciabili» commenta Claudio Calissoni dell'Oipa. Una polemica nemmeno tanto velata contro la Provincia e gli organi competenti nella gestione della fauna.

Giulia Dalpiaz sottolinea come ancora oggi, nonostante proteste, petizioni, richieste di ogni tipo, la nostra provincia sia l'unica in tutta Italia a non disporre di un Servizio e di un Centro di Recupero per tutti gli animali, ungulati compresi, oltre a non averne uno in vicinanza di Bolzano neppure per gli uccelli, quelli che la legge provinciale impone vengano curati, «Quello attualmente presente di Tirolo è semplicemente improponibile! È una situazione ormai insostenibile, le carenze della Provincia, espressione di una precisa volontà politica che vede e inquadra l'attività venatoria secondo modelli ottocenteschi, ricadono tutte sulle nostre spalle creandoci gravissime difficoltà» conclude Dalpiaz.

Secondo le associazioni animaliste, inoltre, è inammissibile che «un guardiacaccia o un Rettore, cioè semplici cittadini, stabilire le condizioni di salute di un animale ferito o ammalato. La legge, in Italia e in Europa, indica in modo chiaro il medico veterinario quale unica figura giuridicamente e scientificamente in grado di decidere in quale stato di salute si trovi un animale, senza distinzione tra domestici e selvatici».

Ad una prima visita il veterinario Lorenzi è stato ottimista: forse il piccolo bambi, gravemente ferito alla testa probabilmente a causa di un investimento o forse morso da un cane, ce la farà.