BOLZANO

Sparatoria di via Buozzi, pistola e bossoli nascosti dal figlio

L’interrogatorio di garanzia. In carcere Stefano Ferrari s’è avvalso della facoltà di non rispondere al giudice Andrea Pappalardo. L’avvocato difensore: «È disperato e non ricorda nulla di quanto accaduto». L’arma utilizzata per esplodere i colpi fatta sparire dal familiare

BOLZANO. Stefano Ferrari, il cinquantatreenne che mercoledì pomeriggio ha sparato nel parcheggio dell’Interspar, in via Buozzi, nel corso dell’udienza di convalida, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del Gip Andrea Pappalardo. Ma alcuni nuovi particolari sul movimentato episodio sono comunque emersi. Se resta ancora da chiarire quanti colpi siano stati sparati – le versioni dei testimoni non concordano – il giudice Pappalardo ha rivelato che i bossoli e la pistola impugnata da Ferrari, non ancora ritrovata, sono stati fatti sparire grazie alla complicità del figlio dell’uomo.

Autista del furgone dei rifiuti fino a un paio di mesi fa – ha dovuto lasciare il lavoro per problemi ad una spalla -, Ferrari, che abita con la famiglia ad Oltrisarco, era stato fermato subito dopo i colpi esplosi tra le macchine parcheggiate nel piazzale, proprio all’entrata del grande negozio. «È disperato e non ricorda nulla di quanto accaduto – ha spiegato l’avvocato difensore Corrado Faes, al termine dell’interrogatorio – ed è scoppiato a piangere un paio di volte. Ha il volto tumefatto e con una vistosa bendatura perché è stato lui ad essere aggredito per primo». L’avvocato Nicola Nettis, che difende anche lui Ferrari e che ieri era fuori città, ha fatto sapere che nei prossimi giorni presenterà istanza per una perizia balistica. Al termine dell’udienza, il gip ha convalidato l’arresto di Ferrari, che resta in carcere. Tra le poche certezze c’è anche il fatto che Ferrari e il quarantacinquenne destinatario dei colpi si conoscevano e tra loro c’erano stati attriti dovuti a questioni su cui non è stata ancora fatta chiarezza.

Entrambi i protagonisti della vicenda sono di etnia Sinti, sul profilo Facebook del cinquantatreenne in carcere con le accuse di tentato omicidio, porto abusivo di armi e lesioni personali, sono visibili foto del duce, immagini di reparti delle SS in parata e il logo per Salvini Premier.

Mercoledì pomeriggio, tutto è accaduto attorno alle 16.40. Ferrari era andato all’Interspar per fare la spesa assieme alla moglie. Ma i programmi sono stati sconvolti all’improvviso dall’incontro, all’uscita del negozio, con quell’uomo, pure lui bolzanino, 45 anni, con il quale c’erano vecchie ruggini. I testimoni - che sono stati ascoltati dai carabinieri - hanno raccontato di aver sentito prima le urla, ma tutti avevano pensato si trattasse di una lite per il parcheggio. I due si erano insultati e, al culmine dello scontro, si erano messi le mani addosso. Poi è comparsa la pistola. Secondo la Procura sono stati sparati tre colpi. Secondo la difesa uno solo. Divergenti anche le versioni dei testimoni. Almeno un colpo, però, era stato sparato ad altezza d’uomo, per fortuna senza raggiungere il bersaglio. Il proiettile, infatti, era finito di rimbalzo nella carrozzeria della Golf parcheggiata a fianco alla Fiat Punto dell’aggredito e su cui, ignaro, sedeva un turista bolognese. Un trambusto durato pochi secondi, al termine del quale il quarantacinquenne era salito sulla sua auto ed era fuggito.

Sul posto, invece, era rimasto Ferrari, fermato e subito interrogato dai carabinieri. Grande lo sgomento e la paura tra la gente che aveva assistito alla scena e aveva subito capito il pericolo che aveva corso. Solo un miracolo, infatti, ha evitato che mercoledì, la lite tra i due si concludesse in maniera drammatica. Sotto choc l’uomo che sedeva sulla Golf colpita di rimbalzo e sotto choc anche la coppia di giovani olandesi che, seduti sulla loro Audi e terrorizzati dalla scena a cui avevano assistito, aveva cercato di allontanarsi, andando però a sbattere contro un’altra Golf, che stava transitando davanti a loro proprio in quel momento.

Un episodio gravissimo, insomma, sul quale restano ancora molti aspetti su cui fare chiarezza.